“Così fan tutte” debutta al Feronia

SAN SEVERINO - L’originale pièce della Cfd di Macerata è stata diretta da Sauro Savelli

- caricamento letture

COSì-FAN-TUTTE-5-650x483

di Walter Cortella

Così fan tutte”, l’opera buffa, musicata nel 1790 da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, è stata inserita nel cartellone degli eventi teatrali della corrente stagione artistica settempedana. La sua preparazione, per le notevoli difficoltà della messinscena, ha richiesto lungo tempo, ma il risultato finale ha appagato appieno il regista Sauro Savelli e l’intero cast della Compagnia maceratese. Il pubblico ha apprezzato molto questo allestimento particolare.

COSì-FAN-TUTTE-1-325x208Si tratta, infatti, di una versione recitata del celebre melodramma, al di fuori dello schema classico. Sulla scena non ci sono né cantanti né orchestra né coro. Gli interpreti si attengono scrupolosamente al testo originale e la musica accompagna solo alcuni significativi passaggi. Il regista Sauro Savelli cullava da tempo il sogno di mettere in scena uno dei capolavori del compositore austriaco e quest’anno, dopo un articolato e lungo percorso di avvicinamento (Gianni Schicchi, L’Elisir d’amore e La Traviata), ha finalmente trovato le condizioni ottimali per realizzare il suo progetto. “La scelta è caduta su Così fan tutte – ha dichiarato il regista, – per il testo frizzante, divertente e ben strutturato, garanzia di sicura presa sul grande pubblico. Inoltre, l’ho preferita a Don Giovanni e Le nozze di Figaro poiché è la più confacente ai mezzi di una compagnia amatoriale, dal momento che impiega un cast e un coro di dimensioni ridotte.” Lorenzo Da Ponte, impenitente libertino e convinto maschilista, mette in risalto in questo suo melodramma la scarsa fiducia che ripone nelle donne. Già l’allusivo titolo la dice lunga in proposito, ma fin dalle prime battute il librettista è esplicito nell’enunciare il suo pensiero: È la fede delle femmine come l’araba fenice, che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa. Egli ne è fermamente convinto e mira a portare acqua al suo mulino, ad attirare dalla sua parte anche lo spettatore.

COSì-FAN-TUTTE-2-325x182La scena si apre con un bel fermo-immagine, sulle possenti note dell’ouverture: due baldi giovani, Guilelmo e Ferrando, discutono animatamente con don Alfonso, uomo dai «crini già grigi» e dalla lunga esperienza di vita. Oggetto della conversazione è la fedeltà delle donne in generale e delle loro amanti in particolare, le due graziose sorelle Fiordiligi e Dorabella. I due innamorati sono ben saldi nella convinzione che esse siano un chiaro e inimitabile modello di virtù. Dal canto suo, don Alfonso sostiene che tutte le donne sono fondamentalmente infedeli e propone ai due ingenui interlocutori una scommessa. Questi, senza batter ciglio, accettano la sfida, forse con eccessiva sicurezza. Poverini, per femmina giocar cento zecchini, dirà di loro lo stesso don Alfonso. Va da sé che cadranno ingenuamente nel tranello preparato ad arte dal vecchio istrione, con la complicità di Despina, la furba servetta delle due fanciulle che ha già menato mill’uomini pel naso. Il piano è diabolico e prevede che i giovani partano per la guerra e che si ripresentino, subito dopo, sotto mentite spoglie, a ruoli invertiti e opportunamente mascherati alle loro spasimanti che, manco a dirlo, si innamorano all’istante dei due «nobili albanesi», confermando appieno le tesi di don Alfonso. Si arriva, dopo una incalzante serie di deliziosi “quadretti” ricchi di gustose gags, alla celebrazione delle false nozze, alla presenza di un poco credibile notaio. È la solita e impagabile Despina che, dopo aver vestito i panni del dottore cialtrone munito della miracolosa pietra mesmerica, indossa ora quelli dell’uomo di legge. Ma sul più bello, nel momento della firma del contratto nuziale, tornano gli «autentici» sposi e il gioco si scopre. Don Alfonso ha vinto la sua scommessa (v’erano forse dubbi in merito?) e può svelare con tutta l’ironia di cui è capace l’inganno da lui ordito, tutto sommato, a fin di bene. I quattro innamorati, esultanti di gioia, possono coronare il sospirato sogno d’amore con vere nozze. E Despina? La ragazza rimane un po’ confusa e delusa. Ha creduto di aver diretto con maestria l’intera azione, di aver manovrato tutti i protagonisti, compreso don Alfonso, come pupi siciliani ma alla fine si rende conto che il vero deus ex machina della vicenda, l’indiscusso puparo di tutta la storia è proprio lui, il «vecchio» don Alfonso.

COSì-FAN-TUTTE-3-325x179Il dramma giocoso si chiude con il vibrante coro a sei voci. Che dire della raffinata performance della C.F.D.? Lasciamo la parola al regista. Questo il suo commento «a caldo»: «Sono orgoglioso delle scelte adottate, della particolare chiave di lettura dell’opera e della prestazione dell’intero cast. L’allestimento dello spettacolo ha richiesto grande impegno da parte di tutti. Ero consapevole delle difficoltà e anche delle insidie del testo. Io stesso ho avuto non pochi dubbi ed esitazioni ma poi, col procedere delle prove, essi hanno ceduto il passo ad un consapevole ottimismo. Ora, a debutto avvenuto, posso dichiararmi davvero molto soddisfatto del rendimento di tutti, dal «veterano» Don Alfonso (Walter Cortella) ai cinque elementi giovani, tutti new entry in Compagnia. Questi ragazzi (Edoardo Sergi, Michele Pistelli, Martina De Angelis, Eleonora Palmieri e Chiara Spernanzoni, nell’ordine) hanno confermato tutte le mie aspettative. Fin da subito hanno messo in luce spiccata personalità artistica, sottile vis comica e grandi qualità interpretative che fanno ben sperare per il futuro.

COSì-FAN-TUTTE-4-325x194Le prime hanno, come sempre, bisogno di una meticolosa messa a punto e soprattutto di tanto rodaggio. Inoltre, questo Così fan tutte presenta ulteriori notevoli difficoltà tecniche col suo meticoloso rispetto della partitura originale e della rigida metrica, con le frequenti sovrapposizioni, le ridondanze, le sincronie e gli ossessivi concertati, elementi che definiscono la cifra artistica di questo capolavoro del teatro lirico. Malgrado tutto ciò, sono molto fiducioso e mi aspetto grandi soddisfazioni». Ci sono, infine, alcune considerazioni da fare sulla scenografia e sui costumi. L’ambientazione dell’opera è svincolata dal fattore spazio-tempo e le scene, realizzate da Stefano Zagaglia su bozzetti originali di Sauro Savelli, ricreano due soli ambienti, uno interno, caratterizzato da elementi di un celeste cielo e un esterno, con elementi verdi che evocano la rilassante quiete di un giardinetto. Il tutto molto semplice e di facile manovrabilità. Pochi gesti e lo scenario cambia. Il tavolino, le sedie e i bicchieri dai brillanti e contrastanti colori conferiscono al tutto un’aria di gaiezza. I costumi, quanto di più kitsch si possa immaginare, sono il frutto di una precisa ed attenta scelta operata dallo stesso regista per introdurre lo spettatore nel mondo del barocco più grottesco. Prezioso, come sempre, l’apporto dietro le quinte, dell’impagabile Maria Vallorani.

(Le foto di scena sono di Alex Scopini).


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X