Si lancia dal terrazzo dell’hotel:
migrante ricoverato a Torrette
LORO PICENO - E' successo nell'albergo "Le Grazie" dove il 30enne era ospitato. E' stato soccorso dall'eliambulanza dopo un volo di diversi metri: non è in pericolo di vita. Il presidente del Gus: "Aveva dei problemi, ora facciamo tutti il tifo per lui"

Il ragazzo si è lanciato dallo spigolo del cornicione dell’ultimo piano
di Giovanni De Franceschi
Allarga le braccia e si lancia all’indietro dall’ultimo piano dell’hotel dove alloggia: soccorso in eliambulanza un ragazzo nigeriano di 30 anni. E’ successo verso le 15,30 a Loreno Piceno, in contrada Grazie Fiastra, nell’albergo “Le Grazie”. Il giovane, arrivato in Italia da appena un mese e mezzo, era un richiedente asilo affidato al Gus di Macerata. Oggi pomeriggio è uscito sul terrazzo dell’ultimo piano della struttura ed è salito sul cornicione. Mentre gli operatori, e gli altri richiedenti asilo ospitati nell’albergo, cercavano di farlo desistere, il 30enne ha allargato le braccia e si è lasciato cadere. Un volo di diversi metri, sette almeno. Poi il tonfo sulla ghiaia. Quando è stato lanciato l’allarme, si è pensato subito al peggio. Sul posto sono arrivate le ambulanze del 118 e i carabinieri di Loro Piceno. I medici hanno richiesto l’intervento dell’eliambulanza, e il giovane è stato trasferito all’ospedale Torrette di Ancona. Nonostante il volo non dovrebbe essere in pericolo di vita, da una prima valutazione sembra abbia riportato un trauma contusivo-commotivo, ma nessuna frattura.
Restano da chiarire invece le cause del gesto. A quanto pare potrebbero essere legate alla sua condizione psichica. “E’ un ragazzo problematico – spiega il presidente del Gus Paolo Bernabucci – ha avuto fin dall’inizio difficoltà ad interagire con gli altri, tanto che i nostri operatori specializzati lo hanno sollecitato più volte a sottoporsi a una visita neurologica. Anche i suoi compagni ci hanno spesso segnalato che avevano riscontrato problemi con lui. Tolto questo, non c’erano motivi particolari. Ma adesso quello che conta è che il ragazzo si riprenda quanto prima, merita tutta la nostra attenzione, facciamo tifo per lui”.
(servizio aggiornato alle 20,24)

Il punto dove è precipitato

certo l’iniziativa esplica un qualche malumore,l’Italia non e’ il posto giusto per queste persone,se fan cosi’..non e’ il loro paradiso,forse questo figlio di dio voleva trovar casa lassu’
Pienamente d’accordo con chi trova disumani certi commenti. Come è possibile lasciarsi andare in quel modo davanti ad un ragazzo di 30 anni che sta lottando tra la vita e la morte?