Sisma, il giorno della riscossa
Proteste da Roma a Gagliole:
“Sopra le macerie statece voi”
L'URLO - I terremotati hanno dato il via a manifestazioni e sit in per chiedere certezze e una svolta nella fase della ricostruzione. Sante Elisei, tra i fondatori del comitato marchigiano di “La nostra terra trema, noi no”, oggi era nella capitale: "Serve un cronoprogramma, abbiamo dato un ultimatum. Chiediamo risposte in sette giorni. Il tempo dell'attesa è scaduto". A Visso e Maddalena di Muccia blocchi stradali

La manifestazione a Roma
di Monia Orazi
“Sopra le macerie statece voi”. L’urlo dei terremotati di Marche e Lazio riempie la piazza davanti al Pantheon, immortalato dalle telecamere delle tv nazionali, sotto lo sguardo curioso dei turisti. Si è consumato in un sit-in in piazza Montecitorio e poi corteo per il centro di Roma, con cori e striscioni, sino alla piazza davanti al Pantheon appunto, il primo aprile di protesta della manifestazione organizzata dai comitati “La nostra terra trema, noi no” delle Marche e “Quelli che il terremoto” di Amatrice e dintorni.

La protesta a Muccia
In contemporanea nell’entroterra della provincia di Macerata si sono tenuti presidi di protesta a Visso, Maddalena di Muccia, Selvalagli di Gagliole ed in piazza della Libertà a Tolentino. A Visso poco dopo le dieci del mattino e per mezz’ora a partire da mezzogiorno, a Muccia i manifestanti hanno attraversato lentamente la strada, facendo rallentare fortemente il traffico per protesta. Da Roma sulla via del ritorno, commenta Sante Elisei tra i fondatori del comitato marchigiano: “Abbiamo chiesto di avere risposta entro una settimana, la percezione dei terremotati è che il tempo è scaduto. Dalle scosse di Amatrice sono passati sette mesi, cinque da quelle che hanno messo in ginocchio le Marche, il tempo per noi è preziosissimo.

Un momento della protesta a Roma
Abbiamo lanciato un ultimatum, non si scherza. Il governo, tutti i capigruppo parlamentari, devono convocare un incontro con noi per discutere sui provvedimenti urgenti da prendere e stilare un cronoprogramma degli interventi previsti, con tempistiche realistiche da rispettare. Ci sono interi comuni che non esistono più, persone senza lavoro ed i lavori per le casette dalle nostre parti non sono iniziati. Bisogna accelerare il più possibile, abbiamo avuto sostegno da ogni parte d’Italia, se le risposte non arriveranno, siamo pronti a mettere in atto forti azioni di disturbo”. L’urlo di una donna, la matelicese Sara Magnapane, arriva direttamente da Montecitorio, in diretta sul suo account Facebook: “Siamo abbandonati a noi stessi. La burocrazia ci sta ammazzando. Insieme je la famo, c’è una parte d’Italia abbandonata, piena di opere d’arte che voi politici neanche conoscete. Ci sono bambini e famiglie senza casa, gente che ha perso il lavoro, persone in roulotte, lontane chilometri dalle proprie residenze, i nostri borghi medievali sono il cuore dell’Italia”. In contemporanea nei centri del cratere vanno in scena i sit-in di protesta.

La protesta a Selvalagli di Gagliole
A Selvalagli di Gagliole l’immancabile striscione “La ri-scossa dei terremotati”, a capitanare il gruppetto è la commerciante Barbara Di Pillo, un negozio inagibile tra i grandi palazzi della frazione ormai disabitata. “Siamo ancora nelle condizioni di sei mesi fa, qualcosa deve cambiare, stanno ammazzando paesi ed economia. La montagna maceratese se n’è andata, che dobbiamo fare? – incalza la donna – Sarebbe meglio andare direttamente a casa di Errani, bussare e dirgli ‘a che ora mi devo ritrovare per cena?’ perché se non ho più lavoro qualcosa mi dovrà dare da mangiare. Io sto cercando di fare la delocalizzazione ed è tutto bloccato, non si sa quello che devono fare, non si sa i fondi se te li danno o non te li danno. Non è più ammissibile questo. Siamo arrabbiati e stanchi, qui qualcosa deve cambiare”. Compaiono tra i manifestanti il consigliere comunale Claudio Cavallaro di Castelraimondo ed il vicesindaco di Gagliole Valerio Strappaveccia. “Ho partecipato come consigliere comunale del gruppo Identità e Futuro di Castelraimondo a questa manifestazione, perchè ritengo necessario raccogliere le istanze che vengono dai territori più colpiti – ha detto Cavallaro – fra cui ci sono anche i nostri comuni e fare in modo che parta una ricostruzione sempre più sollecita ed efficiente, con l’impegno comune di tutte le autorità competenti. La situazione è grave, l’economia delle nostre zone è in grave difficoltà e ci vogliono progetti, investimenti e poca burocrazia”.

La protesta a Muccia
Ha aggiunto Strappaveccia: “La situazione peggiora di giorno in giorno. Abbiamo il quaranta per cento degli sfollati all’interno del comune, la stessa percentuale di inagibilità e non siamo alla ribalta per nessuno. Siamo abbandonati dallo Stato e dai poteri forti. Stiamo cercando di ripartire facendo tutto da soli, abbiamo avuto settantamila euro di donazioni da parte di privati o enti al nostro Comune e di beni immobili, come alcune casette di legno, ne sta per arrivare una che sarà adibita a biblioteca. Cerchiamo di risollevarci da soli, lo stiamo facendo giorno per giorno. I terremotati vivono in disagio, abbiamo venti persone nelle roulotte, i residenti del centro storico perchè l’inagibilità rasenta la quasi totalità delle abitazioni, così come qui a Selvalagli”. A Visso subito dopo le dieci si entra subito nel vivo, con i manifestanti che armati di striscione mettono in scena un blocco stradale: “E’ stata una protesta simbolica, per richiamare l’attenzione sui problemi che tutti noi stiamo vivendo”, dice Alessandro Morani, che all’ingresso della zona rossa rilascia i pass per chi deve andare ad Ussita e Castelsantangelo. Il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini ha detto di appoggiare le ragioni dei manifestanti e così come ha fatto il primo cittadino di Pieve Torina Alessandro Gentilucci, ha scritto al prefetto Roberta Preziotti, per chiedere di non spostare gli sfollati dalle strutture della costa. A Maddalena di Muccia invece il blocco stradale, un attraversamento lento senza fermarsi, va avanti per ben mezz’ora. A protestare qui anche gli attivisti delle Brigate della Solidarietà, che più tardi sono andati ad Amatrice, dove si è tenuta un’assemblea per creare un coordinamento unitario tra i comitati dei diversi paesi del cratere. “Ho chiamato personalmente i sindaci per chiedere loro cosa fosse cambiato, sono passati qui Alessandro Gentilucci e Mario Baroni, sindaco di Muccia – racconta Fulvio Santoni in protesta a Muccia – Baroni ci ha riferito che niente è cambiato e che i Comuni non hanno i soldi per fare nulla, ci ha detto che a Muccia sono state chieste ben 168 casette, per cui si parla di almeno cinque o sei mesi per l’installazione. Qui è tutto fermo, non possiamo lasciar morire la montagna. Nasce tutto dall’errore di non aver previsto l’uso dei container, per le casette era prevedibile che trascorresse un anno. Nel frattempo la gente dove deve andare a dormire, in auto?”. Tra i manifestanti anche l’alfiere della ricostruzione del 1997, l’ex sindaco di Serravalle Venanzo Ronchetti: “Se oggi c’è gente che protesta vuol dire che qualche problema c’è, le cose non funzionano. Oltre al decreto che stabilisce parametri di risarcimento di molto inferiori a quelli previsti per il terremoto dell’Emilia di cinque anni fa, non c’è una programmazione complessiva, un cronoprogramma e questo fa impazzire la gente. Non si sa quando saranno messe le casette di legno, che fine faranno gli sfollati sulla costa, la Regione prima ha autorizzato le casette provvisorie di legno sui giardini privati, due giorni dopo il parlamento ha stoppato tutto – dice Ronchetti -. Chiedo ad Errani e Ceriscioli di applicare il modello Marche del 1997, migliorandolo e correggendolo. Ha dato buoni frutti, perchè ignorarlo? I problemi sono in vari settori, su come è stata affrontata l’emergenza, la gente si alza alle 4 del mattino per tornare a Visso a lavorare, così non va, i presidenti di Marche ed Umbria devono applicare le buone pratiche del 97”. Sconsolato il commerciante camerte Sandro Santacchi: “Il meccanismo del commercio non gira più, per funzionare serve che la gente torni a vivere qui. Finora non è stato fatto niente, sono stati tutti deportati al mare. Denuncio l’inerzia e l’incapacità della Regione e dei parlamentari eletti nelle Marche che ci hanno abbandonato, c’è un disegno complessivo di spopolamento delle zone montane. Siamo messi male e abbandonati al nostro destino, le nostre terre devono tornare quelle che erano”.

A Maddalena di Muccia i manifestanti bloccano la strada

Blocco stradale a Muccia



Sit in a Maddalena di Muccia

I manifestanti di Selvalagli di Gagliole con lo striscione


Blocco stradale a Visso
i blocchi a Maddalena sono inutili e dannosi,si deve bloccare l’autostrada,allora si che ti ascoltano
Cari amici Marchigiani che avete subito enormi danni dal terremoto ! Ma non avete ancora capito da chi siamo e siete governati ? Nei giorni del terribile terremoto sono venuti quasi tutti a trovarvi e a fare grandi promesse, ma erano tutte bugie e nelle loro menti non c’era niente di vero ! Mi fa molto meraviglia pero’ che in questa triste vicenda viene anche coinvolto il nuovo Presidente Gentiloni,Marchigiano di Tolentino e della Provincia di Macerata il quale, anche lui, sembra incapace di fare qualcosa di positito; Ma se non mi sbaglio l’Europa ha dato un contributo sostanzioso per la ricostruzione ! Ma che fine hanno fatto questi aiuti ?. ?Ma in quale mondo viviamo ? C’e’ proprio da vergognarsi.
Si .. concordo! !!
Leggendo l’articolo, non so per quali movimenti ormonali, chiedo venia, quelli sono solo un pallido ricordo, volevo dire neuronali collegavo queste proteste a quella recentissima in Paraguay, dove hanno dato l’assalto e incendiato il Parlamento.Non vorrei che daje ogghi, daje domà, qualche migliaio di facinorosi esasperati dalle esasperanti movenze parlamentari, vengano colpiti da quello che il grande maestro Leonida Rubistein chiamava ” disturbo dell’imitazione “. Detto disturbo, a detta del maestro,si può curare solo dando ” la stura alle polveri “, imitando ciò che si ritiene sia giusto imitare per poter finalmente stappare le recchie anche ai più sordi. Certo lui lo diceva in russo, poi tradotto in francese da dove attingo e che io traduco in un linguaggio più comprensibile alle folle quasi universale.
La protesta deve essere fatta in cabina elettorale (quando ci daranno il diritto di votare), scegliendo un sistema diverso e non un partito diverso come è stato fatto finora….
Questa gente che ci governa è stata scelta da noi (magari non proprio questi, ma sicuramente questo sistema) e dunque mi pare assurdo che dopo ci si lamenti delle proprie scelte.
Abbiate il coraggio di ribellarvi in cabina elettorale e non sulla strada…perché il dissenso espresso con il voto si nota molto di più. …
Il terremotariato è la nuova classe rivoluzionaria che fa tremare il sistema.
Bravo Fichera. Anche se la penso un po’ diversamente. Sai non vorrei che per quando ci ridaranno il diritto del diritto a votare, anche cambiando i personaggi ( quelli che governano adesso dovrebbero sparire non solo dal parlamento, ma anche dai condomini,cda di bocciofile o di associazioni per la raccolta della patata, niente amministratori, solo raccoglitori alla stessa paga dei corrispondenti operai del sud), quelli che arrivano non faranno il solito niente di utile che hanno spesso ripetuto. Non ci possiamo più permettere di sbagliare votando. Abbiamo la fortuna di sapere chi non dobbiamo assolutamente votare, ossia tutti quelli che fanno attualmente parte della maggioranza parlamentare, e fare una attenta analisi su quelli che restano, sperando che tra di loro ci sia qualche politico che più che ai soldi o meglio che oltre ai soldi dello stipendio ( è umano ) pensi pure a migliorare questa Italia, se ancora si può fare qualcosa. Mantenendo la classe politica che da anni ci domina, a cominciare dai Renziani è come continuare a fare il bagno nell’acqua putrida. Puoi uscirne pulito? Dal Parlamento a Civitanova, abbiamo certi residuati altamente inquinanti, da cui si terrebbero lontane anche quelle graziose creature a volte grosse come gatti, per non insudiciarsi.
Schifosi dobbiamo arrivare a questo per farci sentire e una vergogna come sempre !!!
Siamo in Italia che cosa ci aspettiamo !!
Grazie Micucci, ma sappi che io non patteggio per nessuno perché non mi è mai piaciuto il giochino ” oggi voto l’altro perché tu non fai quello che hai promesso”
Questo è il gioco preferito degli Italiani che ad ogni retata elettorale alternano il voto, da destra a sinistra e viceversa, con la speranza che il nuovo sia migliore del precedente per poi scoprire che il precedente era migliore dell’attuale. ..
È un gioco di alternanza che va avanti da circa un trentennio e che lascia a tutti l’amaro in bocca, solo pochi mesi dopo la salita al potere dell’uno piuttosto che dell’altro.
Auspico solo che alla prossima occasione elettorale ci si ricordi di tutto quello che i nostri cari amministratori promettono e che immancabilmente non rispettano, perché altrimenti non ha senso piangere sempre sul latte versato quando a versarlo siamo noi stessi. ..
Sveglia gente…..sveglia sveglia che l’ora della pappa e finita….
Risposte in 7 giorni… speretece! Forse in 7 anni