La strada della protesta
CINGOLI - Il sindaco Saltarmartini e una sessantina di cittadini oggi hanno presidiato (a piedi o in bici) la provinciale 502 per chiedere all'Anas, alla Regione e allo Stato di sistemare un tratto che "rappresenta un'arteria fondamentale per il collegamento dei comuni del cratere"

Il sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, con i cittadini arrivati nelle vicinanze della frana sulla provinciale 502

di Leonardo Giorgi
Sono arrivate almeno 60 persone questa mattina sulla provinciale 502 di Cingoli per protestare insieme al sindaco Filippo Saltamartini: chi in bici, chi a piedi, i cittadini hanno accolto l’invito del primo cittadino (leggi l’articolo) e hanno “occupato” la strada per chiedere all’Anas, alla Regione e allo Stato di sistemare un tratto che «rappresenta un’arteria fondamentale che collega i comuni del cratere sismico», spiega Saltamartini. Le prime biciclette, questa mattina, sono arrivate qualche minuto prima delle 10. Il sindaco è arrivato poco dopo e ha invitato i presenti a percorrere il tratto tra la località Sparaceto e la frana che da 8 anni ha compromesso la viabilità della 502, la cui manutenzione è passata all’Anas, ma di proprietà della Regione. Superata la frana, Saltamartini ha raccolto intorno a sè i cittadini e ha invitato i presenti a far sentire la propria voce.

Per via di una frana avvenuta 8 anni fa, un tratto della provinciale è percorribile su una sola corsia
«C’è la necessità che la Regione Marche e il ministero delle Infrastrutture mettano la 502 tra le strade che devono essere finanziate per la manutenzione – sostiene l’ex senatore -. Da sindaco posso dire che sia quest’inverno che gli inverni precedenti abbiamo dovuto sgomberare questa strada dalla neve da soli, senza l’intervento della Provincia o della Regione. Pensate a un Comune che tra terremoto, macerie e tutto il resto deve impiegare fondi e mezzi per fare questo tipo di intervento. Io sono aggredito dai cittadini da mesi per la condizione del manto stradale. Manto che in effetti è arrivato in certi punti all’asfalto fatto 40-50 anni fa. E questo punto della strada è particolare perché sempre all’ombra e gelato d’inverno, ci sono stati incidenti anche gravi in questa zona».
Una strada lunga e fortemente danneggiata che rende difficile la sua manutenzione per un comune piccolo come Cingoli, caratterizzato tra l’altro da inverni lunghi e freddi. «Cingoli ha avuto parecchi danni dal terremoto e già con l’abbattimento del settore edilizio questo provoca l’arrivo di almeno 25-30 persone al giorno che vengono da me a chiedere lavoro. E’ una condizione di estremo disagio che magari chi ha uno stipendio fisso non percepisce». La democrazia, conclude Saltamartini, «non significa che si va a votare quando si scelgono i rappresentanti. Democrazia significa anche scendere in piazza per far valere i propri diritti, come successo con l’ospedale di Cingoli. Io sento forte come dovere di sindaco di fare queste battaglie, perché se non le facciamo noi le faranno altri territori. Questa mattina, cittadini liberi, esprimiamo il nostro dissenso rispetto a chi dovrebbe intervenire su una strada che va da Caldarola a Jesi. E, se non dovessimo riuscire a ottenere risultati, questo sarà solo l’inizio».
La strada è in pessime condizioni, il sindaco la occupa con i ciclisti

