Abusato da un pedofilo,
lo incontra 30 anni dopo:
choc e denuncia
REGIONE – Un anconetano di 40 anni ha incrociato per strada l'uomo che approfittò di lui da bambino. Impossibile fare qualcosa perché i fatti sono prescritti. Ieri ha raccontato la sua vicenda a "Chi l'ha visto?": "Mi aveva avvicinato e portato a casa sua. La storia è andata avanti per un anno, poi era sparito". La sorella del 40enne ha lanciato un appello: “Se in città ci sono altre vittime si facciano avanti e parlino”

Susanna, la sorella di Francesco che ha denunciato gli abusi subiti durante l’infanzia davanti alle telecamere di ‘Chi l’ha Visto’
L’ombra della pedofilia sulla vita di Francesco, un quarantenne di Ancona che nella tarda serata di ieri ha raccontato ai microfoni di ‘Chi l’ha visto’ la sua infanzia rubata da un uomo, oggi 64enne incontrato la scorsa estate, per caso dopo 30 anni, a passeggio per la città. Un incubo che ritorna. Francesco incrocia lo sguardo di chi considera carnefice e percepisce un tuffo al cuore che gli fa riaffiorare un macigno doloroso di ricordi, subito confidati alla sorella Susanna.
A luglio, la donna si precipita in questura per denunciare i fatti scoprendo, però, che il reato è ormai prescritto. Nel timore che quell’uomo possa restare impunito o abbia commesso altri abusi, si rivolge prima a ‘La Caramella Buona’, l’associazione italiana che combatte la pedocriminalità, poi al programma di Rai Tre condotto da Federica Sciarelli. E davanti alle telecamere lancia un appello: “Se ci sono stati altri bambini vittime di pedofilia come mio fratello ad Ancona negli anni ’80, si facciano avanti e parlino contattando la redazione di Chi l’ha visto”.
Ieri il dramma di Francesco, con il volto oscurato in video, è stato ripercorso nel servizio tv e si è stagliato sullo scorcio degli angoli più belli di Ancona, dal Passetto al porto. “Di pomeriggio giocavo a calcio a Valle Miano – ha raccontato la vittima – quell’uomo mi ha avvicinato e mi ha portato a casa sua. Ricordo ancora quando mi ha detto di togliermi i vestiti. La storia è andata avanti per un anno poi non l’ho più visto”. Susanna ha aggiunto dettagli, ipotizzando che lo sconosciuto “forse sapeva dei disagi della nostra famiglia” ed ha così approfittato della fragilità del fratello.
Durante l’intervista di Chiara Cazzaniga, anche Roberto Mirabile, presidente de ‘La Caramella buona’, è tornato ad esprimere scetticismo sul meccanismo della prescrizione ventennale che non permette alle vittime dei pedofili di ottenere giustizia, se hanno trovato il coraggio di denunciare la violenza solo dopo molti anni. “Salvo che un magistrato – ha evidenziato il presidente della onlus – non decida comunque di avviare le indagini”. “Spero allora che quel magistrato aiuti mio fratello” ha anche auspicato Susanna.
(m. p. c.)