Italia nostra contro
la demolizione dell’ex fiera:
“nessun progetto alternativo”
CIVITANOVA - La sezione maceratese dell'associazione critica l’abbattimento dell’edificio di Largo Caradonna e la velocità con cui il comune si è disfatto dell’immobile: "poteva essere valorizzata, così si impoverisce la collettività"
Demolizione dell’ex ente fiera: “assente completamente qualsiasi base progettuale”. Italia nostra sezione di Macerata critica l’abbattimento dell’edificio di Largo Caradonna e la velocità con la quale il comune si è disfatto dell’immobile. «L’area in questione necessitava oramai da anni di un forte piano di riqualificazione – scrive Italia Nostra – che correggesse la congestione veicolare ed il degrado sociale in essa presenti. Se ne parla da molto, ma il primo atto reale e rapido per affrontare la questione è stata proprio la demolizione di un bene pubblico, entrato da poche settimane in possesso diretto del comune di Civitanova. La cosa che fa scalpore, almeno ai nostri occhi, è che questo primo atto sia stato realizzato sulla base di una quasi completa assenza progettuale, nonostante l’intenso dibattito degli anni addietro. La redazione di un progetto è, per sua natura, un momento di discussione delle alternative possibili, di condivisione delle scelte, aspetto questo ancora più evidente e rilevante nel caso di una proprietà pubblica, di un bene comune. Ma niente di questo è stato fatto. E da questa mancanza è scaturita la velocità dell’azione. Se si fosse fatto un progetto, ci sarebbe voluto del tempo, è vero, ma già dalla fase preliminare si sarebbe rilevato che tutti i problemi che si riconoscono per quell’area sono di fatto indipendenti dall’edificio dell’ex fiera. L’avvenuta demolizione dell’ex fiera senza la definizione di una benché minima progettualità testimonia purtroppo che in quella scacchiera di utili potenziali e di finalità differenti, l’interesse pubblico è il più debole. È la proprietà pubblica che accantona completamente ogni pretesa di valorizzazione dei suoi frutti, acconsentendo ad un fittizio arricchimento degli altri soggetti e ad un reale impoverimento della collettività cittadina».

hanno fatto benissimo… non potevano fare cosa migliore
Un ecomostro nn serviva più a niente
A me sembra molto più bello così . Neanche io so niente ma penso che con calma si può decidere cosa farci e poi si potrebbe fare un sondaggio tra i cittadini per varie idee
Se volete vedere ecomostri andate in periferia. Uno veramente di eco – mostro sta anche spesso in comune. Più eco di quello non c’è nessuno.
Un bel parcheggio
Credo che il detto contare fino atre prima di parlare in questo caso sia più che valido.
L’associazione ITALIA NOSTRA parla per sentito dire e senza informazione in merito alla proprioetà, ai tempi intercorsi per trattare l’acquisto con la regione Marche , proprietaria di grande parte dell’area.
Non è stata una decisione presa in fretta, e cmq non si è potuto procedere prima poichè le casse comunali erano vuote, si è dovuto attendere la messa in sicurezza del bilancio, e trovare quei pochi euro per abbattere la struttura.
Italia nostra non sa che in quell’area non si può edificare nulla, , neache l’esitente , in quamnto l’area nel PRG e in tutti gli strumenti urbanistici che il comune ha adottato negli ultimi 25 anni prevedono area verde in quanto molte edificazioni e ristrutturazioni edilizie in centro si sono fatte utilizzando come standard necesari di verde l’area dell’ex Fiera.
Quindi ITALIA NOSTRA e altri preuccupati #state sereni nula ci si costruirà, anzi occorre vigilare perchè non avvenga il contrario.
Realizzeremo il sogno degli SFORZA della piazza e dei giardini che si prolungano fino al mare.