Ostetrica con il morbillo
‘In Regione nessuna trasparenza,
ci dicano quanti sanitari sono vaccinati’

SANITA' - Le Anmic, Associazione Onlus Genitori & Figli, per mano e Associazione Genitori per la vita puntano il dito contro la mancanza di dati pubblici: "Abbiamo motivo di ritenere che la copertura degli operatori sia molto bassa e questo ci fa sorgere più che un dubbio sul fatto che, chi ci dovrebbe tutelare e darci esempio è il primo a sottrarsi"

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Anna Menghi, presidente dell’associazione Anmic

 

“Non è la prima volta, ma sono numerosi i casi del personale sanitario che contrae malattie infettive in quanto non vaccinati. La questione fa emergere un problema su cui in passato abbiamo più volte chiesto, anche in sede di audizione (marzo 2017), di conoscere i dati in merito alla copertura vaccinale degli operatori sanitari, senza mai ottenere alcuna risposta”. Le associazioni Anmic, Associazione Onlus Genitori & Figli, per mano e Associazione Genitori per la vita intervengono sul caso dell’ostetrica dell’ospedale di Senigallia che ha contratto il morbillo (leggi l’articolo) perché non vaccinata e puntano il dito contro la mancanza di trasparenza della Regione.  A parlare sono i presidenti delle tre associazioni: Anna Menghi, Luca Caraffa e  Sara Filippino. “La Marche sono tra quelle regioni che non ha mai pubblicato on line i dati relativi alle reazioni avverse e neanche ha voluto votare una proposta di emendamento dell’opposizione (in data 8 agosto 2017) per la trasparenza dei dati in merito alla nuova legge sulle vaccinazioni – denunciano le associazioni -. Il nuovo delegato alla sanità, il consigliere del Pd Fabrizio Volpini, che ha tanto pervicacemente sostenuto il fatto che a scuola era necessario inserire l’obbligo vaccinale per tutelare i bambini più fragili, si preoccupasse piuttosto di garantire la tutela del soggiorno dei bambini con deficit del sistema immunitario in ambiente sanitario e di darci, nelle sedi opportune, la situazione vaccinale e di immunizzazione degli operatori sanitari, affinché venga garantita l’integrità dei bambini ricoverati, donne in gravidanza e neonati. Secondo noi si tratta di uno strumento indispensabile per impedire la circolazione dei virus e quindi proteggere la popolazione, anche quella che non può essere vaccinata. A questo proposito abbiamo motivo di ritenere che la copertura degli operatori sanitari sia molto bassa e questo ci fa sorgere più che un dubbio sul fatto che, chi ci dovrebbe tutelare e darci esempio è il primo a sottrarsi“. Per questo le tre associazioni assicurano che continueranno ad impegnarsi “affinché venga perseguito questo obiettivo e si abbia una maggiore trasparenza”

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