Relazione su parentopoli
e centri commerciali:
la commissione d’indagine non firma
CIVITANOVA - Ultima riunione del Consiglio comunale prima del voto. La sottoscrizione è stata rinviata. Adirato Costamagna: "è una vergogna, insabbiamento della verità". Votato con 13 sì il bilancio. Prorogato in giunta l'incarico al comandante dei vigili Sirio Vignoni per altri due anni
di Laura Boccanera
(foto Federico De Marco)
Chiude in gazzarra quello che doveva essere l’ultimo consiglio comunale di Civitanova. Al centro della polemica la mancata firma delle relazioni finali sulle commissioni di inchiesta su parentopoli e sui centri commerciali. La commissione di indagine comunale infatti ieri sera non ha firmato la sintesi preparata dal presidente Giovanni Corallini. I membri della commissione infatti hanno ricevuto la relazione finale alle 20.30 e non c’era il tempo necessario (alle 21.30 iniziava il consiglio) per prendere atto delle conclusioni e leggere la relazione da firmare. La confusione sulla procedura ha poi inasprito gli animi. Il segretario comunale infatti dapprima ha riferito in separata sede ai consiglieri che era possibile firmare e leggere la relazione anche nel primo consiglio comunale della nuova amministrazione, mentre poi, in Consiglio, letto il regolamento la commissione decade con la fine del mandato e di conseguenza decade la lettura del documento. E proprio su questo punto si è infervorato Ivo Costamagna che quelle commissioni ha voluto e per le quali è ancora sotto processo per diffamazione. Il consiglio si è aperto però con la discussione del bilancio consuntivo 2016 approvato con 13 sì, 4 no (Marzetti, Rossi, Carassai, Morresi) e 4 astenuti (Corallini, Costamagna, Emiliozzi e Pucci). La discussione sul bilancio ha toccato temi già discussi, con Marzetti che contesta la diminuzione del debito grazie all’azzeramento delle opere pubbliche e Rossi che chiede di elencarle, tolto il palas.
Dopo la votazione la commissione di indagine comunale chiede 15 minuti per discutere il da farsi. Al rientro prende la parola Giovanni Corallini, presidente di commissione: «I lavori della commissione sono terminati – ha detto Corallini – è stato fatto un esame degli atti, audizioni e richiesto tutti i chiarimenti. Sono state preparate le rispettive relazioni con valutazioni che sono formulate in maniera congiunta con tutti i componenti. Ad oggi abbiamo anticipato che nonostante l’iter complesso e momenti di pausa nei lavori manca una lettura serena finale per apporre le firme ai verbali dell’audizione. Si dovrà arrivare nei prossimi giorni ad una votazione unanime. La commissione rimarrà in carica fino alla lettura, in un prossimo consiglio comunale ad hoc o in quello della prossima amministrazione per riferire». Costamagna chiede la parola e contesta la possibilità di lettura in un consiglio comunale di un’altra amministrazione. Un punto su cui ieri sera non si è riusciti a fare chiarezza e l’ex presidente del consiglio chiedeva di andare al voto subito in un’assise già quasi smobilitata all’1 di notte pronta per andare a casa: «O si firma e si legge in questo consiglio comunale o è un insabbiamento della verità, vergogna, si ha paura della verità. Vergogna, c’è gente che è ancora sotto processo per queste commissioni». Il consiglio si chiude senza lettura della sintesi dei lavori. I malumori continuano fuori dall’aula. Con tutta probabilità giovedì la commissione procederà alla firma e verrà convocato un consiglio comunale straordinario.
Prima del consiglio giunta straordinaria per la proroga dell’incarico al comandante Sirio Vignoni. La giunta, compreso l’assessore Marco Poeta, ha votato sì alla proroga dell’incarico al dirigente. La motivazione è l’adeguamento del contratto alla sentenza di Cassazione poi ribadita dalla sentenza 11015 del 5 maggio 2017 nella quale si conferma che i bandi ad un anno per incarichi dirigenziali sono illegittimi. L’incarico di Vignoni è stato pertanto prorogato di due anni per adeguamento del bando di concorso. Lo stesso procedimento verrà applicato anche al dirigente lavori pubblici Guarnieri.


Bisognerà leggerle queste relazioni per capire il motivo della mancata firma dei consiglieri: dicono troppo oppure omertosamente non dicono niente?
Che facete, prima lo mettete e pò lo caccete. La misura non conterà, pero la durata sì!!
Le commisisoni sono segrete ed io non so nulla,ma so quanto basta per dire che parentopoli è fumus ‘ntelocchi come dicono a Jesi
e quella su CIVITA PARK non ci fa sapere nulla di nuovo se non che le precedenti giunte sapevano chi erano gli attori principali della CIVITA CENTER .Ma sui fatti precedenti tutto è in prescrizioni, le giunte precedenti si sono avvalse della prescrizione e quinid non risponderanno di nulla , l’attuale giunta ne esce pulita . credo che le commissioni una mera perdita di tempo.
Avv. Bommarito, visto che lei scrive ogni tanto articoli per CM e quindi conoscerà gli ingranaggi che lo muovono e visto che non esita a pubblicare i suoi articoli a volte molto scottanti, perché prima decidono di pubblicare un mio commento non certo scottante e poi lo tolgono, del resto il commento sebbene con due sole manine, sito proprio conseguentemente al suo, qualcuno lo avrà pure letto. Non è la prima volta che succede.
Sauro, io proprio non ne so nulla, anche perchè faccio un altro lavoro e sono solamente un collaboratore esterno e saltuario del giornale. Dovrebbe chiedere al direttore Matteo Zallocco.