Magistrati onorari in sciopero:
chiedono tutele e stabilità

GIUSTIZIA - In tanti hanno manifestato a Roma davanti al Csm. Più che onorari si sentono precari delle aule e la riforma Orlando rischia di peggiorare la situazione. Da lunedì, chi aderisce alla protesta, diserterà le udienze per quattro giorni

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La protesta dei magistrati onorari a Roma

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La protesta dei magistrati onorari: da lunedì sciopero di quattro giorni. Chiedono un equo compenso perché, come hanno detto con i cartelli esposti a Roma giovedì nella manifestazione davanti al Consiglio superiore della magistratura, lavorano come un magistrato, hanno le responsabilità di un magistrato, ma nessun equo compenso. Impegnati in tribunale sia come pm che come giudici, i magistrati onorari svolgono un lavoro importante quanto delicato e senza il loro apporto, parole del vice presidente del Csm Giovanni Legnini, la giustizia rischia la paralisi. Un lavoro che fanno senza tutele né diritti. Stanchi di questo, chiedono stabilità e rivendicano: stabilizzazione, ferie pagate, maternità e contributi previdenziali. Da qui la protesta contro la riforma della giustizia del ministro Andrea Orlando. I magistrati onorari chiedono anche al Csm la copertura degli incarichi. Per i giudici di pace la scopertura è del 62%, per i got (giudici onorari) è del 19% per i Vpo (pm onorari) è del 13%. I magistrati onorari che aderiranno allo sciopero, diserteranno le udienze da lunedì a giovedì. «Se cessasse l’apporto della magistratura onoraria, si verificherebbe la paralisi del sistema giustizia e si imboccherebbe una via antistorica» ha detto il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, in seguito ad un incontro con una delegazione delle toghe onorarie. Il ministro Orlando ha chiarito che il governo «è orientato a esplorare la possibilità di stabilizzazione di quelle persone che hanno passato un periodo al servizio dello Stato. Ho chiesto un parere al Consiglio di Stato sul profilo tecnico e chiesto all’Anm valutazioni sul profilo politico. Si tratta di una scelta che avrà un impatto sull’assetto giurisdizionale». Tra le richieste delle toghe onorarie c’è quella della stabilizzazione. In particolare per i Vpo, che passa attraverso l’attribuzione, nell’ufficio del processo, del ruolo di collaboratori o assistenti dei magistrati (figura prevista nella legge-delega) o di funzionari, come avviene, ad esempio, in Austria. Ma il vero nodo resta quello finanziario, e citano il “piano Madia” per la stabilizzazione di professionisti precari (come gli insegnanti che lo sono da tre anni), ritenendo che lo stesso indirizzo si può adottare per la magistratura onoraria.
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