Dal caso Rotschild ai delitti di Portaiano:
dopo 35 anni in provincia,
il giudice Iacoboni va a Teramo

GIUSTIZIA - Dal Duemila presidente del tribunale di Macerata, in precedenza aveva lavorato a Camerino dove ha sempre vissuto in questi anni e dove ha cresciuto i figli. Dal 5 aprile è stato assegnato al palazzo di giustizia abruzzese
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Iacoboni

Il presidente del tribunale Alessandro Iacoboni che si occupò del caso Fiungo

di Maurizio Verdenelli

Da trentacinque anni nella nostra terra, ne era diventato un figlio ‘affezionato’ lui romano, avendo la Capitale sempre nel cuore. Dal 5 aprile scorso, il dottor Alessandro Iacoboni ha lasciato Macerata, dov’era dal Duemila presidente del Tribunale dopo essere stato, nell’82 a Camerino come giudice istruttore e giudice civile e contemporaneamente a Matelica come pretore. Assume l’incarico di presidente del Tribunale di Teramo, pur avendo forse aspirazioni diverse: ad esempio, la Corte di Cassazione a Roma. Tuttavia il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha forse considerato che un giudice come lui deve restare ancora in trincea, sul territorio italiano, lungo la dorsale adriatica che sta vivendo una nuova stagione di incertezze per il ritorno della grande malavita organizzata. Da qualche mese, il dottor Iacoboni (affezionato lettore di Cronachemaceratesi, subito dopo i due, tre giornali quotidiani ai quali da sempre era abituato) aveva lasciato il tribunale di Macerata: restando a disposizione per il nuovo incarico aveva messo la sua profonda dottrina giuridica a disposizione della Scuola superiore della Magistratura a Scandicci (Firenze).

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Jeanette de Rothschild

Al suo nome è legata la prima rogatoria internazionale: quella che lo portò in Inghilterra indagando sul caso De Rothschild, dove persero la vita l’ex baronessa Jeanette (in seconde nozze sposata a Stephen May) e la sua ex governante, la friulana Gabriella Guerin, scomparse a fine novembre ’80 da Sarnano. I resti delle due donne furono rinvenuti a fine gennaio ’82 a Podalla di Fiastra. Altra importante caso che vide il dottor Iacoboni in prima fila fu la barbara uccisione a Portaiano dei due carabinieri Donato Chiarelli e Giovanni Corinti, nel 1988 alle porte di Camerino. Personalità di esemplare riservatezza, lascia nel Palazzo di giustizia maceratese l’impronta di un magistrato di grande spessore circondato dalla stima della classe forense, e sensibile ai problemi del personale aggravati via via dalla mancanza di spazi (vedi per tutti il caso dei messi giudiziari) che la cessazione degli uffici giudiziari di Camerino, trasferiti nel capoluogo, rendevano d’impellente soluzione. Uno degli ultimi atti del presidente Iacoboni è stata l’inaugurazione dell’ufficio del Giudice di pace nel ristrutturato palazzo Senigallia, in via Santa Maria della Porta.  Solo da qualche tempo, Iacoboni aveva lasciato, perché resa inagibile dal terremoto, la sua abitazione nel centro di Camerino, città dove aveva cresciuto i suoi figli e che non aveva lasciato nel Duemila anche dopo l’incarico nel capoluogo sottoponendosi alla non breve, doppia percorrenza quotidiana per raggiungere il palazzo di giustizia maceratese.



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