Marika, col suo sorriso parlava al mondo
E’ morta a 18 anni, la mamma:
“Aiuteremo altre persone”

TREIA - Malata dalla nascita, non ha mai visto il cielo né assaggiato un gelato, non poteva muoversi e nemmeno parlare. La madre e il suo compagno hanno deciso di aprire una raccolta fondi per donare un defibrillatore alla Croce Verde. "Sono stati 18 anni impegnativi, l'ho sempre tenuta con me a casa. Tutto iniziava e finiva con lei"

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Marika Feresin, aveva 18 anni

Marika Feresin, aveva 18 anni

 

di Gianluca Ginella

«Marika l’unica cosa che poteva donarci era un sorriso, adesso speriamo di poter essere noi a donare un sorriso a qualcuno». Così Maria Loprete, sua figlia, Marika Feresin, si è spenta lunedì a 18 anni (la famiglia viveva a Passo di Treia). Quella di Marika è la storia di un sorriso, la storia di chi non ha mai visto il cielo o assaggiato un pezzo di pane o mangiato un gelato. Malata fin dalla nascita, era cieca, non poteva muovere né gambe né braccia, né poteva parlare: eppure ha sempre sorriso. Con i sorrisi e con i suoi occhi comunicava col mondo. Ora la mamma e il suo compagno, Stefano Monterotti, volontario della Croce Verde, hanno deciso di dare il via ad una raccolta fondi per donare un defibrillatore semiautomatico all’associazione di volontariato. A Passo di Treia Marika la conoscevano tutti. La mamma nei giorni d’estate l’accompagnava a fare passeggiate con la carrozzina. «L’unica cosa era il sorriso che aveva, era molto solare, sempre. Anche se non parlava, lei sentiva e reagiva agli stimoli. Non vedeva ma aveva occhi stupendi e con quelli parlava» racconta Maria Loprete, che per 18 anni ha assistito con amore la figlia. Non ha mai voluto staccarsi da lei «è sempre stata a casa con noi, l’abbiamo curata tantissimo. Sono stati 18 anni impegnativi. Tutto iniziava e finiva con lei. Non ho mai voluto portala in centri o istituti» racconta la mamma. Marika non ha mai visto il cielo, né ha mai potuto assaggiare un pezzo di pane, la sua esistenza è stata però piena di amore dei suoi familiari. Ultimamente le sue condizioni di salute si sono aggravate e lunedì si è spenta. Tra chi le è stato accanto e la conosceva c’è anche don Ariel, che martedì ha celebrato il funerale di Marika. «Ricordo le parole che ha detto nella predica: “Marika per 18 anni è vissuta da martire, non c’è posto migliore per lei che il paradiso, dove ora si trova, perché è un’anima pura”. Io se sono la persona che sono oggi lo devo a lei» dice Maria Loprete. Con i soldi della colletta raccolti durante il funerale e una donazione dell’azienda dove lavora la mamma di Marika e il suo compagno Stefano hanno deciso di avviare una raccolta di fondi per donare un defibrillatore semiautomatico alla Croce Verde. Da oggi e per un paio di settimane sarà possibile fare offerte nella tabaccheria di Passo di Treia e al bar Roma, sempre a Passo di Treia, dove si potranno trovare le scatoline per raccogliere i fondi. Servono circa 1.200 euro, un giorno potrebbero salvare qualcuno e regalare un sorriso bello e intenso come era quello di Marika.


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