Roberto, tragico destino:
doveva riaprire il ristorante dopo il sisma,
è morto il giorno prima

SARNANO - Il 53enne, soprannominato "Mercoledì", se n'è andato durante la notte. La sua auto è finita contro un albero, forse a causa di un colpo di sonno o di un malore. Conosciutissimo nell'entroterra per la sua attività di ristorazione che gestiva insieme alla sorella Maria Clara, dopo il terremoto aveva lottato per ripartire e domani avrebbe riaperto nel nuovo locale in piazza. Ieri sera, dopo aver visto la partita della Juventus al pub, stava rincasando. I funerali venerdì alle 17 a Pian di Pieca

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Roberto Seccacini, sullo sfondo il suo ristorante, “Il Colle”

 

di Marco Cencioni

Un tragico scherzo del destino. Roberto Seccacini, ristoratore sarnanese di 53 anni, è morto ieri notte in un tremendo incidente stradale (leggi l’articolo) a poche ore dalla riapertura del suo ristorante pizzeria che era stato costretto a chiudere dopo il sisma. La sua cucina che profumava di entroterra sarebbe tornata a deliziare i clienti domani, nei nuovi locali in piazza della Libertà e non più a San Cassiano, luogo da cui si ergeva “Il Colle”. Abitava proprio vicino al ristorante prima che il terremoto lo colpisse, piegandolo ma non abbattendolo, a livello personale e lavorativo, costringendolo ad abbandonare la sua casa e a trasferirsi a Pian di Pieca di San Ginesio. Proprio lì stava tornando quando ad attenderlo, lungo un rettilineo con pochissimi alberi nelle vicinanze, c’era il suo destino.

“Mercoledì”, soprannome che gli era stato dato perché è il giorno storico di chiusura settimanale del ristorante, era stato al pub di Sarnano, a vedere la sua Juve vincere col Barcellona. Ad esultare con il suo “E andiamo” inconfondibile, quasi un grido di battaglia, magari rivolgendolo ad uno degli interisti che spesso finivano nel mirino dei suoi sfottò. Finita la partita, poco prima delle 23, è salito nella sua auto, una Opel Astra station wagon che usava giusto per gli spostamenti necessari. Non è passato sulla provinciale per tornare a casa, cioè per la strada più breve, ma per quella che da San Cassiano sbuca sulla parallela alla 78. Potrebbe essere passato dal suo ristorante, magari a prendere qualcosa, per poi rincasare.

incidente-san-ginesio-roberto-seccaciniAd alcune centinaia di metri da casa, il terribile incidente. L’auto a bordo della quale viaggiava è andata a schiantarsi contro uno dei pochi alberi che si trovano in quella zona. Il veicolo è uscito dalla carreggiata, ha percorso il campo vicino per una trentina di metri e ha terminato la sua corsa contro la pianta. L’impatto è stato violentissimo ed è avvenuto a velocità elevata, nessun segno di frenata. Questi due aspetti – l’alta velocità, per uno che al volante era noto per andare pianissimo, e la mancanza totale di frenate o di cambi di direzione dell’auto lungo il campo – lasciano intendere che, con ogni probabilità, Seccacini abbia accusato un malore alla guida, oppure un colpo di sonno, e che le vettura abbia acquisito velocità una volta senza controllo per poi schiantarsi contro l’albero. Inutili i soccorsi, che sono scattati circa un’ora dopo, quando i carabinieri di Sarnano sono passati in quella zona e si sono accorti dell’accaduto. Gli operatori del 118, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare la morte del 53enne, i vigili del fuoco hanno estratto Seccacini dall’abitacolo. Il corpo è stato portato all’ospedale di Macerata dove domani sarà svolta l’ispezione cadaverica.

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Roberto Seccacini dietro il bancone del suo ristorante

La notizia della scomparsa del noto ristoratore si è rapidamente diffusa da Sarnano in tutto l’entroterra, lasciando sconvolti quelli che lo conoscevano. Quelli che avevano incontrato quel sorriso che sembrava beffardo ma che invece celava, senza riuscirci, una bontà d’animo e una semplicità mai scontata. Un sorriso provato da quanto accaduto dopo il sisma, che era tornato brillante a rifare capolino dal suo viso in vista della riapertura, di quel “Ripartiamo” che era diventato lo slogan con il quale sarebbe tornato a quella vita bruscamente interrotta dal terremoto. Una passione, quella per il lavoro, che lo assorbiva totalmente e dalla quale si faceva assorbire. Insieme alla sorella Maria Clara gestiva, da anni, il ristorante pizzeria e lo faceva a modo suo. Vero e proprio amico dei suoi clienti, li raggiungeva dalla cucina con quella camminata inconfondibile, e poi si intratteneva spesso, a fine serata, per chiacchierare. La battuta, sempre pronta, era il suo veicolo per dirti come la pensava. L’unico giorno che non stava dietro i fornelli era il mercoledì, giorno di chiusura da cui deriva il suo soprannome. “Mercoledì” aveva il suo modo di fare sopra le righe, la sua gestualità coinvolgente. Era semplicemente e sempre se stesso, e come chi non ha paura di esserlo non tratteneva la sua allegria e la regalava a tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Lascia il figlio Davide, la sorella Maria Clara e il fratello Mauro, il nipote Alessandro, la mamma Angela e il padre Giovanni, per tutti a Sarnano Angelina e Lallo. Una famiglia numerosa, unita, conosciutissima la sua, non solo a Sarnano e a San Ginesio. Tantissime persone già dalle prime ore della mattinata si sono strette al dolore dei famigliari. Domani la camera ardente sarà allestita all’obitorio dell’ospedale di Macerata, il funerale di Roberto Seccacini si svolgerà venerdì alle 17 alla chiesa di Pian Di Pieca, a San Ginesio.


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