Spese facili, le motivazioni del Gup
SENTENZA - Ecco perchè Spacca e Comi sono stati assolti. Per il segretario regionale del Pd i rimborsi chilometrici rientravano nel suo ruolo. Per l'ex governatore ci fu un errore di bancomat

Francesco Comi insieme al suo legale, l’avvocato Marina Magistrelli, durante l’udienza ad Ancona
I rimborsi chilometri di Comi erano inerenti al suo ruolo e Spacca aveva acquistato gli occhiali per un puro errore di bancomat. Queste le motivazioni del gup Francesca Zagoreo dopo la sentenza di settembre dove l’attuale segretario regionale del Pd Francesco Comi e l’ex presidente della Regione Gian Mario Spacca sono stati assolti nell’ambito dell’inchiesta “spese facili” in Regione.
COMI. L’ampiezza delle materie di sua competenza nel corso dei mandati da consigliere regionale giustificava la partecipazione di Francesco Comi, “a numerosissime missioni sul territorio regionale”. La difesa ha minuziosamente ricostruito i diversi incontri a cui Comi ha partecipato, “dando piena contezza delle spese sostenute”. Ne dà atto il Gup Francesca Zagoreo nella motivazione della sentenza con la quale nel settembre scorso ha assolto cinque imputati, tra cui appunto Comi, dall’accusa di peculato per spese sostenute tra 2008 e 2012. La voce più consistente addebitata all’attuale segretario Dem, difeso dall’avvocato Marina Magistrelli, riguardava i rimborsi chilometrici. In ogni caso, il giudice ha respinto la tesi dell’accusa secondo cui gli incontri a cui l’imputato si era recato non fossero connessi alle funzioni del gruppo consiliare Pd. Zagoreo ha invece ritenuto che quel tipo di spese fosse invece “strettamente connesso allo svolgimento delle funzioni politico-istituzionali del consigliere”. La difesa ha prodotto un documento da cui risultano i criteri in base dei quali i consiglieri erano tenuti a chiedere i rimborsi anche per le trasferte. Dunque, ha chiosato il giudice, il reato non configurabile sotto il profilo oggettivo non lo sarebbe stato neanche sotto quello oggettivo.
SPACCA. Fu dovuto invece ad una mera confusione nell’utilizzo del bancomat che aveva per le spese regionali invece di quello personale, l’addebito alla Regione Marche da parte dell’ex presidente Gian Mario Spacca di 700 euro per l’acquisto di occhiali da vista. Lo constata il Gup Francesca Zagoreo nella sentenza con cui, nel settembre scorso, ha assolto Spacca e altri quattro imputati sempre dall’accusa di peculato per le presunte ‘spese facilì del consiglio regionale marchigiano tra il 2008 e 2012. Una volta scoperto l’errore, ha spiegato il giudice, Spacca aveva dato disposizione di rimborsare le somme utilizzate per fini personali: 1.583,84 euro, comprendenti la spesa per gli occhiali e un’altra non contestata. L’esborso per montatura e lenti poteva astrattamente essere ritenuto una spesa personale, scrive il Gup, ma la difesa ha dimostrato il “banale errore” commesso, e il pronto rimborso. Il giudice ha depositato oggi le 57 pagine di motivazione della sentenza emessa con rito abbreviato il 12 settembre scorso. Il Gup aveva dichiarato il non luogo a procedere per altri 55 imputati e ne aveva rinviati a giudizio sei (gli ex consiglieri Ottavio Brini, Franco Capponi, Massimo Di Furia, Enzo Marangoni, Cesare Procaccini, Francesco Massi Gentiloni Silverj) e solo per importi molto ridotti rispetto alle contestazioni del procuratore Elisabetta Melotti e del pm Ruggiero Dicuonzo. La sentenza parla di un impianto accusatorio che, “così come costruito non consente di ritenere provate le condotte di peculato descritte nei capi d’imputazione”. E laddove non è stata specificata la natura politico-istituzionale delle spese, scrive il giudice, “la pubblica accusa non ha fornito la prova dell’avvenuta distrazione dei fondi per fini personali”.