Banane fasciste,
breve storia coloniale del ventennio

CIVITANOVA - Sergio Salvi, biografo del genetista Nazzareno Strampelli sarà ospite il 30 luglio al Futura Festival per esporre le sue ricerche. L'ultimo lavoro analizza il mercato del frutto proveniente dalla colonia somala ai tempi del duce

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Sergio-Salvi

Sergio Salvi

 

Banane fasciste, la storia imperiale del ventennio nella colonia somala. Il testo è l’ultima fatica di Sergio Salvi, biografo di Nazzareno Strampelli invitato il 30 luglio al Futura Festival di Civitanova (leggi l’articolo). La quinta edizione sarà l’occasione per parlare ancora una volta dell’agronomo genetista maceratese: alle 18.30 nell’auditorium San Paolo il ricercatore riproporrà la vicenda scientifica di Strampelli mettendone in evidenza l’attualità e le principali innovazioni introdotte nel frumento dal genetista maceratese. La nuova conferenza di Salvi, attivo da dieci anni nella ricerca e nella divulgazione dell’opera scientifica strampelliana, arriva mentre i suoi studi continuano con l’approfondimento di altri temi storici dell’agroalimentare italiano, sempre riferiti al contraddittorio periodo autarchico, un’epoca in cui l’impulso dato dal regime fascista alla ricerca scientifica si accompagnò a vicende spesso sospese tra il drammatico e il farsesco. Non è quindi casuale che l’ultimo libro di Salvi riguardi la curiosa quanto poco conosciuta vicenda delle banane prodotte nella Somalia italiana negli anni ’30. “Banane fasciste”, questo il titolo del libretto, ricostruisce, tra rigore storico e leggera ironia, la vicenda delle banane prodotte nella colonia somala, di fatto l’unico bene di rilievo economico e commerciale importato in Italia dai propri possedimenti in Africa orientale. «L’Impero fascista – spiega l’autore -proclamato nel maggio del 1936 a chiusura di quella guerra d’Etiopia che fu alla base delle sanzioni internazionali che condussero all’autarchia, può essere etichettato come “l’Impero delle banane». Tuttavia, al di là della sua apparente leggerezza, il tema della produzione bananiera coloniale non fu avulso dagli intrecci con le tragedie del periodo, come l’emanazione delle leggi razziali (che entrarono in vigore nella stessa seduta parlamentare durante la quale fu perfezionato il monopolio statale delle banane) e l’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale. Anche la vicenda delle banane somale, dunque, fu uno specchio di quei tempi, a dimostrazione del fatto che nessun aspetto di quel periodo può essere considerato sganciato dall’insieme.


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