Simone, tetraplegico dopo un incidente
si laurea in Fisica a Unicam:
“Non smetto di credere ai sogni”

IL CORAGGIO - Aveva appena compiuto 18 anni quando la sua vita è cambiata per sempre. Simone Antonini, 35enne di Belforte, non si è arreso, preso il diploma ha iniziato a studiare all'università di Camerino dove si è laureato con una tesi sperimentale. "Anche quando ci si sente perduti, in realtà non tutto è finito"
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Simone Antonini con i suoi amici dopo la laurea

 

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Simone Antonini

 

di Marco Ribechi

A 17 anni dall’incidente che lo ha costretto su una sedia a rotelle si laurea in Fisica all’università di Camerino. Un traguardo rincorso per tanti anni e finalmente raggiunto il 27 settembre, nonostante le avversità che a volte la vita o la sfortuna riservano. Simone Antonini, 35enne di Belforte, può oggi brindare con la sua famiglia e i suoi amici all’eccellente risultato ottenuto: una laurea in Fisica con 105 grazie a una tesi sperimentale sull’ottica quantistica. Un obiettivo impensabile fino a pochi anni fa. Simone, infatti, a causa di un incidente automobilistico avuto alla vigilia dei diciott’anni, vive su una sedia a rotelle, impossibilitato a scrivere. «A causa di un incidente ho subito una frattura vertebrale e sono diventato tetraplegico – spiega neolaureato – Era il 3 settembre del 1999. A pochi giorni di distanza avrei dovuto cominciare il quinto superiore e ottenere il diploma. Invece ho drasticamente interrotto i miei studi e i miei sogni, per dedicarmi alla riabilitazione».

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La discussione della tesi

Simone è stato costretto ad abbandonare la propria scuola e anche il pensiero di ottenere il diploma era diventato ormai un sogno irrealizzabile. «La frattura delle vertebre è piuttosto alta – spiega il ragazzo – per questo non posso scrivere. Un giorno del 2005 però una coincidenza ha voluto che vedessi un volantino di un corso serale all’istituto tecnico di San Severino. Ho deciso di iscrivermi. Purtroppo però, trattandosi di un indirizzo differente dal mio, ho dovuto ricominciare dal terzo». E’ grazie al diploma che il percorso universitario ha iniziato ad essere possibile. «Avevo un professore che insegnava anche all’università – spiega Antonini – lui mi ha spronato a continuare visto che avevo ottenuto il diploma con il massimo dei voti. Così mi sono iscritto a Fisica, una materia che mi ha sempre affascinato fin dal primo contatto».

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Simone Antonini con l’amica Laura Strappaveccia

Tra una riabilitazione e l’altra, che Simone continua tutt’oggi con tre sedute alla settimana di quattro ore, inizia anche a macinare i primi esami. «Purtroppo sono andato un po’ fuori corso ma devo dire che sono molto orgoglioso di quello che ho fatto – spiega -. Lungo il mio percorso ho incontrato persone splendide. I miei amici, la mia famiglia. Alcuni professori tra cui il mio relatore hanno fatto molto di più di quelli che erano i loro doveri pur di vedermi raggiungere il successo. L’università mi ha messo a disposizione delle persone che mi aiutavano, che scrivevano per me, che prendevano appunti per me».

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Antonini con la sua famiglia

Simone Antonini però non si adagia e già pensa alla specialistica: «La mia esperienza può essere una prova che anche quando ci si sente perduti in realtà non tutto finisce. Avevo di fronte a me due strade: o mi lasciavo andare pensando che ormai fosse tutto perso oppure raccoglievo quello che c’era per andare avanti e inseguire i miei desideri, vedendo sempre il bicchiere mezzo pieno. Questa è la strada che ho scelto e oggi sono molto felice. La laurea però non è un traguardo finale, è solo un’altra tappa che ho raggiunto, un bella cosa che ripaga i sacrifici fatti. Ho notato che il momento è stato emozionante non solo per me, in molti si sono commossi. Devo ringraziare la mia famiglia che non mi ha mai abbandonato e ha sempre cercato una soluzione a qualsiasi difficoltà». E i sogni di Simone non si fermano agli studi: «Continuo a fare tanta riabilitazione – conclude il giovane – Secondo i dottori ormai la mia situazione clinica è chiusa, ma io noto ancora dei piccoli miglioramenti. Nessuno può farmi smettere di credere nei miei sogni, d’altronde anche la laurea era un traguardo impossibile che però ho raggiunto».

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