Tante risate
con il duo Plauto-Facciolli
CORRIDONIA - Convincente debutto al Lanzi della compagnia Piazza Alta di Sarnano
di Walter Cortella
Ancora uno spettacolo all’insegna della comicità, quello andato in scena al teatro Lanzi di Corridonia, nell’ambito della Rassegna Teatro & Sapori, a cura dell’associazione culturale Piazza Alta di Sarnano. E per far ridere non c’è niente di meglio che fare una sortita nel mondo della commedia dell’arte, ricca di testi dalla trama semplice ma sempre assai divertenti. La compagnia di Sarnano, composta in prevalenza da giovani elementi avvicinatisi solo da poco al teatro, ha proposto La ridiculosa historia de lo Fanfarone bastonato, scritta e diretta da quell’impenitente “picaro” che risponde al nome di Francesco Facciolli. Il testo si ispira al celeberrimo Miles Gloriosus di Plauto, con il quale però mantiene solo un vago legame di parentela, poiché il buon Facciolli, sempre incontenibile e vulcanico nelle sue invenzioni, vi ha apportato sostanziali varianti e azzeccate contaminazioni che gli hanno conferito una più marcata connotazione, a cominciare dall’idioma che rievoca sonorità in prevalenza umbro-marchigiane ma anche romanesche, con sortite in terra di Tuscia e Regno delle Due Sicilie. Senza farsi mancare la citazione colta, quando la bella Beatrice declama con lieve parafrasi la prima quartina di un celebre sonetto dantesco, tratto dalle Rime. Questa polifonia di idiomi crea il presupposto per situazioni tipiche della farsa, ricche di piccanti lazzi e prorompente vis comica che ha coinvolto il pubblico.
Il protagonista centrale della vicenda è il Capitan Sparamazzate Brandiferro de la Tuscia, un sedicente Cavaliere Templare che in realtà non è altri che un fanfarone, un millantatore, proprio come il suo progenitore creato dalla fervida penna di Plauto. In cuor suo è fermamente convinto di essere uno scrigno ricolmo di virtù e qualità mirabolanti. Si crede bello, anzi bellissimo, intelligente, anzi intelligentissimo nonché furbo, anzi furbissimo. Ma, nel rispetto della più nobile tradizione, alla fine accanto a lui emerge imperiosa la figura di Cecco de Panzarotta, scaltro come pochi, che per un bizzarro scherzo del destino si ritrova ad essere servitore di due padroni, il giovane Lapo, innamorato di Beatrice, e lo stesso Sparamazzate che l’ha rapita e la tiene prigioniera. In questo duplice ruolo, Cecco diventa il deus ex machina della ingarbugliata vicenda. Con grande astuzia manovra da esperto burattinaio i vari protagonisti, rimanendo sempre pericolosamente in equilibrio, col rischio di tradire il suo doppio gioco. Grazie a lui, Lapo viene ospitato in casa di Zenone Cornacchia, vicino del Capitano e la bella Beatrice, passando attraverso un pertugio praticato nel muro divisorio, può incontrarsi di nascosto con il suo amato. Ma l’attenta serva Mena fa buona guardia e scopre la tresca amorosa e qui Cecco deve compiere salti mortali per tenere buono il focoso Capitano con le più incredibili lusinghe.
Come ogni commedia, il lieto fine è garantito: la bella Beatrice convola a giuste nozze con il suo Lapo e il gran millantatore, mostrando tutta la sua pochezza, farà una figura tapina e, per sovrapprezzo, sarà sbeffeggiato da tutti e duramente bastonato. Il testo, nato dall’ampia rielaborazione di una precedente versione «da strada» messa in scena lo scorso anno per le vie di Sarnano, ha ora una veste decisamente più teatrale e con questo nuovo lavoro la Compagnia di Piazza Alta si accinge ad affrontare l’imminente stagione estiva. Il debutto è stato più che positivo. Le situazioni sono divertenti, il ritmo sostenuto, le gags gustose. Insomma, il meccanismo funziona già molto bene, è solo una questione di messa a punto. Grazie all’apporto di qualche «anziano» ben collaudato come Fabiano Teodori (Sparamazzate), Rosalba Santancini (Mena) e Roberto Tabarretti (Zenone) i tanti giovani, ben guidati dal regista Facciolli e capeggiati dal dinamico figlio d’arte Daniele Facciolli, sempre molto sicuro sulla scena, hanno messo in evidenza ottime potenzialità che fanno ben sperare per il loro futuro artistico. Hanno dato vita a una performance corale di tutto rispetto. Di grande effetto i costumi di scena, scelti da Isabella Marinozzi e realizzati da una sartoria teatrale. (Foto di Matteo Magi)


