Medici in pensione,
“Week surgery a rischio a San Severino”
Interrogazione per 3 ospedali

SANITA' - Il comitato nato per salvare il Bartolomeo Eustachio: "Se ne vanno due colonne portanti, chi in sostituzione?". Poi lamentano: "Il sindaco non ci ha mai ricevuto". Il consigliere regionale Elena Leonardi lancia l'allarme sugli ospedali di Recanati, Matelica, Tolentino e altre strutture della provincia: "Si torna a parlare di riconversione in Punti di accoglienza territoriale"
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Ospedale-San-Severino

L’ospedale di San Severino

 

“Siamo delusi dalle istituzioni locali, abbiamo più volte chiesto un incontro al sindaco Rosa Piermattei ma non ci ha mai ricevuto. Nel frattempo due colonne portanti della week surgery, due medici storici del nostro ospedale andranno in pensione, e non si sa ancora chi li sostituirà. E’ proprio nel silenzio dei periodi di vacanza, in cui tutti sono impegnati a fare altro, che si rischiano i tagli peggiori”. Con queste parole l’avvocato Marco Massei, vicepresidente del comitato per la tutela e la difesa dell’ospedale Bartolomeo Eustachio, lancia l’allarme sul futuro di alcuni servizi del nosocomio settempedano, al termine della riunione che i componenti del comitato hanno tenuto ieri sera in città. Preoccupa il fatto che entro l’anno andranno in pensioni i medici Nazzareno Oddi e Vincenzo Felicioli.

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L’avvocato Marco Massei

“E’ grave – aggiunge il segretario del comitato Mario Chirielli – quanto sta accadendo alla sanità nell’entroterra, stiamo perdendo pezzi in silenzio, non si sa chi sostituirà i medici che andranno in pensione. I sindaci, primi responsabili non fanno squadra, non si fanno sentire e non difendono i servizi sul territorio. Ad esempio a Matelica sono state ridotte le attività dell’ambulatorio per gli stomizzati, la week surgery di San Severino doveva essere un punto di riferimento a livello provinciale, ma come si fa se manca il personale? Il sindaco è il primo responsabile verso i cittadini, almeno i comuni capofila come San Severino, Camerino e Matelica, devono difendere i servizi”. Il presidente del comitato, il dottor Marco Marchetti, stimato e storico ex primario di medicina dell’ospedale di San Severino, si è detto amareggiato per non avere avuto appoggio ed ascolto, ha detto di aver chiesto un incontro al sindaco, ma di non avere avuto risposta. “Non comprendo il modo di fare dell’amministrazione comunale – aggiunge Massei – il sindaco aveva detto di voler camminare al nostro fianco, di volerci dare una sede più consona, invece registriamo una sorta di ostracismo come la precedente amministrazione comunale, quando altre istituzioni, come il sottosegretario alla sanità, la commissione sanità del senato e quella regionale, ci hanno ricevuto”. Il comitato settempedano annuncia una serie di attività. Saranno organizzati incontri con le istituzioni locali, per mettere a punto una serie di proposte per salvaguardare i servizi sanitari nell’entroterra, saranno coinvolti anche i gruppi di opposizione per tenere alta l’attenzione e monitorare l’andamento dei servizi, le organizzazioni sindacali. Con comitati dei comuni come Tolentino, Recanati e Cingoli, che hanno appoggiato le iniziative del comitato settempedano, saranno portati avanti temi comuni. Il comitato sta preparando anche una serie di proposte operative per migliorare alcune criticità. “Vogliamo essere propositivi ed aperti al dialogo con le istituzioni, il nostro obiettivo è la garanzia che i cittadini abbiano i servizi necessari, monitoreremo costantemente la situazione dell’ospedale”, conclude l’avvocato Marco Massei.

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Elena Leonardi

Sul fronte ospedali di comunità il capogruppo di Fli, Elena Leonardi, lancia l’allarme sugli ospedali di Recanati, Matelica, Tolentino e altre strutture della provincia di Macerata, in un’interrogazione rivolta alla giunta regionale. “Si torna a parlare di “riconversione del punto di primo intervento in punto di accesso territoriale” all’interno di una determina dirigenziale che sembra proprio non tenere conto della volontà espressa dall’intero Consiglio Regionale in data 30 maggio 2017″, scrive Leonardi. La segnalazione proviene dal Comitato per la difesa dell’ospedale Santa Lucia di Recanati e il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia ha accolto l’appello approfondendo così la questione. La Leonardi nell’interrogazione evidenzia come, a seguito di questa determina di Maccioni, è poi scaturita una lettera del Servizio professioni sanitarie, nella quale si invitano i dipendenti dell’Area Vasta 3 ad esprimere le loro opzioni per la mobilità, interessando pertanto anche il presidio di Recanati. Nel documento a firma di Maccioni si parla di trasformazione da punto di primo intervento in Punti di accoglienza territoriale, proprio degli ospedali di comunità, con tre unità di personale in esubero. “Si teme perciò che con l’imminente arrivo del periodo di ferie si inizi una procedura di depotenziamento del Punto di primo intervento, cosa che contrasta però con la volontà espressa in sede di Assemblea Legislativa”, scrive in una nota la consigliera regionale. La Leonardi incalza Ceriscioli per conoscere se l’avvio dell’iter di mobilità interna che si concluderà il 12 agosto 2017 non pregiudichi, o comunque acceleri, la procedura della trasformazione dei Punti di primo intervento di Recanati, Tolentino e Matelica in Punti di accoglienza territoriale (Pat).



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