«Centro Alzheimer, ampliamo un’eccellenza.
Risposta a richieste sempre più numerose»
CAMERINO - Oggi il taglio del nastro. Nuovi spazi e posti raddoppiati per le persone con demenza e le loro famiglie. Il presidente dell'Ats, Alessandro Gentilucci: «Qui si attua una politica del cuore. Vogliamo ampliare la convenzione». Il sindaco Roberto Lucarelli: «Miglioriamo il servizio, con questa malattia il luogo è parte della terapia»

Il taglio del nastro. Al centro Gianluca Pasqui, presidente del Consiglio regionale, Alessandro Gentilucci presidente Ats18 e il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli
di Francesca Marsili
Non una data qualunque. Camerino ha scelto il 21 settembre, Giornata mondiale dell’Alzheimer, per inaugurare i nuovi spazi del Centro diurno in via Orazi. È un gesto dal forte valore simbolico, che trasforma una ricorrenza in un fatto concreto per il territorio e per le famiglie che ogni giorno convivono con la malattia. Il progetto nasce sotto l’egida dell’Ambito territoriale 18, di cui l’Unione montana Marca di Camerino è ente capofila, e affonda le radici in un percorso avviato nel 2014.

«Ampliamo la disponibilità di posti per rispondere a richieste sempre più numerose e potenziamo gli spazi per le attività – ha sottolineato il presidente dell’Unione e dell’Ats, Alessandro Gentilucci –. Il nostro è un approccio non solo sanitario, ma capace di tenere insieme dimensione sociale, assistenza e sostegno alle famiglie. In questo Centro c’è una politica sensibile, c’è rispetto per la dignità della persona. Si realizza ciò che ci eravamo prefissati: una politica del cuore».

Il risultato è stato possibile grazie a una rete di partner, ognuno dei quali ha messo il proprio sostegno: Regione, Gal Sibilla, i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Gil Pensionati Marche, Fondazione Carima, Rotary Club e Inner Wheel Camerino e Micarelli Costruzioni. Gentilucci ha ricordato che, in anni difficili, gli enti locali non avevano in bilancio le risorse per sostenere da soli l’intervento.
Sono stati decisivi i 100mila euro della filiera regionale, i 250mila del Gal Sibilla, i 115mila messi a disposizione dai sindacati dei pensionati e il contributo della Fondazione. «Riuscire a dare un ristoro alle famiglie – ha detto aggiungo Gentilucci – è la politica fattiva che meglio rappresenta questo territorio». Resta però un obiettivo da raggiungere. Il Centro accoglie oggi 21 famiglie, ma i posti convenzionati sono 15. «Da presidente dell’Ambito chiedo di ampliare la convenzione – ha concluso detto Gentilucci – Ne abbiamo già parlato e sono fiducioso che a brevissimo porteremo a casa il risultato, perché le persone ne hanno bisogno».

Alessandro Gentilucci e Roberto Lucarelli
Sul valore della rete ha insistito Valerio Valeriani, coordinatore dell’Ats 18: «È stato un lavoro di squadra, questo è l’unico centro diurno per persone con Alzheimer del distretto, e l’ampliamento di oggi, che raddoppia i posti a disposizione del territorio, nasce proprio dalla collaborazione di tanti soggetti».
Fin dalle origini il servizio non si è voluto limitare all’assistenza: «L’ambizione è rallentare la progressione della malattia e mantenere il più a lungo possibile le capacità della persona – ha proseguito Valeriani -. Il Centro è un tassello di un sistema più ampio, che comprende l’assistenza domiciliare, i Caffè Alzheimer diffusi sul territorio e i posti letto dedicati nelle strutture residenziali». Il coordinatore ha chiuso con un annuncio: «Presto arriverà “PalestraMente»”, un progetto di attività riabilitative all’aperto che partirà nei prossimi mesi».

Il centro diurno Alzheimer di Camerino
Sul fronte sanitario è intervenuto Massimiliano Cannas, direttore sociosanitario dell’Ast di Macerata. «Un centro come questo, in un’area interna come la nostra, ha un’importanza fondamentale – ha detto –. Sono patologie in crescita, legate all’invecchiamento, per le quali l’intervento sanitario da solo non basta. L’azienda sanitaria mette in campo i propri professionisti, ma qui il contributo del sociale è più di un supporto: è parte integrante della cura».
Cannas ha annunciato un progetto con l’associazione nazionale Alzheimer per fare della provincia di Macerata una “Provincia amica dell’Alzheimer”. «Sanità e salute non sono soltanto medicina – ha concluso –. Sono l’insieme delle condizioni che permettono a una persona di stare bene».
Il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli ha ricordato le origini della struttura, nata anni fa da un’intuizione degli amministratori di allora: Camerino mise a disposizione il terreno e ogni comune fece la propria parte. «Da tanti anni è un’eccellenza, grazie agli operatori e alle operatrici – ha detto –, che ringrazio anche per la pazienza dimostrata durante i lavori, così come le famiglie che hanno sopportato i disagi. Con questa malattia il luogo è parte della terapia». Poi una precisazione: «Negli ultimi tempi inauguriamo strutture quasi ogni giorno e tendiamo a legare tutto al terremoto. Questa volta non c’entra: è l’ampliamento di un servizio che era già un’eccellenza e che oggi diventa ancora migliore».

Per Denis Cingolani, presidente dell’Unione montana Potenza Esino Musone e sindaco di Matelica, l’inaugurazione è il traguardo di un lavoro intenso, al servizio di un territorio montano dove non sempre i servizi arrivano là dove ci sono i bisogni. «Chi ha in famiglia una persona con demenza sa che la vita viene stravolta, non solo per chi è malato ma per tutta la famiglia – ha detto –. Solo grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni e operatori si può restituire una vita il più possibile normale». Lo ha definito un puzzle in cui ognuno ha messo la propria tessera, al servizio delle tante famiglie che, da San Severino a Castelsantangelo, potranno contare su questo Centro. «Sono persone fragili, che hanno bisogno di cure ma soprattutto di sensibilità. E nel sociale la cura è sempre maggiore». Il presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui ha ringraziato Valeriani e gli operatori, «che ogni giorno mettono prima il cuore e poi la competenza. Quei 10 posti, diventati poi 15, oggi arrivano a 21 – ha detto –, quando all’inizio c’era perfino qualche dubbio sulla possibilità di far vivere davvero questa struttura. Oggi è un presidio essenziale non solo per la nostra Ast, ma per tutta la sanità marchigiana».

A nome di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil Pensionati ha parlato Massimo Girolami: «Abbiamo partecipato con la spontaneità che appartiene alla nostra missione. Siamo il sindacato dei pensionati e ci è sembrato naturale concentrare il nostro impegno su qualcosa di concreto, rendere possibile ciò che era necessario». Il territorio, ha ricordato, è segnato dallo spopolamento delle aree interne e dal trauma del sisma del 2016. Il contributo dei sindacati è frutto di una raccolta fondi che ha messo insieme una cifra significativa. In Italia sono circa tre milioni le persone coinvolte nell’assistenza ai malati di Alzheimer, e il Centro, ha sottolineato Girolami, non resta confinato a Camerino: può servire un bacino di circa 50mila persone. Il risultato porta «sostegno, aiuto e un filo di civiltà» come tassello di una rete integrata di servizi ancora tutta da costruire.

Il presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi: «Quello che abbiamo donato ci ha resi felici. La Fondazione è qui per questo: per aiutare soprattutto il mondo del volontariato, senza il quale si fermerebbe tutto».

A portare il saluto dell’Università di Camerino è stata la professoressa Silvia Vincenzetti, delegata per la disabilità e i Dsa, in rappresentanza del rettore Graziano Leoni. «Questo ampliamento è un passo importante – ha detto –. Lo è per le persone con Alzheimer, che vanno seguite e sostenute nella loro fragilità, e per i familiari, che possono trovare sollievo nella gestione quotidiana. Strutture come questa sono davvero fondamentali». Per il Rotary Club Camerino è intervenuta Isolina Marotta, con un saluto particolare agli operatori e alle famiglie. «Il Centro è una realtà molto importante per le famiglie e per tutto il nostro territorio».