“Allegria di naufragi”,
Popsophia racconta la ripartenza

TOLENTINO - Tutto esaurito al Cineteatro Don Bosco per il secondo appuntamento della rassegna "Ricominciamo da qui". Sul palco insieme a Lucrezia Ercoli anche il rettore di Unicam Flavio Corradini, che ha introdotto la serata, e il filosofo dell’università di Pisa Adriano Fabris

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Lucrezia Ercoli

 

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Flavio Corradini

 

Filosofia e musica per ripartire con la cultura dove il terremoto ha colpito. È “Allegria di naufragi” il secondo appuntamento targato Popsophia che ieri sera ha registrato il pienone al cineateatro Don Bosco di Tolentino. Il pubblico si è lasciato trascinare dal viaggio pop filosofico ideato dalla direttrice artistica Lucrezia Ercoli cantando e applaudendo i brani che, in un tutt’uno con le parole, hanno saputo raccontare, come da titolo, la ripartenza dopo la tragedia. Il prossimo e ultimo spettacolo sarà il 16 dicembre e sarà dedicato a “Il bello e il brutto della vita: Beatles vs Rolling stones”. Sul palco ieri sera insieme a Lucrezia Ercoli anche il rettore di Unicam Flavio Corradini, che ha introdotto la serata, e il filosofo dell’università di Pisa Adriano Fabris. «Popsophia – ha detto Corradini, che ha coniato lo slogan “io non crollo” – è la risposta positiva a una ripresa che è importantissima in questo momento. Cerchiamo di non andarcene dai luoghi colpiti dal sisma, restiamo. Dobbiamo ricreare la comunità, trovarci di nuovo nelle piazze. Le città marchigiane devono tornare a vivere».

«Dopo una catastrofe è necessario agire con i fatti, ma anche le parole e la filosofia possono essere d’aiuto – ha detto Lucrezia Ercoli -. Da Friedrich Nietzsche a Bruce Springsteen, da Aristotele a Paolo Conte, abbiamo cercato di raccontare le inquietudini dell’uomo contemporaneo attraverso la profonda leggerezza della cultura pop». Lo spettacolo è stato ispirato dalla celebre poesia di Giuseppe Ungaretti e ne ha messo in evidenza i due aspetti fondamentali: il trauma della perdita e l’energia vitale che trova risorse inaspettate dopo la catastrofe. «La paura ci fa chiudere, ci fa erigere muri – ha detto Adriano Fabris – Siamo alla continua ricerca di stabilità, ma qualcosa di stabile già c’è: lo troviamo in noi, nella fiducia. È la base del nostro vivere. È un’attitudine che diventa contagiosa, e diventa un sentimento più forte di ogni crollo: la solidarietà. Solo essendo solidali diventiamo ciò che già siamo».

Tutti i philoshow sono a ingresso libero e sono ideati e diretti da Lucrezia Ercoli e interpretati dalla band musicale Factory composta da Luca Cingolani alla batteria,
 Anna Greta Giannotti e Alessia Ippoliti alle chitarre, Matteo Moretti al basso, Leonardo Rosselli al sassofono e con le voci di Rebecca Liberati e Gianluca Pierini. Voce recitante di Pamela Olivieri, video e la regia di Marco Bragaglia, regia tecnica di Riccardo Minnucci e Matteo Lorenzini.

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Adriano Fabris

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