Il cammino sulla via Lauretana:
“Riapre tratto dimenticato da un secolo”

PASSI DI STORIA - Domenica marcia lungo un tratto dell'antica via. Partenze da Camerino e San Severino, l'arrivo al convento di Renacavata

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Da sinistra Marucci, Cristini, Favale, Pettinari, Di Stefano, Bianconi, Laureti

 

di Monia Orazi

“Domenica riapriamo un tratto dimenticato da almeno cento anni, mai perso di vista da chi ama la storia, la spiritualità e l’ambiente, un cammino storico che iniziando dal collegamento tra Camerino e Spoleto, ha inserito le nostre terre lungo l’antica via Lauretana da Roma a Loreto, che oggi costituisce uno stimolo culturale, ma anche religioso ed economico, che ci invita a riscoprire una tradizione secolare, questo è solo l’inizio, a settembre arriveremo sino a Loreto”. Con queste parole la storica Emanuela Di Stefano ha aperto l’incontro di presentazione dell’iniziativa “A piedi sull’antica via Lauretana” che si terrà domenica (25 giugno), con una partenza in contemporanea da Camerino e San Severino, per poi trovarsi tutti insieme dopo alcune ore di cammino, nel fresco e nella quiete del convento di Renacavata, con Torre Beregna come punto di incontro. L’evento che concretizza anni di ricerche e di collaborazione tra diversi enti religiosi, i comuni di Camerino, San Severino e Spoleto e l’università di Camerino, con Legambiente, Cai, Scout, Pro Camerino, l’arcidiocesi di Camerino ed altri comuni, associazioni e istituzioni, prevede a San Severino il ritrovo alle 8 alla chiesa di Sant’Agostino poi via verso le Grotte di Sant’Eustachio, dove chi vuole può ritrovarsi alla sbarra verso le 9, poi si prosegue verso il rifugio Manfrica, Torre Beregna, dove alle 12 ci si incontra con il gruppo proveniente da Camerino per poi dirigersi a Renacavata, consumare insieme il pranzo e poi tornare nei luoghi di partenza con comodi bus navetta. A Camerino il ritrovo è alle 8,30 alla Rocca del Borgia, meta finale il convento dei Cappuccini di Renacavata. Il rettore Unicam Claudio Pettinari: “Sin da giovane ho percorso questi tratti, si avvertiva la sacralità dei luoghi, ora è il momento di reimmaginare questo percorso, che si lega anche al tema delle aree interne, con eccellenze che non si trovano altrove, favorendo la fruizione della Vernaccia, del Verdicchio, del torrone di Camerino, le altre eccellenze enogastronomiche e turistiche, l’artigianato artistico, oltre all’indubbio valore religioso. A questo si legano anche importanti personaggi che hanno fatto la storia dell’università di Camerino, pensiamo a Nazareno Strampelli, ad Attilio Fabrini”. Sono intervenuti alla presentazione il consigliere Leo Marucci del comune di Camerino, l’assessore alla cultura Vanna Bianconi del comune di San Severino, Camilla Laureti assessore alla cultura del comune di Spoleto, Luca Maria Cristini presidente circolo Legambiente Il grillo, il docente Unicam Rocco Favale. “Riaprire questo percorso sarebbe anche dare un senso ad un auspicato recupero dell’abbazia di Sant’Eustachio in Domora, della chiesa di San Gregorio in Dinazzano e di Torre Beregna – ha aggiunto Cristini – questa torre in passato simbolo di divisione al confine tra le due città, diventa oggi un luogo di incontro. Sarebbe bello avere i sindaci con la fascia tricolore e l’arcivescovo a suggellare un patto tra le due città, ex capoluogo delle due diocesi oggi riunite, il rettore, insegnanti ed alunni, con la consapevolezza che solo uniti si potrà rinascere”.


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