Una pasta innovativa
creata per Gualtiero Marchesi

Si tratta dei “Trucioli” presentati per la prima volta all’Expo di Milano e ora arrivati anche nella nostra città per un evento realizzato dall’Accademia Italiana della Cucina e dal Rotary Club Macerata grazie agli ospiti Carla e Carlo Latini

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Carla Latini

 

La Delegazione di Macerata dell’Accademia Italiana della Cucina e il Rotary Club Macerata, allo scopo di conoscere e valorizzare i prodotti del territorio, hanno organizzato un evento nei locali del ristorante “La Filarmonica” in via Valenti. Sono stati graditi ospiti della serata i coniugi Carla e Carlo Latini, titolari dell’omonimo pastificio di Osimo, che sono saliti alla ribalta della cronaca per aver creato un tipo di pasta del tutto innovativo. Si tratta dei famosi “Trucioli di Gualtiero Marchesi”.
La storia dei Trucioli è stata illustrata dalla stessa Carla Latini che aveva ricevuto dal grande cuoco Gualtiero Marchesi, innovatore della cucina italiana, una telefonata in cui le spiegava che, essendo stato nominato “ambasciatore del grano per Expo”, aveva bisogno di presentare un tipo di pasta assolutamente innovativo da presentare appunto all’Esposizione di Milano. Carla Latini, per l’amicizia che aveva con Gualtiero Marchesi, non poteva dirgli di no e quindi cominciò a consultare amici e conoscenti per avere qualche idea. La proposta giusta le è arrivata da un famoso falegname di Cantù, Maurizio Riva. che le suggerì la forma del truciolo di legno. La sperimentazione è andata avanti per mesi ma alla fine è stata creata una pasta veramente ideale, che mantiene la cottura, che ha un ottimo sapore e soprattutto che sazia.
In commercio non è ancora facilmente reperibile a Macerata ma accademici e rotariani l’hanno potuta gustare con un ottimo sugo ai carciofi. Non meno gustosi gli spaghetti prodotti con farina proveniente dal famoso grano “senatore Cappelli”, che era stato selezionato dal grande genetista di Castelraimondo Nazareno Strampelli. E Carlo Latini ha spiegato che questo era un grano dimenticato perché l’industria aveva preferito “grani più produttivi e di massa”. Il suggerimento lo aveva avuto dal figlio di Cirillo Maliani, il grande genetista che era stato allievo di Strampelli.
Al termine della serata, conclusasi con gli omaggi ai graditi ospiti, accademici e rotariani si sono voluti complimentare con i coniugi Latini che tengono alta la bandiera della marchigianità puntando sempre alla qualità e non alla quantità, come hanno dimostrato con i “Trucioli di Gualtiero Marchesi” e con il grano senatore Cappelli.

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Trucioli


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