Giacomo Birrozzi,
il bomber con la racchetta

L'INTERVISTA - Il 19enne di Sarnano pratica due sport a livello agonistico: gioca a calcio con la squadra del suo paese (tripletta all'esordio da titolare in Seconda categoria) ed è uno dei punti di forza dell'Assocazione Tennis Macerata

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Giacomo Birrozzi

 

di Michele Carbonari

Si chiama Giacomo Birrozzi e giovedì scorso ha letteralmente trascinato il Sarnano nel 4-1 contro l’Aries Trodica nel recupero della sesta giornata di Seconda Categoria girone F (leggi l’articolo). L’attaccante nato il 27 maggio 1997 ha fatto tutta la trafila del settore giovanile nella formazione biancoazzurra dall’età di 7 anni e alla prima da titolare in carriera ha realizzato una tripletta che difficilmente dimenticherà. Studente al primo anno di Economia al politecnico di Ancona, il sarnanese è anche un grande talento del tennis, sport che pratica dall’età di 11 anni nell’Associazione Tennis Macerata, e fa parte della formazione che attualmente milita in serie B.

Se lo aspettava un esordio del genere?

«Sinceramente no, anche se ero preparato a giocare dall’inizio perché mancavano i due titolari, ma anche un po’ preoccupato. Allo stesso tempo sentivo la fiducia di mister Eleuteri che già in passato mi aveva fatto giocare spezzoni di partite importanti (il debutto due anni fa in casa contro la Nova Camers, ndr). Già sarei stato felice facendo un gol, dopo una tripletta sono contentissimo. Ringrazio i compagni e i dirigenti, siamo veramente un blocco unico».

Dove vuole arrivare nel mondo del calcio?

«Non ho obiettivi, mi piace vivere lo sport come un divertimento. Passare in compagnia un’ora in allenamento e due alla partita. A tredici anni potevo scegliere se andare a giocare in piazze importanti come Macerata o Tolentino ma ho scelto di rimanere a Sarnano, anche per non abbandonare il tennis».

Giacomo Birrozzi

Giacomo Birrozzi, uno dei punti di forza dell’Associazione Tennis Macerata

A proposito di tennis, quand’è nata questa passione?

«Ho iniziato a Macerata all’età di 11 anni, un po’ tardi per chi vuole praticare questo sport, perché ci giocavo con mio padre che è un appassionato. Dai 14 ho avuto come maestri prima Marilena Romitelli e poi Fabiano Tombolini che mi hanno aiutato a crescere».

Come va la carriera con la racchetta?

«Sono stato campione regionale due anni come Under 14 e Under 16 e ho partecipato due volte ai campionati italiani. Con la prima squadra attualmente siamo in serie B, terza categoria nazionale, ed è una bella esperienza perché affrontiamo squadre da ogni parte d’Italia. Ora però con l’università devo riorganizzarmi per trovare il tempo per gli allenamenti. Per essere al top in questo sport bisognerebbe farli tutti i giorni ma io ne ho sempre fatti due a settimana perché mi comportavano troppi spostamenti. Mi piacerebbe comunque raggiungere la seconda categoria a livello nazionale (in totale sono quattro ma la prima è composta soltanto dai migliori venti, ndr)».

Meglio il calcio o il tennis? Quale dei due preferisce?

«Tutti e due, dipende dai momenti. D’inverno li pratico entrambi mentre d’estate preferisco il tennis».


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