Trasferimento degli sfollati,
esposto a prefetture e Regione
SISMA - Il comitato "La terra trema, noi no" ha raccolto le firme per chiedere che vengano rispettati i contratti e che chi ha dovuto lasciare la propria casa non sia costretto ad un nuovo trasloco
La Regione deve far rispettare il contratto con gli albergatori ed evitare nuovi spostamenti forzati di chi non ha più una casa. Lo chiedono in un esposto inviato alle prefetture di Fermo, Macerata ed Ancona, e per conoscenza al presidente della Regione, Luca Ceriscioli ed all’assessore regionale al turismo Moreno Pieroni, i componenti del comitato “La terra trema noi no”, che hanno raccolto le firme degli sfollati nei campeggi della costa. I firmatari “chiedono alla Regione, attraverso il suo presidente, nonché l’assessorato di competenza, di provvedere a garantire il diritto all’alloggio degli attuali ospiti delle strutture ricettive della costa marchigiana, mantenendo fede agli obblighi contrattuali assunti sino al termine della conclusione dello stato di emergenza”, prevedendo in caso contrario “di esercitare le prerogative ed i poteri di requisizione d’urgenza degli immobili”. Nell’esposto si sottolinea come gli sfollati dopo essere stati strappati dalla loro comunità di origine, in questo periodo nelle strutture costiere abbiano ricostituito una vita normale. Gli sfollati ricordano che “i titolari delle strutture ricettive ospitanti, nonostante abbiano sottoscritto, in data 8 settembre 2016, un contratto con la Regione Marche con cui si obbligavano ad accogliere i terremotati per un arco temporale non inferiore a 180 giorni, prorogabili fino alla conclusione dello stato di emergenza, pretendono ora di allontanare gli “sfollati” in modo da liberare le proprie strutture alberghiere al fine di accogliere i turisti”. Secondo i firmatari un recesso contrattuale da parte delle strutture turistiche è illegittimo. “Un altro spostamento degli odierni firmatari suonerebbe come una vera e propria beffa per i diritti dei terremotati – aggiungono -, con grave pregiudizio per la salute fisica e psicologica degli anziani (in alcuni casi non autonomi), nonché per le esigenze di studio degli studenti, in spregio alla continuità didattica della popolazione studentesca; che, inoltre, anche le occupazioni lavorative degli ospiti subirebbero un evidente danno rappresentato dalla necessità, per gli stessi, di spostarsi percorrendo un supplemento di chilometri per raggiungere gli attuali luoghi di lavoro”. Infine chiedono di “evitare di mettere in atto “campagne di dissuasione” volte ad allontanare gli ospiti (già fortemente provati) dalle strutture ricettive in cui attualmente alloggiano e che, anzi, appare opportuno sotto un profilo psicologico e sociale riallocare nella struttura turistica originaria tutti gli ospiti che hanno forzatamente scelto l’autonoma sistemazione abitativa solo per timore di perdere un tetto sicuro”.
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