L’invenzione di due ingegneri:
la moto elettrica che si attiva con l’app
MONTEFANO - E' la prima al mondo con due ruote motrici ha un'interfaccia smartphone che scatta foto e registra il percorso. Il progetto della Visionar è arrivato 22esimo al premio Cambiamenti di Cna nazionale con 600 partecipanti. Gli ideatori: "Entro il 2014 vorremmo produrre la moto che sta in piedi da sola"

Al centro gli ingegneri Antonio Ranalli e Andrea Andreucci con il direttore provinciale di Cna Luciano Ramadori
Si chiama Armotia e potrebbe essere la rivoluzione della mobilità per gli amanti delle due ruote. Una moto elettrica a due ruote motrici, con interfaccia smartphone che tramite un’app che permette di scattare foto, registrare il percorso fatto e i dati telemetrici e condividere tutto sul web in tempo reale. E’ il nuovo traguardo verso il futuro tagliato dalla Visionar, azienda di Montefano nata come nelle migliori storie in stile Sylicon Valley nel garage degli ingegneri Antonio Ranalli e Andrea Andreucci. Nel registro delle start up innovative dal 2013 la Visionar ha partecipato alla prima edizione del premio Cambiamenti di Cna nazionale arrivando 22esima tra 600 progetti di tutta Italia. “E’ la prima moto elettrica a due ruote motrici al mondo in commercio – spiega Ranalli, ingegnere meccanico con un dottorato di ricerca all’Università Politecnica delle Marche – è equivalente a un 125, 4 tempi ma con prestazioni effettivamente superiori. Io e Andrea avevamo in comune la passione per le moto è da lì che è nato tutto.
Abbiamo così sviluppato una moto elettrica, due ruote motrici e un’interfaccia smartphone. Un veicolo in grado di assicurare stabilità e tenuta di strada, quindi divertimento intelligente. L’app che abbiamo ideato è installata in uno smartphone che fa da cruscotto e dialoga bluetooth con la centralina, per scattare foto e registrare il percorso fatto, sul quale poi vengono sovraimpressi i dati telemetrici della moto. Tutto condivisibile su web, ovviamente”. Sotto il brand Armotia” vengono prodotti i modelli Due X (fuori strada) e Due R (strada e città): “Secondo la nostra road map tecnologica – dice Antonio Ranalli – vorremmo produrre entro il 2024 la moto che sta in piedi da sola, considerando anche che il trend di crescita della moto elettrica di fascia alta è del 34% annuo”. L’azienda di Montefano ha potuto partecipare al premio tramite Confidi Fidimpresa Marche e Cna di Macerata. “Siamo orgogliosi che la Visionar sia tra le finaliste del premio “Cambiamenti” – commenta il direttore provinciale Luciano Ramadori – un’idea nata nel nostro territorio, che rappresenta il nuovo corso del mondo artigiano, che oggi non può prescindere da caratteristiche di innovazione e integrazione con la tecnologia. Facciamo i nostri complimenti agli ingegneri Ranalli e Andreucci che hanno calcato il palco del Premio Cambiamenti, potendo presentare ad una platea di esperti la propria start up e farla conoscere”.
(Cla.Ri.)


Entro il 2014?