Morte di Stephen, Carancini:
“Figure deboli preda di traffici illeciti”
Asilo via Verdi: “segnalerò a prefettura”

MACERATA – Il sindaco risponde in Consiglio comunale. Sulla vicenda del nigeriano che si è gettato da una finestra: “Storia triste, queste figure sono le più fragili”. Sacchi: “Non siamo capaci di integrare questi ragazzi”. Mincio: “Il rapporto tra associazioni e amministrazione non funziona”

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Stephen Omoghie

 

di Federica Nardi e Claudio Ricci

La morte di Stephen Omoghie, 23enne nigeriano ospite del Gus che si è gettato dalla finestra del bagno la notte del 4 giugno durante un controllo della polizia e la bagarre nella palazzina comunale di via Verdi tra la scuola dell’infanzia e l’Arci dopo che una sedia è caduta dalla finestra dell’associazione nel cortile dell’asilo. Due vicende diverse ma che hanno acceso il Consiglio comunale di Macerata opponendo i consiglieri sul tema dell’accoglienza e della sicurezza. Il sindaco Romano Carancini, interpellato dall’opposizione, ha riferito su entrambe durante l’assiste di oggi pomeriggio.

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Romano Carancini

“Stephen – ha detto Carancini – era molto preoccupato per l’iter giuridico che lo vedeva coinvolto (aveva fatto ricorso contro il diniego della richiesta d’asilo, ndr) e dal 2016 aveva intrapreso un percorso di aiuto psicologico”- Gli agenti della questura, quella notte, avevano trovato nella camera del nigeriano 55 grammi di cocaina. Ma “l’equipe del progetto – dice il sindaco – non ha mai avuto nessuna avvisaglia di consumo di stupefacenti o di smercio di sostanze illecite”. Inoltre “le indagini sono in corso”. Certo è che “è una storia triste e solo il tempo darà le risposte. In questo territorio queste figure sono le più deboli e fragili. E chi opera in maniera costante e consapevole in traffici illeciti trova in quel campo un facile terreno da coltivare”. Mentre sulla scuola di via Verdi Carancini assicura: “Il 5 giugno è stata inviata una pec del dirigente Puliti di diffida per lo svolgimento delle attività delle associazioni almeno fino al completamento delle lezioni. L’Arci si è impegnata a rispettare quanto intimato. Il 7 giugno con un sopralluogo i tecnici hanno verificato che le finestre hanno bisogno solo della pellicola. Il 9 giugno i genitori mi hanno consegnato una raccolta firme e mi sono impegnato a incontrarli e a segnalare alla prefettura i fatti.”.

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L’asilo Padre Matteo Ricci

Il sindaco ha anche avuto un confronto con il dirigente scolastico Ermanno Bracalente “Secondo i genitori la zona negli orari notturni è frequentata da persone con comportamenti non proprio esemplari. Immaginare una guerra tra scuola e associazione è gravissimo e al tempo steso avere strutture separate è l’obiettivo massimo auspicabile. Per ora si richiede un comportamento irreprensibile alle associazioni e domani incontreremo le parti. La scuola ha la priorità anche se siamo convinti che ci sia spazio per la convivenza”.

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Riccardo Sacchi

IL DIBATTITO – Riccardo Sacchi affonda sull’integrazione: “Se un ragazzo descritto come una brava persona per difficoltà si trova a dover ricorrere a un certo tipo di vita dovremmo porci qualche domanda. Non siamo capaci di integrarli”. E su via Verdi: “Qualcuno riferisce che c’è chi va a dormire di notte nella sede dell’Arci. Se tanti residenti e genitori segnalano gravi disagi qualche problema con l’associazione c’è. Se il degrado permane c’è da salvare la scuola”. Pone l’accento sull’ordine pubblico il capogruppo del Pd Maurizio Del Gobbo: “Non è soltanto il centro storico il punto di attenzione. Sono ormai note situazioni in corso Cairoli, via Aleandri, Rione Marche e la zona della stazione. L’incoraggiamento è a fare di più. Gli eventi in via Verdi sono solo la punta dell’iceberg. In determinate zone come la stazione, la situazione sta andando fuori controllo”. “Fenomeni che nascono da false aspettative” sottolinea Anna Menghi sulla morte di Stephen. E sull’asilo di via Verdi: “E’ la scuola che deve avere la gestione degli spazi fuori dall’orario di lezione. Siccome si chiama Arci non possiamo farlo? I fatti sono gravissimi. Ormai l’Arci reputa da anni quegli spazi come casa sua. Tutto deve passare per la scuola che deve vagliare chi ci va. Altrimenti sono solo pie intenzioni.”

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David Miliozzi

Accende l’allarme sul caso dei richiedenti asilo Gabriele Mincio (Città Viva): “Il rapporto tra amministrazione e queste associazioni che gestiscono l’accoglienza non funziona. Gli operatori non controllano, ho raccolto testimonianze e sto istruendo un fascicolo. Dopo una certa ora si rischia lo scontro fisico”. Paolo Renna incalza: “Siamo arrivati al limite. Ultimamente succede sempre più spesso che in casa dei richiedenti asilo trovino droga. La cosa è sfuggita di mano. Come mai all’Africa shop c’è una rissa un giorno sì e l’altro no? Come mai non è stata fatta l’ordinanza come in via Morbiducci? Ci sono associazioni che fanno il bello e cattivo tempo e l’amministrazione deve fare rispettare le regole”. David Miliozzi parla di “strumentalizzazione poco elegante della morte di un ragazzo. Teniamo separati i due discorsi. Mettiamo al centro la scuola ma senza togliere spazio alle attività propositive delle associazioni di questa città. Cerchiamo però di rimettere le cose in una prospettiva. È successo un incidente grave. Ma mancando le risorse non ci possiamo permettere di dare spazio solo alla scuola”.

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