Alla ricerca della conoscenza

IL GRANDE QUADERNO (42°PUNTATA) - Il viaggio di Cartesio nel gran libro del mondo, fatto di dubbi e certezze, studi, lettere e arti

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di Maria Luisa Lasca

Un testo concepito dall’autore come introduzione alle sue opere scientifiche, scritto in un elegante francese (qualche anno dopo, tradotto in latino), narra la storia del proprio percorso conoscitivo, un viaggio nel gran libro del mondo, fatto di dubbi e certezze, studi, lettere e arti. “Essere dotati di una buona intelligenza non è sufficiente; è fondamentale applicarla bene. Gli animi più grandi sono capaci delle più grandi virtù, ma anche dei vizi più grandi; e chi procede molto lentamente, se segue sempre la strada retta, può avanzare molto di più di chi corre ma se ne allontana”: così scrive Cartesio (Cartesio, Discorso sul metodo, 1637), sulla scia del pensiero filosofico di Bacone.

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Cartesio

Anch’egli ragionava similmente: “Infatti, come si dice, lo zoppo sulla strada retta arriva prima del corridore su quella sbagliata. Ed è anche assolutamente chiaro che chi corre sulla strada sbagliata più è abile e veloce più si allontana dalla strada retta” (Bacone, Nuovo organo, 1620). L’idea viene da lontano, da Seneca: “ Tutti aspiriamo alla felicità, ma, quanto a conoscerne la via, brancoliamo come nelle tenebre. È infatti così difficile raggiungerla che più ci affanniamo a cercarla, più ce ne allontaniamo, se prendiamo una strada sbagliata; e se questa, poi, conduce addirittura in una direzione contraria, la velocità con cui procediamo rende sempre più distante la nostra meta. Perciò dobbiamo avere innanzitutto ben chiaro quel che vogliamo, dopodiché cercheremo la via per arrivarci, e lungo il viaggio stesso, se sarà quello giusto, dovremo misurare giorno per giorno la strada che ci lasciamo indietro e quanto si fa più vicino quel traguardo a cui il nostro impulso naturale ci porta.

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Busto di Seneca (Antikensammlung di Berlino, da un’erma di Seneca e Socrate).

È certo che, sino a quando vagheremo a caso, non seguendo una guida ma ascoltando lo strepito delle voci discordi che ci spingono in direzioni diverse, la nostra vita, già breve di per sé, si consumerà in questo andare errabondo, anche se c’impegniamo giorno e notte, animati dalle migliori intenzioni” (Seneca, La vita beata, 58 d.C.). È la voce dei grandi, scolpita in lapidarie parole. Dunque nulla preclude al crescere nella conoscenza, ove la meta sarà il lento procedere nella strada verso cui essa ci conduce.


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