Trenino al capolinea,
Il comune risolve il contratto:
“Canoni mai pagati”

MACERATA - La Giocamondo non avrebbe pagato le annualità previste (oltre 3.200 euro) nell'accordo del 2015 nonostante i solleciti e la diffida inviata dagli uffici. Via all'azione legale per il recupero delle somme

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Il passaggio del trenino in piazza della Libertà

 

Trenino al capolinea a Macerata. Il servizio turistico attivato a Macerata nel 2015 (leggi l’articolo) e passato attraverso una travagliata storia fatta di guasti e presunti inadempimenti da parte della ditta aggiudicataria  arriva al triste epilogo della risoluzione del contratto con la Giocamondo. In base al contratto la ditta ascolana avrebbe dovuto corrispondere al Comune un canone annuale di 1.600 euro (più Iva) che non è mai stato versato nonostante due solleciti da parte degli uffici. Uno risalente al 20 giugno dello scorso anno riguardante la richiesta della prima annualità e un secondo del 27 febbraio scorso “con cui si è provveduto – si legge nella determina degli uffici – oltre a ribadire e reiterare la suddetta richiesta, a richiedere il pagamento della seconda annualità, che, ai sensi dell’atto di concessione, doveva avvenire entro il mese di gennaio 2017”. Richiami che la Giocamondo avrebbe ignorato nonostante ci fosse anche una diffida da parte del Comune a corrispondere il canone per complessivi 3.200 euro (più iva), avvertendo che “qualora tali pagamenti non fossero avvenuti entro il 15 marzo 2017, si sarebbe proceduto – ai sensi dell’atto di concessione – alla risoluzione della concessione in parola nonché all’avvio di azione legale per il recupero delle somme dovute”. Ad oggi nessuna risposta dalla Giocamondo dicono dal Comune. Un silenzio che ha costretto gli Uffici a dare atto delle sanzioni previste dal contratto.

(Cla.Ri.)


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