Chiamata della Prefettura,
Stopponi interrompe sciopero della fame
MATELICA - L'imprenditore fabrianese è tornato a manifestare davanti all'Hotel Agorà. Provvidenziale a telefonata su disposizione del prefetto Preziotti

Luciano Stopponi davanti all’Agorà (foto di repertorio)
di Monia Orazi
Nuova protesta di Luciano Stopponi all’hotel Agorà questa mattina. L’uomo è tornato a manifestare davanti all’incompiuta, minacciando lo sciopero della fame e della sete, preannunciato da una lettera che aveva inviato alle autorità. Questa mattina sul posto è intervenuto l’assessore alle attività produttive di Matelica, Roberto Potentini e Stopponi ha ricevuto anche una telefonata da uno degli addetti della Prefettura di Macerata, su disposizione del prefetto Roberta Preziotti che si sta interessando della questione. Una chiamata che si è rivelata provvidenziale, per il momento l’imprenditore 70enne ha interrotto lo sciopero della fame, anche se minaccia di riprenderlo se non ci saranno sviluppi. “Mi ha fatto molto piacere la telefonata della Prefettura, all’altro capo del telefono c’era una brava persona che ha perfettamente compreso le mie ragioni – ha detto Stopponi – per il momento attendo che il Comune di Matelica porti avanti quanto detto, con la richiesta alla Prefettura. Grazie al vescovo Vecerrica ho avuto notizia che la banca è disponibile a rinunciare al credito. Sono stato a Roma ed ho trovato una società disponibile a portare avanti la mia idea”. Si tratta di una società specializzata nel settore alberghiero, l’idea di Stopponi è di completare la struttura, terminata all’80 per cento, per farne un luogo di abitazione sociale, destinato a studenti o sfollati, o magari anziani, visto che l’ex Agorà potrebbe ospitare circa duecento persone.
“Sono trascorsi due mesi da quando, grazie al suo generoso e spontaneo interessamento e alle sue garanzie di intervento chiarificatore, in relazione alle misteriose e anomale vicende che hanno determinato il fallimento del progetto “Agorà” e il massacro della mia dignità personale e professionale (e della mia famiglia!), ho interrotto la mia manifestazione di lotta per costringere la giustizia e le istituzioni a compiere il loro dovere – ha scritto Stopponi al Prefetto di Macerata – ho adempiuto a tutte le sue richieste di documentazione, ho sollecitato più volte l’incontro ma a tutt’oggi non ho ottenuto quanto promesso. Le incombenze e le azioni di esecuzione in atto, di esproprio e di spoliazione forzose, mi costringono a riprendere la battaglia presso il cantiere di Matelica dove l’ho interrotta due mesi fa, se possibile con più tenacia e determinazione, fino ad una soluzione definitiva”. La telefonata dell’addetto della Prefettura di Macerata per ora ha stoppato la protesta, ma l’imprenditore fabrianese, anziano e solitario nella sua battaglia per riavere giustizia e dignità, è pronto a scendere sul piede di guerra se non si sbloccherà la situazione.