Il fondatore del parkour a Overtime:
“La paura si combatte con l’allenamento”

MACERATA - Tra gli ideatori della disciplina conosciuta come "arte dello spostamento", il parigino Laurent Piemontesi è stato ospite del festival di etica sportiva insieme al maceratese Luca Fabbracci. "Ogni salto deve essere fatto con coscienza"
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Laurent Piemontesi

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Laurent Piemontesi ha risposto alle domande del pubblico presente all’Enoteca civica maceratese

di Leonardo Giorgi

(Foto di Lucrezia Benfatto)

«La paura può portarci a fare cose belle o brutte. La paura è tutto ciò che non conosciamo e per combatterla dobbiamo appoggiarci sulle nostre sicurezze, tramite l’allenamento». Le parole del francese Laurent Piemontesi saltano con equilibrio tra sport e filosofia come la disciplina che lui stesso, insieme al gruppo Yamakasi, ha contribuito a fondare alla fine degli anni ’90: il parkour, ovvero l’art du deplacement (“arte dello spostamento”). Insieme a Luca Fabbracci dell’associazione sportiva maceratese di parkour “Ap3”, Piemontesi è stato ospite all’Enoteca civica maceratese per la terza giornata dell’Overtime festival. E proprio i principi fondamentali della rassegna, che si sviluppa tra i concetti di corpo e mente, sembrano muovere gli amanti del parkour fin dai suoi primi anni di vita nei sobborghi francesi. «Il parkour rappresenta per me uno stile di vita – spiega il francese – e non smetto di vivere l’arte dello spostamento una volta finito l’allenamento. Io sono fortunato e ho potuto vivere di questo, ma dovrebbe essere lo stesso anche per chi fa un altro lavoro».

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Luca Fabbracci, fondatore dell’associazione maceratese Ap3. Molti i giovani del territorio che grazie a Fabbracci si sono avvicinati alla disciplina del parkour

Una disciplina controversa il parkour, di cui la cultura popolare ha assorbito, secondo il maceratese Fabbracci, «solo gli aspetti più spettacolari». «L’arte dello spostamento rappresenta l’allenamento prima di tutto della propria mente – sottolinea Piemontesi -. Ogni movimento bisogna essere attuato con saggezza, conoscendo i propri limiti. Il parkour non è lo sport dei salti acrobatici, o perlomeno non deve essere per forza quello. E’ una disciplina che allena corpo e mente e in questa società si può essere utili solo se si ha una testa forte». Dall’esterno, il parkour, sembra essere un movimento per pochi eletti, visto il coraggio che richiede alcuni dei movimenti più avanzati. Come si può combattere la paura? Per Piemontesi «la paura c’è sempre, in ogni giorno della nostra vita. Io stesso tantissime volte mi sono fatto fermare dalla paura. La paura non è conoscibile, ciò che possiamo conoscere è solo la nostra tecnica e possiamo svilupparla solo attraverso l’allenamento. Così, prima o poi, si arriva al punto che ci sono molte più cose che conosciamo, rispetto a quello che ignoriamo e ci fanno paura. E comunque – conclude – la dimensione del pericolo non va mai eliminata. Chi fa parkour deve farlo con coscienza. Io non ho mai fatto un salto che non mi sono sentito di fare». L’arte dello spostamento però, nonostante qualche diffidenza, è riuscita a penetrare anche a Macerata e addirittura a conquistare i bambini del territorio. «Alleniamo ragazzi e bambini – spiega Fabbracci – e sono anni che propongo corsi personalizzati per i più piccoli. A volte per colpa dei media i genitori hanno molto timore a fare seguire questa disciplina ai loro figli. Nonostante l’arte dello spostamento rappresenti uno sport completo, capace di far maturare fisicamente e psicologicamente qualunque persona».
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