di Laura Boccanera
Cena elettorale al Club Vela in barba al regolamento: l’assessore Cristiana Cecchetti ricambia lo “sgambetto” di Pier Paolo Rossi e risponde con la stessa moneta. La questione nasce dopo una cena elettorale a sostegno del candidato Stefano Ghio organizzata da Luisella Cellini, frequentatrice e associata del circolo velico civitanovese. Una forzatura al regolamento secondo la Cecchetti dal momento che il regolamento del Club vieta lo svolgimento di manifestazioni politiche: «Formalmente credo che il ristorante dovrebbe rispettare le stesse regole del Club, tanto che formalmente l’accesso al ristorante sarebbe riservato ai soci. Orbene, il regolamento del Club Vela vieta le manifestazioni politiche. Ora mi chiedo: come la mette il paladino dell’etica Pier Paolo Rossi, che si permette di censurare i comportamenti degli altri? Che ne pensa di una palese violazione commessa dalla sua “ala destra”? Capiamo che è una “marachella” di poco conto, ma per chi è così sensibile alla correttezza, tanto da avere dei vuoti di memoria sull’uso della sala consiliare, questa situazione dovrebbe rappresentare un problema e provocare qualche imbarazzo, anche se dovuta ad una sua sodale. A meno che l’etica per lui viaggi a giorni e candidati alterni». Il riferimento della Cecchetti è alle dichiarazioni che Rossi fece quando il sindaco ha presentato la sua coalizione nella sala consiliare, un gesto considerato poco opportuno dal capolista di Civitanova cambia.
Un tema sul quale interviene anche Giovanna Capodarca Agostinelli, candidata di Civitanoi che contesta la proliferazione di eventi in luoghi istituzionali: “poi parlano di par condicio e condivisione quando è già una settimana e più che abbiamo chiesto la sala della consulta per il 9 Giugno e non è arrivata nessuna risposta ufficiale, che aspettano – chiede la candidata sindaco.
Consulenze e trasparenza al centro invece dell’intervento del candidato Fabrizio Ciarapica: «Più di 160mila euro per gli incarichi legali di Atac e Civita.s affidati senza rotazione». La contestazione arriva dal leader di Vince Civitanova che critica la modalità con cui sono stati affidati gli incarichi legali delle due società: «perché sia l’amministrazione comunale che i Cda di Atac e Civita.s non hanno rispettato la legge? Perché non hanno affidato gli incarichi legali secondo un criterio di rotazione? Il metodo usato si avvicina di più ad una sgangherata ruota della fortuna che ad un confronto concorrenziale fra più offerte. La maggior parte delle consulenze sono state affidate a studi di Macerata come se a Civitanova non ci fossero validi avvocati. Solamente negli ultimi 2 anni, Civitas e Atac hanno speso insieme più di 160.000 euro di consulenze, mentre il Comune, nel solo primo semestre del 2016, oltre 94mila. Perchè Silenzi in qualità di assessore al bilancio non ha vigilato e controllato questi affidi, conferiti troppe volte con leggerezza a professionisti, quando invece per materie di ordinaria amministrazione potevano essere affidati ad organismi pubblici tipo la Stazione Unica Appaltante senza nessun costo per il Comune».
Replica invece all’accusa di immobilismo nei confronti della disabilità il segretario del Pd Mirella Franco. Ieri Fratelli d’Italia nel rinnovare il proprio impegno elettorale nell’abbattimento delle barriere architettoniche aveva riferito che in questi 5 anni la giunta Corvatta non aveva fatto nulla a riguardo. «Che adesso Fratelli d’Italia si ricordi delle barriere architettoniche e le sbandieri nel programma mi fa molto piacere – afferma la Franco – dal momento che il loro abbattimento è stato un elemento caratterizzante ed una punta di diamante per l’Amministrazione Corvatta. Mi piacerebbe, però, che, al di là dei proclami elettorali, Fdi scendesse più concretamente nei fatti. Quanto è credibile una destra e un centrodestra che ha avuto 17 anni per accorgersi che in città esistono barriere architettoniche, hanno avuto il tempo per incidere significativamente, mettendo a norma marciapiedi e scuole, in un periodo, oltretutto, dove di soldi nel bilancio ne circolavano a valanga, regalando alla città un debito non paragonabile ad altre città e lasciando solo briciole nell’abbattimento delle barriere. Hanno sottolineato inoltre solo le barriere architettoniche, dimenticando in modo assoluto quelle della comunicazione e quelle culturali. Barriere invisibili sulle quali mai, nei precedenti 17 anni, era stata posta l’attenzione, a cominciare dalla Celebrazione della Giornata Internazionale della Persona con Disabilità, istituita dall’Onu nel lontano 1981 e mai ricordata a Civitanova prima del 2013 con Corvatta. Su di esse mai prima si era significativamente inciso». La Franco ricorda le iniziative messe in atto come il progetto “Abbattere le Barriere: Insieme si può” che ha portato ad avere 11 sedie Job spiagge-mare, 2 spiagge libere accessibili, eventi sottotitolati e tradotti simultaneamente in Lis, Corsi di formazione base in Lis per operatori che operano in situazioni di emergenza.
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PAROLA DI CECCHETTI, CAMPIONESSA DI COERENZA
Il sindaco Corvatta ha appena fatto in tempo a “imporla” quale capolista della civica “Futuro in Comune” – chissà come saranno contenti gli altri 23 componenti di essere stati messi dietro di lei – che già comincia a dare lezioni. Non si capisce per quali meriti, politici o amministrativi, il sindaco l’abbia posta in tale posizione (il capolista è noto qualifica la lista, ma da anche la misura del proponente). Forse un riconoscimento a passate esternazioni dell’assessora che hanno fanno inorridire molti. Ricordiamo quando la Cecchetti ha postato il suo “desiderio”, lascio ai lettori il riferimento storico, di fare “tappetini” dei ragazzi dell’associazione “Leoni Neri”. Nel suo ultimo intervento l’assessora lamenta l’uso del ristorante del Club Vela da parte della coalizione “fritto misto” (perciò appropriato il ristorante di pesce) capeggiata da Ghio. Ci si chiede allora dove fosse sabato scorso la Cecchetti, quando il PD ha “occupato” con propri simboli e bandiere la Sala Giunta (non si ricordano precedenti) per tenere la manifestazione elettorale sulla “sicurezza”. Iniziativa peraltro inutile poichè tale partito, presente in Giunta, non ha fatto nulla in materia di sicurezza, anzi non ha ripresentato (unico tra gli uscenti) il consigliere delegato che aveva volontà e competenza di operare. Una piccola lacuna da parte della Cecchetti che vanta in passato “fulgidi esempi” di coerenza, tanto da chiederla oggi agli altri. Come quando era coordinatrice dei renziani civitanovesi, quindi iscritta al PD e come tale partecipante a congressi e eletta in organi regionali nel partito. Contemporaneamente, sostengono i ben informati, la Cecchetti partecipava alle riunioni della lista “Uniti per cambiare”, che aveva sostenuto alle amministrative (in competizione con il PD): era candidato un esponente del comitato contro il cavalcavia da lei guidato. La stessa lista civica, riferimento del Sindaco Corvatta, la indicherà assessore donna, tanto far perdere la pazienza al PD che ne chiese le dimissioni dagli organi di partito. Dalla lista “Uniti per cambiare”, in seguito alla mozione di sfiducia a Costamagna (presidente del consiglio comunale) la Cecchetti si distaccherà per seguire le orme del “maestro di vita” Corvatta. Il sindaco ora per ricambiare le porterà le sue preferenze (lei di personali ne avrebbe poche) così da far fare bella figura alla capolista. Insomma un luminoso “esempio di coerenza” l’assessora Cecchetti, con l’auspicio che venga presto indagato da illustri esperti, magari invitando “l’uomo con la barba”, un tempo come tutti sanno erano “Uniti”, per cambiare.
Se ricordo bene, la Cecchetti fu nominata assessore perché cavalcò il ” No al cavalcavia ” in quanto lo stesso cozzava con la sua attività di procacciatrice di affari immobiliari con interessi particolari per la zona dove utopicamente doveva sorgere il famoso ” Ponte sul Mare ” che avrebbe fatto il paio con ” L’arco vista mare ” diventato il cavallo di battaglia del Corvatta che dopo aver cercato di abbatterlo adesso sembra che l’abbia progettato e costruito con le sue mani. Questa volta non aggiungo che Silenzi era perfettamente a conoscenza che non c’era nessun disegno, nel senso di volontà di costruirlo, in nessun progetto presso le eventuali sedi, così come confermato dal Prof. Mario Baldassari e da Silenzi stesso in consiglio comunale. Quindi, il “ No al cavalcavia “ fu la prima grande menzogna anch’essa “ cavalcata “ in due sulla stessa sella dal i futuri direttori amministrativi. Baldassari è stato il padre della Quadrilatero che alla fine è riuscita a portare a termine la Civitanova /Foligno. A proposito di Quadrilatero, Francesco Massi ex sindaco di Tolentino ricordava tempo fa che quando finalmente Baldassari riuscì a sbloccare i lavori e a trovare i soldi, ecco subito pronto Silenzi che come un falco piombava a 180 km all’ora, con scatto finale per evitare un disastroso schianto con il suolo per tornare in carreggiata. Allora, come l’Enciclopedia Quattrogatti riporta, si spendeva come Presidente della Provincia di Macerata e che purtroppo si mise di buona lena per bloccare i lavori per almeno quattro anni a colpi di corsi e ricorsi al Tar. Da un ex addetto, ho saputo che l’ostracismo di Silenzi era dovuto al fatto che nessuno voleva dare il suo nome a nessun ponte, neanche a quelli più piccioli che di solito vengono menzionati con la dicitura ” Ponte Fosso.. Petronilla” tanto per fare un esempio che poi mi sembra sia dalle parti della sua amata Fermo che gli ha dati i natali, ma per i pasquali si è sempre mosso secondo una sua logica. Sua.. per l’appunto. Vorrei concludere con un enigma nebbioso come una storia ambientata in Val Padana, fumosa come l’aria che si respira nello scantinato di un malridotto Bar della periferia Milanese dove stanno giocando una pericolosa partita di poker, ingarbugliata come la “ matassa “ che il Commissario Maigret non riesce a sciogliere. Durante i due mesi di Pathos per il povero primo cittadino che non lo volevano ricandidare per i motivi che tutti sappiamo, perché nessuno di quelli che fanno parte del Pd, si è preso la responsabilità di fare il sindaco e per l’appunto avendo dietro un partito e non una sgangherata o altro termine per definire le liste civiche e cercare di affondarle con un argomento che non meriterebbe nemmeno di essere riportato per l’insulsaggine e anche per l’offesa gratuita verso le civiche. Io obbietterei che le civiche bisogna comunque averle viste o vederle al lavoro, invece il Pd che cosa ci fa vedere? Punto interrogativo retorico perché tanto la risposta la sappiamo quasi tutti, esclusi quelli che votano il Pd perché credono che sia ancora il Pci e che rappresentano i più maltrattati elettori di cui fanno parte molti anziani a “reddito pensionistico imparziale “. Bella quest’ultima frase, la spedisco subito al “ Sole 24 ore “.
L’Assessore Cecchetti è disinformata o mente? Per chi ambisce a governare la città essere disinformati e mentire è comunque grave. L’Assessore (speriamo ancora per poco) parla di cena elettorale mentre la verità è che si trattava della presentazione di una civica,senza banchetto, avvenuta alle 13,00. L’Assessore parla di uso del Club Vela quando la presentazione è avvenuta nel “Circolino” che notoriamente non è un club ma un ristorante aperto al pubblico.
Chi è disinformato e mente non merita di governare e rappresentare la città.