Strage di Capaci, 25 anni dopo:
celebrazioni a Monte San Giusto
con la vedova del caposcorta di Falcone (FOTO)
PER NON DIMENTICARE - Tina Montinaro ha fatto tappa nella cittadina con la teca che contiene i resti della Fiat Croma fatta saltare dalla mafia e su cui viaggiava il marito. Agli studenti ha detto: "Non siate indifferenti, la mafia non è un problema solo dei siciliani". Inaugurata una lapide per ricordare i tre agenti uccisi. Il sindaco Andrea Gentili: "Quello che è accaduto va ricordato sempre"

Tina Montinaro di fronte alla teca che conserva i resti della Fiat Croma su cui viaggiavano i tre agenti della scorta del giudice Giovanni Falcone

Tina Montinaro insieme al sindaco Andrea Gentili e al prefetto Roberta Preziotti
Il 23 maggio del 1992 una tremenda esplosione sull’autostrada A29 che collega Palermo a Mazara del Vallo uccise, a Capaci, il giudice Giovanni Falcone, la moglie, Francesca Morvillo, e tre uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. In memoria di quei tragici fatti Monte San Giusto ha accolto Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Falcone. La cittadina, ieri e oggi, è stata tappa per la teca che conserva i resti della Fiat Croma su cui viaggiava Montinaro insieme agli altri due agenti uccisi. La teca conserva il contachilometri della vettura, ruote, sedili, insomma esattamente quello che è rimasto dell’auto dopo l’esplosione che la scaraventò a trecento metri di distanza. La teca, partita da Peschiera del Garda, sta attraversando l’Italia e arriverà a Palermo il 23 di maggio. A Monte San Giusto ieri è stata anche inaugurata in piazza una lapide in marmo in memoria dei tre agenti morti.

La lapide in memoria dei tre agenti
«E’ una iniziativa che abbiamo voluto fortemente – sottolinea il sindaco Andrea Gentili –. Monte San Giusto è l’unica tappa nelle Marche ed è la cittadina più piccola dell’itinerario seguito dalla teca. Con la lapide volevamo qualcosa di tangibile, qualcosa che si veda ogni giorno quando si passa in piazza». Presenti all’inaugurazione della targa il questore Giancarlo Pallini e il prefetto Roberta Preziotti oltre a Tina Montinaro. Da 25 anni la vedova del caposcorta gira l’Italia e fa vivere la memoria di quei fatti. Ieri dopo l’inaugurazione della targa è stata presente anche al teatro di Monte San Giusto e nuovamente questa mattina dove ha incontrato i ragazzi dei licei Classico, Scientifico, Linguistico e dell’Itc Gentili di Macerata e delle terze della media Lorenzo Lotto di Monte San Giusto. Montinaro ha sfidato i presenti «a non essere indifferenti. Tenete gli occhi aperti, non pensate che la strage di Capaci e la mafia siano un problema solo dei siciliani» ha detto. «Noi già due anni fa abbiamo intitolato una scuola a Borsellino e Falcone, volevamo continuare in questo, perché credo che certe tragedie non si devono dimenticare, e non si possono ricordare solo nel giorno della commemorazione – spiega il sindaco Gentili –. Tina Montinaro è una persona forte, coraggiosa, tenace. Mi domandavo come potesse da 25 anni rivivere quei fatti e rispondere sempre alle stesse domande. Ho capito che in lei è forte la volontà di far conoscere quello che è accaduto».
(Foto di Lucrezia Benfatto)

Tina Montinaro con il questore Giancarlo Pallini e il sindaco Gentili

Tina Montinari insieme al prefetto Preziotti

L’incontro con gli studenti






















