Intitolazione sala del consiglio,
petizione per Barbara e Jader Pojaghi
MACERATA - Prima adesione del rettore Unimc Francesco Adornato, tra i promotori Elisa Bolognesi e Sonia De Getano. La raccolta firme per l'ex presidente del consiglio comunale alla vigilia della commissione che esaminerà la proposta Curzi-Contigiani per Maria Pucci. M5s: "Una forzatura inaccettabile dell'assessore alle Pari opportunità e alla Partecipazione che disattende le sue deleghe"
di Gabriele Censi
Alla vigilia della commissione che dovrà discutere della intitolazione della sala consiliare del comune di Macerata si apre un confronto cittadino sulla scelta del nome. Il consiglio delle donne presieduto da Ninfa Contigiani ha proposto Maria Pucci, prima consigliere donna e prima parlamentare maceratese nel dopoguerra (leggi). Decisione condivisa dall’assessore alle Pari opportunità Federica Curzi. Intanto da ieri è partita una petizione per una proposta diversa: Barbara Pojaghi e sua madre Jader. Promotrice Elisa Bolognesi, amica e collega della professoressa scomparsa lo scorso novembre. Con lei Sonia De Gaetano, responsabile della comunicazione di “Insieme in sicurezza”, l’associazione ci cui era vicepresidente la Pojaghi. ” Una firma (la prima è del rettore Francesco Adornato) dell’affetto e della stima profonda – spiega Elisa Bolognesi -, ci dispiace mettere due proposte in contrapposizione, lei non lo avrebbe mai voluto e non vogliamo neppure darle una connotazione politica o partitica. Vogliamo che non si prendano decisioni affrettate, tra l’altro quella sala è ora inagibile. Chiediamo di avviare un percorso partecipato e condiviso con i cittadini”. “Sono in tanti che stanno sottoscrivendo la petizione in queste ore. Lunedì, prima della commissione del 14 marzo, la consegneremo – dice Sonia De Gaetano – i moduli sono disponibili alla Bottega del Commercio Equo Solidale, oppure contattatemi su facebook” (Sonia De Gaetano).
Sul fronte politico c’è già una reazione da parte dei consiglieri del M5s che contestano il metodo scelto dalla Curzi: ” Sarebbe stato obbligo dell’assessore aprire una discussione che includesse uomini e donne nel valutare a chi dedicare la sala consiliare. Questo non è avvenuto escludendo di fatto i consiglieri uomini ed anche varie consigliere donne. Siamo assolutamente convinti che questa decisione debba essere condivisa e partecipata e ci sentiamo offesi dal fatto che la Curzi non abbia offerto a noi la pari opportunità di discutere sul nome e quindi escluderci anche dalla partecipazione, disattendendo di fatto due sue deleghe per noi importantissime. La sala consiliare deve essere secondo noi dedicata a persona largamente condivisa e soprattutto a persona nota ai maceratesi. Notiamo invece con stupore che la scelta è ricaduta su persona encomiabile ma assai lontana dal sentire dei maceratesi e soprattutto poco affine a tante donne che lottano per l’emancipazione in quanto la Pucci si dimise dal suo ruolo di parlamentare per seguire la famiglia. Crediamo comunque che l’eventuale nostra proposta e quella di altri consiglieri debbano avere pari peso rispetto alla proposta di un consiglio delle donne che non può rappresentare il consiglio comunale”.
Una forzatura inaccettabile per i cinquestelle Roberto Cherubini, Carla Messi e Marco Alfei che annunciano che non parteciperanno alla commissione e aderiscono alla proposta di intitolare la sala a Barbara Pojaghi ed a Jader Pojaghi: “Qualora non ci fosse data la possibilità di partecipare a questa importantissima discussione ci avvarremmo di tutte le nostre possibilità di consiglieri comunali nell’osteggiare l’approvazione di una delibera non condivisa. Ci teniamo anche a sottolineare che il limite dei 10 anni richiesto dalla legge per intitolare vie o luoghi a personaggi può essere superato con apposita delibera, come successo già in vari comuni italiani (vedi Milano amministrato da una maggioranza come quella maceratese e San Severino che ha dedicato un ponte ad un partigiano scomparso 3 anni fa). Nel ribadire la nostra proposta, che per noi rappresenta un’ampia fetta di cittadini, ribadiamo che tale proposta ha il medesimo valore di quella di chiunque altro e dovrebbe ovviamente sottostare alla condivisione e discussione da parte di tutti. Chiediamo copia della bozza di delibera e richiediamo l’annullamento della commissione per avviare un percorso partecipato serio”.

