Monte Cavallo, ex pompiere
sventa incendio
SOCCORSO - Aurelio Del Medico, coordinatore della Protezione civile di Civitanova, ha spento prontamente le fiamme che minacciavano una casetta di legno

Aurelio Del Medico spegne l’incendio

Una canna fumaria va a fuoco mentre un ex vigile del fuoco si trova poco lontano a scaricare del materiale per la popolazione terremotata di Monte Cavallo. Ieri mattina si è rivelata provvidenziale, la presenza nella piazzetta del paese, del gruppo comunale di Protezione civile di Civitanova, giunto dalla costa per trasportare beni donati alla popolazione locale. All’improvviso la canna fumaria di una casa, non lontano da una delle casette in legno che accolgono i terremotati si è incendiata. I residenti si sono impauriti. Nel frattempo gli uomini della Protezione civile erano intenti alle operazioni di scarico. Il sindaco di Monte Cavallo, Pietro Cecoli, ha subito chiamato Aurelio Del Medico, coordinatore della Protezione civile di Civitanova, fino a pochi anni fa capo del distaccamento dei vigili del fuoco, chiedendogli aiuto. Del Medico non ci ha pensato due volte ed è tornato a fare l’antico mestiere svolto con passione per decenni, con l’aiuto degli altri ha preso una scala, ha attaccato il tubo dell’acqua che serve la zona della piazza ed ha prontamente spento l’incendio, senza che fosse necessario chiamare i vigili del fuoco in servizio. Incurante delle fiamme e del fumo l’ex comandante dei vigili del fuoco di Civitanova ha agito prontamente, evitando che il fuoco si propagasse alla vicina casetta in legno.
Caro Aurelio il bene si fa in silenzio, tutto il resto è solo palcoscenico. Ogni volta che parti per qualche servizio leggo un articolo su Cronache Maceratesi. Questo comportamento lo ritengo scorretto e soprattutto irrispettoso nei confronti degli oltre 2000 volontari appartenenti alle circa 100 Organizzazioni presenti nella sola Provincia di Macerata. E nello specifico questo articolo non rispecchia quanto da sempre il dipartimento regionale cerca di diffondere nel volontariato, ovvero l’applicazione delle norme sulla sicurezza (mancano i dispositivi di protezione individuale) ed il rispetto delle competenze affidate al volontariato. Con ciò non voglio dire che saresti dovuto rimanere immobile a guardare ma in definitiva hai fatto ciò che qualunque persona dotata di buon senso avrebbe fatto nel vedere un camino a fuoco ed un tubo dell’acqua a portata di mano. Mi auguro che in futuro possa esserci maggiore discrezione e, soprattutto da parte della testata giornalistica di che trattasi, un maggior rispetto nei confronti dei tanti volontari che umilmente e nell’anonimato, da ormai sei mesi, stanno lavorando a servizio del sistema dei soccorsi di protezione civile. Chiudo chiedendo scusa ai Vigili del Fuoco con i quali a fatica stiamo cercando di costruire un rapporto di collaborazione, l’immagine del volontariato che può uscire da questo articolo è totalmente distorta, non siamo alla ricerca di visibilità, tanto meno vogliamo essere dei “Rambo” e sostituirci a voi, non ne siamo e non saremo mai all’altezza della vostra professionalità e competenza.