Macerata Racconta,
Carofiglio e i limiti della giustizia:
“Mandela un ideale assoluto”

FESTIVAL - L'ex magistrato a tutto campo in un teatro Lauro Rossi stracolmo. La stoccata sul tema del sovraffollamento degli istituti penitenziari: "Su 50mila detenuti, solo un centinaio per reati finanziari". La relazione introduttiva di Glauco Giostra

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Gianrico Carofiglio

 

di Maurizio Verdenelli

(foto di Lucrezia Benfatto)

Tour de force di Gianrico Carofiglio a Macerata e Recanati. Nel capoluogo, Ieri diviso tra università (nella mattinata, introdotto da Gabriele Cingolani ed atteso giustamente come una star all’albergo Lauri dall’avvocato Paola Medori di ‘Macerata Racconta’), in serata al teatro Lauro Rossi (ambiente più freddino, stile maceratese, ma molto attento) e questa mattina nella città del ‘Giovane Favoloso’ al liceo classico Leopardi. Non è stata un’ “Estate fredda” per il celebre padre del filone del thriller legale e del genere noir, già magistrato antimafia e senatore Pd. Che alla carriera giudiziaria e politica ha poi preferito quella della madre, la scrittrice Enza Buono. Per la sua fortunata attività di scrittore, primatista di vendite come Roberto Saviano (in questo caso non è la camorra ma la mafia con le stragi di Capaci e via D’Amelio sullo sfondo dell’ultimo best seller L’estate fredda) Carofiglio ha lasciato pure l’agosto scorso la presidenza dei teatri di Bari, città dov’è nato e dove vive con la famiglia.

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Glauco Giostra

Al ‘Lauro Rossi’ ha agio e tempo – quello dell’introduzione di Glauco Giostra: 45’ filatissimi- per ammirare il teatro che fu anche di Carlo Perucci, negli anni ’80 direttore artistico al Petruzzelli di Bari. Ma questo forse Carofiglio non lo sa, ma che importanza ha? “Qui mi sento a mio agio, è un luogo che mi fa sentire bene, come a casa”. Il teatro è pieno, l’evento –aveva avvertito in apertura Lina Caraceni di MC Racconta- è tra i più importanti della rassegna, epperò la platea appariva un po’ tramortita, alle 22,10 (ad un’ora dall’inizio) dall’intervento del professor Giostra – presentatosi con uno zaino vuoto, abbandonato sullo sconfinato tappeto persiano del palco. Una relazione interessantissima e piena di riferimenti attuali, al centro il caso genova-M5S, Cappato, il velo islamico, il crocifisso cristiano e il caso Ong-trafficanti: ‘Zuccaro, il pm di Catania, magistrato di rara competenza, è stato sempre riservatissimo…ed ora, bene fa il Csm a dettare le linee guida della comunicazione dei magistrati”,Un magistrato che si dà alla politica non deve più rientrare nei ranghi della giustizia che rispetto alla politica ha metodo profondamente diverso” ed ancora “Basta con le interviste tv del dolore laddove si chiede verità e giustizia ma in realtà si lascia spazio solo alla speranza”.

Carofiglio_Giostra_MacerataRacconta_Foto-LB-4-325x217Una relazione a lungo pur inevitabilmente tecnica anche nel linguaggio (ad indicare che per la seconda volta i due relatori si presentavano al pubblico maceratese, ecco il termine ‘recidivante’) forse più adatta ad un’aula universitaria che ad un pubblico eterogeneo, seppure le “licenze” di certa comunicazione scientifica in questi ultimi anni farebbero sospirare un ritorno al mero rigore didattico. Nel caso di ieri sera c’è pure da aggiungere che l’appuntamento, in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati, rappresentava per gli iscritti due crediti formativi. Doppia razione di dottrina dunque da parte del professor Giostra (Unimc, La Sapienza nominato nel 2010 membro laico del Csm, consulente del ministro Orlando sul problema carceri) per un pubblico dove a scarseggiare sono stati solo le autorità con posti riservati in prima fila. L’ultima di queste, l’ex sottosegretario Valerio Calzolaio – reduce dalla presentazione del suo libro sui migranti, un credito formativo, saltata causa terremoto – aveva occupato la sua poltrona accanto (quasi) alla vicesindaca Stefania Monteverde intorno alle 22. Niente a che vedere con la discreta fila che prima delle 21.15 si era formata davanti alle vetrate chiuse del teatro in attesa di Carofiglio. Vetrate spalancatesi in contemporanea alla protesta …sottovoce dell’avvocato Vitaliana Vitaletti Bianchini, già dirigente generale dell’Inps: “Intollerabili queste file inutili”. In effetti mancavano pochi minuti all’orario d’inizio fissato dal libretto informativo di MC Racconta.

Carofiglio_Giostra_MacerataRacconta_Foto-LB-5-325x217Da Carofiglio un intervento piuttosto breve ed una breve risposta al quesito sull’errore giudiziario posta dal giovane Marconi (figlio dell’ex vice sindaco Lorenzo). “Non più di tre domande” aveva avvertito lui, e la Caraceni di rimando: “Anche quattro!”. Invece le luci si sono spente a conclusione della risposta offerta anche da Giostra tesa nel finale ad illustrare una passata pubblicazione della casa editrice maceratese Liberilibri sulle distorsioni di un possibile futuro: a sentenziare sarà una macchina tipo quelle dei parcheggi! A quel punto, vista l’ora, la volenterosa Lina Caraceni ha dovuto anch’essa arrendersi: “Ci avvertono che il teatro deve chiudere”. Tutti a casa con questa ‘voglia di Carofiglio’ di cui nelle due orette di conversazione, ci sono state non cospicue tracce – forse la presenza di un moderatore sarebbe stata ideale. Inesausta anche la risposta alla ‘domanda’: Limiti e orizzonti della Giustizia. E pure quella intorno alla verità. “Ho fatto 21, 22 anagrammi della parola, tirando fuori tre parolette: ‘Rivelata, relativa ed evitarla’ (la platea maceratese ha riso, ndr). La verità dei fatti? Non esiste. Tuttalpiù: la verità degli enunciati fattuali”. Poi nozioni sulla psicologia giudiziaria “assolutamente da evitare per i neofiti, ne uscirebbero distrutti” ha avvertito l’ex magistrato ricordando il noto esperimento per cui a dieci bambini furono inculcati dei ricordi falsi che i piccoli poi ‘ricordavano’ perfettamente con l’arricchimento di particolari personali naturalmente inesistenti.

Carofiglio_Giostra_MacerataRacconta_Foto-LB-3-325x217Già: i fatti. Quelli del verbale dei carabinieri e quelli del libro dello scrittore: paralleli per Carofiglio. Per il quale Nelson Mandela (cittadino onorario di Macerata al tempo della sua prigionia) e il suo Tribunale della riappacificazione tra neri ed afrikaner rappresenta l’ideale assoluto mondiale. “Fu rimarginata così una ferita tra le due popolazioni, il riconoscimento delle proprie colpe da parte dei responsabili rappresentò il mezzo più adatto per fare giustizia e non vendetta”. La giustizia penale e le carceri, tema centrale dello scrittore. Che ha ricordato come nei sovraffollati istituti penitenziari italiani –popolazione di 50.000 detenuti- solo un centinaio fossero per reati finanziari “non ci sono dunque in Italia corruzione, truffe etc etc…?” ha sorriso, ironico, Carofiglio rivelando come in Germania detenuti per reati analoghi siano almeno seimila. La conclusione su verità, carceri e giustizia penale? Dedicata a Norberto Bobbio: “Non esiste la verità ma ‘Le verità’ che nascono dalle buone ragioni degli uomini. Quando queste cessano, nasce la violenza”.  Applausi finali con la voglia di rivederci ancora, ‘recidivanti’. Ed un pensiero finale sui limiti, tema centrale di quest’anno (che mette insieme ‘grandi scrittori’, alcuni sì altri un po’ meno, ed esordienti allo sbaraglio: un comitato di esperti e di lettura non c’è ancora dopo 7 anni?) affidato da Giostra a Giacomo Leopardi: “I limiti? Per non mostrarli, basta non superarli”.

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