Malore in vacanza,
muore storica barista
SAN SEVERINO - Natalina Meschini era in Campania quando si è sentita male ed è stata ricoverata all'ospedale di Vallo della Lucania. E' morta a seguito delle complicazioni insorte dopo l'intervento. Gestiva insieme al figlio il bar Rossi, all'uscita di piazza del Popolo

Ultimo saluto oggi pomeriggio alle 16.30 per Natalina Meschini, la storica barista settempedana morta mentre si trovava in vacanza, dopo essere stata colpita da un malore, nel cuore del Cilento, a Vallo della Lucania in Campania. Si trovava ricoverata nell’ospedale San Luca, per un piccolo intervento, lo aveva superato, poi sono sopraggiunte complicazioni che l’hanno strappata all’affetto dei suoi cari. 82 anni ottimamente portati, la si poteva trovare al mattino al Bar Rossi, che dopo la morte del marito aveva continuato a gestire insieme con il figlio. Sorridente, autentica e pronta a scambiare sempre due parole con i clienti, per tanti settempedani è stata una figura molto familiare, un’amichevole presenza nella vita di tutti i giorni, quasi una seconda mamma che non mancava mai di dare consigli, da dietro al bancone, con quel suo fare bonario e spigliato.
Con la sua scomparsa, se ne va un pezzo di storia della città. Aveva gestito dagli anni Sessanta insieme al marito lo storico locale in viale Bigioli, frequentato in passato anche da tanti personaggi famosi, arrivati a San Severino per uno spettacolo, un incontro o semplicemente per ammirare la bellezza della città. Il bar era diventato un punto di riferimento per gli appassionati di calcio, aveva ospitato il Milan Club, ogni tanto avevano fatto capolino calciatori importanti, tra cui il mitico Paolo Rossi. Tra gli ospiti più importanti anche la cantante Patti Smith, che nel luglio del 2007 tenne un indimenticabile concerto in città e fece tappa allo storico bar, per diversi momenti di relax. Oggi, in un triste e silenzioso pomeriggio di pioggia, in tanti si stringeranno intorno al figlio Luca, allenatore delle giovanili di calcio locale, alla figlia Patrizia, al genero, alla nipote ed ai fratelli. La camera ardente è stata allestita all’ospedale di San Severino.