Stopponi denuncia
il silenzio su Agorà
MATELICA - L'imprenditore annuncia azioni eclatanti

Luciano Stopponi con il cartello di protesta davanti all’Agorà
L’Agorà alle porte di Matelica rischia di restare un’incompiuta di cemento ancora per molti anni, anche se potrebbe ospitare almeno 150 persone, studenti o chi ha perso la casa a causa del sisma. A lanciare la proposta era stato l’imprenditore edile Luciano Stopponi che lo ha costruito. Stopponi aveva chiesto al sindaco di Matelica, al presidente della Regione, ai Prefetti di Macerata ed Ancona, un impegno perchè la struttura fosse usata in tal senso. Dopo un’apertura dello stesso Ceriscioli e l’impegno del comune di Matelica a portare avanti la richiesta, nulla si è mosso e Stopponi ha scritto di nuovo alla Prefettura di Macerata e al sindaco Delpriori. “Da troppo tempo attendo un documento ufficiale da parte della “giustizia” che sospenda tutte le procedure esecutive in atto e attesti la volontà di trovare una soluzione equa e definitiva alla annosa situazione del complesso Agorà di Matelica – scrive l’imprenditore – una situazione assurda e paradossale che umilia e mortifica quanti ancora credono nelle istituzioni repubblicane, nelle sue funzioni sociali per il progresso e la convivenza civile. Non intendo più sopportare passivamente le promesse e rassicurazioni sempre smentite nei fatti anche su documenti pubblici incontrovertibili”. Stopponi minaccia azioni forti: “Non è possibile sopportare gli assalti al saccheggio e contemporaneamente trattare con le istituzioni per trovare una soluzione per recuperare un bene, saccheggiato dal tempo e dagli sciacalli, e renderlo ancora fruibile alla popolazione e al territorio, senza contare nella irresponsabile leggerezza con la quale si coinvolgono nel progetto, pubblicamente condiviso, società e professionisti disponibili generosamente a collaborare”. L’imprenditore minaccia azioni eclatanti se non gli giungerà notizia di “un documento ufficiale che attesti sa sospensione di ogni procedura esecutiva e un impegno irrevocabile che confermi la volontà delle istituzioni coinvolte a trovare una soluzione al progetto di fattibilità già condiviso del complesso Agorà e contemporaneamente di tutti i beni ad esso collegati”.
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