Sisma, personale per i Comuni:
“Inadeguato il criterio della Regione”

PETRIOLO - Il sindaco Luciani attacca: "Il calcolo non tiene conto del reale fabbisogno, così non ce la facciamo. A rischio i tempi della ricostruzione"

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Domenico Luciani

 

“Ritengo che sia del tutto inadeguata la ripartizione del personale da assegnare ai Comuni per il sisma”. Sono le parole del sindaco di Petriolo Domenico Luciani, che come molti altri colleghi, prende di mira il criterio adottato dalla Regione e quindi le conseguenze che questo potrà avere sulla ricostruzione. La protesta dei primi cittadini era emersa già nell’ultimo comitato istituzionale del 31 maggio. Il punto è che il calcolo del personale in più da dirottare nei Comuni del cratere tiene conto solo del rapporto tra le persone che attualmente risultano senza casa, ma solo di quelle che usufruiscono del Cas o che alloggiano in strutture ricettive (non per esempio chi alloggia nei container), rispetto alla popolazione totale. E così ci sono Comuni con poche centinaia di residenti che si troverebbero con un numero forse spropositato di dipendenti in più rispetto al reale fabbisogno, e altri che magari rischiano di avere poco personale a disposizione. “Penso – spiega Luciani – che sia necessario adottare un criterio che non tenga conto solo di una percentuale relativa, ma del valore assoluto. Il calcolo adottato dalla Regione poteva andar bene nella prima fase emergenziale, ma ora in fase di ricostruzione, bisognerebbe tener conto per esempio anche degli edifici inagibili. Questo potrebbe essere un criterio valido per valutare le reali esigenze di un Comune. A noi per adesso hanno assegnato tre persone in più, ma le incombenze sono moltissime e non ce la facciamo. Così è impossibile andare avanti, speriamo ne tengano conto. Intanto anch’io, come qualche altro collega, sto pensando di avvisare la popolazione dei possibili ritardi a cui potrebbero andare incontro nella gestione delle varie pratiche relative alla ricostruzione”.  Un’apertura in questo senso da parte della Regione sembra essere arrivata proprio stamattina, con la comunicazione ai Comuni in cui si spiega che al momento verrà assegnato solo il 50% del personale previsto, e il resto verrà ricalcolato con un nuovo criterio condiviso. Così come avevano chiesto i sindaci nell’ultimo comitato istituzionale. Ma visto che questa necessità era emersa anche qualche mese fa, senza che nulla nel frattempo sia cambiato, nessun sindaco sembra al momento sicuro che questa sia la volta buona. Ad ogni modo, in totale ai Comuni di tutto il cratere sono stati assegnati da dicembre ad oggi, in due tranche, 700 dipendenti in più. Il 60% solo alle Marche, quindi poco più di 400. E adesso ne sono rimasti da assegnare circa una quarantina.


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