Un uragano in scatola
esposto alla Gabamc
MACERATA - Inaugurata oggi la mostra "Aritmosferica" di Donato Piccolo nella galleria dell'Accademia di belle arti. La direttrice Paola Taddei: "Facciamo dell'arte qualcosa di particolare e spettacolare"

“Invisibile” di Donato Piccolo

Da sinistra Elena Giulia Rossi, Donato Piccolo, Paola Taddei e Antonello Tolve
Un uragano in scatola, un mal di testa vaporizzato, un universo di bolle che si modifica a seconda dei suoni dell’ambiente. La mostra “Aritmosferica” di Donato Piccolo, inaugurata oggi pomeriggio nella galleria dell’Accademia di belle arti di Macerata in piazza Vittorio Veneto, è un compendio surreale di scienza e arte che incanta. La mostra, che vanta opere esposte per la prima volta in Italia, resterà aperta fino al 15 settembre ed è, come le altre esposizioni dell’Abamc, «anche un compendio didattico per i nostri studenti», ha detto la direttrice Paola Taddei, che ha spiegato: «Tutte hanno qualcosa in comune: danno dell’arte qualcosa di particolare e spettacolare. Perché per essere di qualità bisogna alzare ogni giorno l’asticella e qui lo facciamo ogni giorno tutti insieme studenti compresi». L’artista romano ha trovato l’iniziativa eccellente: «Creare una compatibilità tra il piano didattico e l’arte – ha detto Piccolo – è importante e voi studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata siete veramente fortunati a studiare qui».

“Il mio primo mal di testa”

Donato Piccolo
L’atmosferologia è letteralmente l’arte dello stato atmosferico. Al centro del progetto artistico di Piccolo infatti si trovano, come ha spiegato uno dei due curatori Antonello Tolve, «la riproduzione di eventi atmosferici» tanto che «qui vedrete veri e propri dispositivi. Donato scava a pieno nelle nuove modalità dell’immaginazione, utilizzando strumenti tecnologici per creare nuove emozioni e fare un ragionamento personale sulla contemporaneità». L’altra curatrice, Elena Giulia Rossi, ha spiegato che «le opere mostrano il confine tra il mondo naturale e quello artificiale che sta slittando sempre di più. Si presentano nuove realtà che si trasformano». La sfida è quella di mostrare l’ineffabile. Come in “Invisibile” dove un turbine evanescente appare e scompare in una struttura trasparente. O in “Stella” che sorprende per raffinatezza tecnica e semplicità. Le opere di Piccolo esposte alla Gabamc giocano con il pensiero, la tecnica e l’immaginazione, a cavallo tra scienza e magia per tenere fede a una “logica dell’atmosfera” che dalla natura guarda alla metafisica. «Trovo interessante non tanto il pensiero ma quello che c’è intorno – ha spiegato Piccolo – Nel riprodurre la natura si crea una sorpresa: è qui la differenza tra natura e artificio».
(foto di Lucrezia Benfatto e Andrea Petinari)

Donato Piccolo e Paola Taddei
















