Abusi choc sulle bambine:
legate alle sponde del letto,
costrette a subire atti sessuali

CIVITANOVA - Sotto accusa il papà di una delle piccole che è anche patrigno dell'altra. L'uomo avrebbe anche fatto assistere la figlia a rapporti sessuali. Episodi avvenuti anche in una casa famiglia dove erano ospiti le bimbe

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pedofilia bambina

 

di Gianluca Ginella

Spogliate, legate gambe e braccia alle sponde del letto e costrette a subire atti sessuali: vittime due bambine, che all’epoca dei fatti avevano una cinque anni e l’altra sette. Fatti che sono al centro di un processo che si sta svolgendo al tribunale di Macerata e che vede imputato un 56enne di Civitanova per violenza sessuale su minori e corruzione di minorenni. L’uomo è il padre di una delle due bambine (quella che all’epoca dei primi, presunti, episodi di abusi, aveva 5 anni) ed è il padrigno dell’altra, figlia della sua compagna, che è anche mamma della più piccola. Secondo l’accusa i fatti sarebbero avvenuti tra il novembre del 2006 e l’aprile del 2007 a Civitanova e in una casa famiglia che si trova in un’altra regione del centro Italia. I fatti oggetto del processo erano stati raccontati in seguito dalle due bambine, quando erano state affidate a delle nuove famiglie. Famiglie che avevano poi segnalato tutto ai servizi sociali. In seguito ne è nata una indagine che ha portato al processo che si sta svolgendo a Macerata. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Rosanna Buccini, le violenze sessuali sarebbero consistite nell’ordinare alle due bambine di spogliarsi e l’uomo le avrebbe poi legate braccia e gambe alle sponde del letto con delle cordicelle. L’accusa parla poi di baci e di atti sessuali compiuti dall’uomo sulle bambine. Fatti che sarebbero avvenuti sia a casa dell’uomo, sia in una casa famiglia dove le piccole erano ospiti e dove erano state mandate dal Tribunale dei minori di Ancona. In quella casa famiglia, inoltre, una delle bambine avrebbe assistito a rapporti sessuali completi dell’uomo con la madre alla presenza della bambina di 5 anni. Oggi sono ste sentite le famiglie affidatarie delle bambine che hanno confermato quanto avevano segnalato ai servizi sociali e che hanno anche parlato di film porno che l’imputato avrebbe fatto vedere alle due bambine. Al processo si è costituito parte civile il tutore delle bambine, l’avvocato Elena Piunti, assistita dal legale Alessandra Mecozzi. L’imputato è difeso dall’avvocato Silvia Mastrogiovanni. Sentiti i testimoni, il Tribunale ha rinviato il processo al prossimo 10 aprile, data in cui verranno sentite le assistenti sociali.


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