Maceratese, nessuna carta in Lega
L’ex dg Caira contattato da Liotti:
“La proprietà si muove con concretezza”

CAOS BIANCOROSSO - La documentazione doveva essere presentata per avere il placet dell'organismo fiorentino. Non era comunque fondamentale. Priorità viene data a sistemare i debiti, pagare gli stipendi e all'iscrizione. L'ex dirigente verso il ritorno nel club: "Se la squadra sarà in serie C potrei sicuramente dare il mio contributo"
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Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro

 

di Mauro Giustozzi

Nessuna documentazione della Maceratese è pervenuta alla Lega Pro. E’ scaduto il termine del 3 giugno entro il quale l’organismo fiorentino avrebbe dovuto dare (o meno) il suo benestare al passaggio di proprietà da Filippo Spalletta a Claudio Liotti. Il fatto che questo adempimento non sia stato eseguito dalla Maceratese, però, in questo momento pare risultare la cosa meno importante del progetto che la nuova proprietà napoletana sta portando avanti. La società del presidente Liotti sta lavorando per sistemare in prima battuta la parte debitoria nei confronti di quelle persone e ditte che vantano dei crediti nei confronti della società (leggi l’articolo). Poi si passerà alla sistemazione del debito sportivo, che consiste nel pagamento soprattutto degli stipendi dei calciatori della scorsa stagione e quindi all’iscrizione al campionato di Lega Pro della prossima stagione. Un cronoprogramma che vedrà entro metà mese già un quadro più definito della situazione, visto che si dovrà provvedere al pagamento delle mensilità di marzo-aprile e maggio ai calciatori della Rata.

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Stefano Caira

 

A rientrare nella Rata, per la verità non essendone mai definitivamente uscito perché legato ad un contratto anche per il prossimo anno, l’ex direttore generale Stefano Caira con cui Liotti e la nuova proprietà biancorossa stanno riallacciando i contatti. «Se le cose vanno in un certo modo e la Maceratese potrà essere iscritta al prossimo campionato –ha affermato Caira – sicuramente potrei dare il mio contributo alla società. Sono stato contattato dal presidente Liotti, ci sono altre persone che fanno parte della nuova proprietà che io già conoscevo per cui, ripeto, se ci saranno le condizioni affinché la squadra sia iscritta alla serie C certamente darò il mio apporto. Come, del resto, avevo iniziato a fare dalla mia venuta a Macerata. Poi, come sapete, la situazione è andata in tutt’altro modo per cui si può dire che non ho avuto neppure il tempo per mettere in pratica quelle che erano le prospettive ed i progetti che mi avevano portato nelle Marche». Caira ha vissuto un periodo turbolento con la presidenza Spalletta, per poi diventare uomo di fiducia di La Cava nell’operazione che avrebbe dovuto portare l’imprenditore perugino ad entrare nella Maceratese. Cosa che poi, per i tanti debiti del club, non è avvenuta. Ma La Cava, oggi, potrebbe rientrare ancora nel progetto Maceratese di Liotti? «No, assolutamente. Giorgio La Cava per il momento non partecipa a questo gruppo dirigenziale –ribadisce Caira – che ha acquistato la Maceratese. Diciamo che, come è accaduto negli ultimi mesi, osserva con attenzione ciò che sta accadendo in società. Quindi nessun suo intervento immediato. In futuro non lo so. Da quel che vedo questa proprietà sta iniziando a muoversi con una certa velocità e con concretezza, anche perché il tempo che resta a disposizione non è molto».

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Claudio Liotti, proprietario della Maceratese

 

Anche Caira concorda sul fatto che il passaggio del 3 giugno, ossia la consegna della documentazione richiesta dalla Lega Pro, non sia poi il passaggio cruciale per consentire alla Maceratese di mantenere il diritto a giocare anche il campionato 2017-18 nel campionato dove ha militato la squadra negli ultimi due anni. «Considerate che la nuova proprietà ha dovuto rimettere mano in una società che era ferma da sei mesi – sottolinea il dirigente romano – con tutte le incombenze burocratiche arretrate, tra cui quella del bilancio che dovrà essere presentato entro il 30 giugno assieme alla domanda di iscrizione. Ci sono tante situazioni a livello di bilancio da sistemare ed è li che si stanno concentrando. Mi pare di poter dire che, dalle prime mosse, si sia sulla strada giusta per poter iscrivere la Maceratese al campionato di serie C. Ma le prossime settimane chiariranno meglio la situazione». Concentrata tutta l’attenzione su bilancio, conti, debiti e crediti della Maceratese, l’ultima cosa cui Liotti e company stanno pensando è la squadra. «Innanzitutto bisognerà sistemare le pendenze sportive che ci sono – conclude Stefano Caira -, poi una volta avuta la certezza dell’iscrizione al campionato si penserà all’allenatore ed alla costruzione della squadra. Da parte mia posso dire che mi ha fatto piacere ricevere la telefonata di Liotti e che la mia disponibilità c’è nel lavorare di nuovo per la Maceratese. Ma aspettiamo che le cose vadano come tutti speriamo. Ripeto, la strada che si sta battendo è giusta, però è necessario fare in fretta ed avere disponibilità economiche importanti tali da chiudere le molte pendenze economiche che ci sono nella società». Intanto il presidente Liotti ha confermato di essere certo che la Maceratese sarà iscritta regolarmente al campionato di serie C, che il ritiro pre-campionato sarà svolto in una località della Liguria e che la prima scelta come allenatore della Rata per il prossimo campionato è Federico Giunti. A patto, però, che qualcuno stavolta informi telefonicamente il tecnico di Città di Castello di questa volontà espressa dalla proprietà napoletana (leggi l’articolo).



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