Mucca uccisa sul San Vicino,
Legambiente: “Non sono stati i lupi”
ANIMALI - Giovanni Angradi, socio del Circolo "Valle dell'Acquarella", ha monitorato le presenze nella zona e ritiene improbabile ci siano branchi: "Più probabile siano cani maremmani"
Al lupo, al lupo! Un grido di allarme che non farebbe giustizia a un animale spesso additato a colpevole di stragi. Anche che non gli appartengono. E’ la tesi del nostro lettore Giovanni Angradi, socio del Circolo Legambiente “Valle dell’Acquarella” che ci scrive in merito alla mucca uccisa sul San Vicino, episodio denunciato da Coldiretti:
«Vivo spesso sul San Vicino, montagna che frequento spesso per trekking, Mtb ed escursioni fotografiche spesso e volentieri notturne. In passato ho partecipato attivamente al monitoraggio della presenza del lupo avendo come zona di competenza proprio il Monte San Vicino. Anche se il monitoraggio è finito da un paio di anni seguo sempre la presenza del lupo controllando soprattutto le cosiddette “fatte”, in parole povere la cacca. Nel periodo invernale (gennaio/febbraio) il maschio Alfa marca il territorio lasciando le proprie tracce biologiche in punti determinati e ben visibili. Quello che posso dire è che in questi due ultimi anni ho fatto difficoltà ad individuare le marcature ed ho trovato meno tracce sparse su tutto il territorio. E se il lupo mangia poi da qualche parte fa la cacca. Quando abbiamo rilevato la presenza del lupo sul San Vicino c’era un gruppo composto da quattro, massimo cinque elementi. Quindi ho seri dubbi che si tratti di un grosso branco. Dall’analisi genetica delle cacche è risultato che l’80% dell’alimentazione del lupo è rappresentata da ungulati (cinghiali, caprioli e daini). Ed allora se, come è vero, le famiglie di cinghiali sono aumentate molto, chi glielo fa fare al lupo entrare in un recinto ed uccidere un grosso animale rischiando di essere incornato o colpito da qualche calcio? Non si tratterà dell’ulteriore caccia alle streghe dando al lupo colpe che non ha? E tanto per riflettere, un po’ di tempo fa, un mio amico ha assistito ad una scena di alcuni cani maremmani lasciati liberi di girare dove vogliono, che hanno letteralmente sbranato vivo un capriolo. Cosa inusuale per il lupo che azzanna al collo la preda soffocandola ed uccidendola prima di mangiarla. Non molto tempo fa, mentre fotografavo un tramonto sul San Vicino, mi sono dovuto allontanare di corsa in quanto alcuni maremmani si stavano avvicinando abbaiando. Mentre le pecore erano chiuse dentro allo stazzo, i cani erano stati lasciati liberi. E questi animali, utilissimi per gli allevatori se utilizzati bene, una volta liberi da compiti da guardiania, possono diventare una vera e propria macchina da guerra”.
