La riforma dello Sferisterio

MACERATA - Escluso il passaggio in fondazione o in società di capitale, confermata la formula dell'Associazione con alcune modifiche. Il testo è stato presentato questa sera in consiglio provinciale dal sindaco Romano Carancini e da Giorgio Piergiacomi, rispettivamente presidente dell'Associazione e presidente del Collegio dei revisori
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L’incontro di questa sera tra Giorgio Piergiacomi, Antonio Pettinari e Romano Carancini (foto Benfatto)

 

di Maria Stefania Gelsomini

Era da tempo che si discuteva sulla sua opportunità, e ora finalmente la riforma dello statuto dell’Associazione Sferisterio sta per diventare realtà. Il testo è stato presentato per la prima volta oggi pomeriggio in consiglio provinciale dal sindaco Romano Carancini e da Giorgio Piergiacomi, rispettivamente presidente dell’Associazione e presidente del Collegio dei revisori. Più che un cambio di veste è un rifacimento del look. I relatori hanno illustrato il lavoro svolto dalla Commissione appositamente istituita, che ha introdotto alcune novità (senza sostanziali stravolgimenti), dettate soprattutto dalla necessità di adeguare lo statuto alle normative vigenti e magari di aprire a nuovi soggetti.

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L’Arena Sferisterio (foto Tabocchini)

“Per molti anni si è affermato da più parti che gli squilibri gestionali e i bilanci negativi dello Sferisterio dipendessero dal mancato adeguamento dello statuto” ha affermato Carancini “ma la gestione sana dipende dalla capacità di chi guida il percorso, e lo dimostra la riduzione dell’indebitamento dal 2012 in poi”. Carancini definisce l’Associazione, oggi, come “una vera e propria industria della cultura, una partecipata sana e virtuosa”, e descrive questo adeguamento statutario come un percorso di transizione. Un percorso ancora aperto ma anche sofferto, vista la schizofrenia legislativa sulle partecipate, e vista l’incertezza sulla riforma istituzionale che ha investito la Provincia, socio fondatore nel 1991: non potendo di fatto più erogare fondi, doveva uscire, poteva uscire dall’Associazione, oppure rimanere? Le opzioni erano diverse, ma la scelta finale ha confermato la Provincia dentro l’Associazione.
La Commissione ha valutato anche altre due alternative possibili, ovvero il passaggio in fondazione di partecipazione (risultato non fattibile per vincoli procedurali che non permettono la trasformazione diretta), o in società di capitale, che avrebbe consentito l’apertura, seppur minima, a soci privati in una governance che doveva restare in ambito pubblico. Ma in questo caso la Provincia non avrebbe potuto farne parte. L’unica soluzione è sembrata perciò la conferma dell’Associazione, con le opportune modifiche. Tra queste, un CDA composto da non più di cinque membri e tre categorie di soci: i soci fondatori (Comune e Provincia di Macerata), i soci ordinari, che hanno diritto di partecipare all’assemblea e diritto di voto ma sono solo soggetti pubblici ed enti locali (insomma, il controllo e la maggioranza restano in mano pubblica), e infine i soci onorari, che comprendono soggetti pubblici, privati e persone fisiche. Tra coloro che hanno diritto di presenza i rappresentanti della Società Civile dello Sferisterio, insieme ai Cento Mecenati dello Sferisterio. Alla fine, spiega Piergiacomi, “probabilmente l’Associazione Sferisterio dovrebbe essere inquadrata fra gli organismi di diritto pubblico”. Ora non resta che aprire le discussioni sul testo.



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