Sacci, fumata nera in Regione
L’ente: “piano industriale o bonifica”
A disposizione fondi per cassa integrazione

CASTELRAIMONDO – Incontro questa mattina tra il presidente della Cementir, Mario Ciliberto, e l’assessore Loretta Bravi, che ha commentato: “Vertenza difficile”. Sul tavolo della trattativa ci sono i fondi messi a disposizione da palazzo Raffaello per ulteriori 3 mesi di cassa integrazione. Una mossa apprezzata dai sindacati. L’azienda conferma la mobilità dei dipendenti, e chiede un periodo di stand by per vedere come va il mercato

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La protesta di dipendenti e sindacati in Regione

 

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Fumata nera per la Sacci. Questa mattina si è spostata sotto il palazzo della Regione la protesta dei dipendenti e dei sindacati, in attesa dell’incontro tenutosi a palazzo Raffaello tra Mario Ciliberto, presidente Cementir e l’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi, alla presenza anche del sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli. Presente anche Fabrizio Costa, segretario generale della Regione ed i funzionari del settore lavoro. Ha affermato l’assessore Bravi: “Vertenza difficile. La Regione ha dichiarato chiaramente che o si riprende la produzione o si procede alla bonifica ambientale. L’ente ha messo sul tavolo della trattativa i fondi per ulteriori tre mesi di cassa integrazione per traghettare l’azienda fino alla ripresa della produzione evitando licenziamenti. Azienda e organizzazioni sindacali si riuniranno prima del 30 settembre (quando scatterà la mobilità per i 71 lavoratori coinvolti) per chiudere la procedura relativa alla mobilità e accedere ai fondi regionali. La Regione ha ribadito all’azienda che non ci saranno terze vie e che la priorità resta la salvaguardia dei posti di lavoro. Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori, alle lavoratrici e alle loro famiglie”. Per le organizzazioni sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, insieme alla rappresentanza sindacale unitaria di stabilimento, la battaglia è appena iniziata. “Rimarchiamo ancora una volta l’assenza del presidente della Regione Luca Ceriscioli – afferma Massimo De Luca a nome delle organizzazioni sindacali – la nota positiva sono le due strade indicate dalla Regione, a scelta tra la presentazione di un piano industriale che guardi al futuro, prevedendo un periodo di cassa integrazione per i dipendenti, oppure si andrà verso la bonifica del sito”.

protesta-cementificio-sacci-7Da parte della Cementir, Ciliberto ha affermato che è confermata la mobilità per i 71 dipendenti di Castelraimondo, chiedendo uno stand by per vedere come andrà il mercato, richiamando poi eventualmente gli ex dipendenti. Cementir ha mostrato grande interesse per la miniera presente nel sito di Castelraimondo, da cui si estrae il materiale lapideo alla base della produzione di cemento. Apertura dell’azienda alla cassa integrazione in deroga, purché da gennaio parta la mobilità. Netto no dei tecnici regionali all’ipotesi di attesa chiesta da Cementir, perché non è prevista dalla legge, inoltre è stato affermato come l’utilizzo della cava sia legato all’attività produttiva. “Abbiamo apprezzato la disponibilità della Regione a mettere sul piatto, sino a fine dicembre tre mesi di cassa integrazione in deroga, a patto però che vengano sospesi i licenziamenti – continua De Luca – accettiamo questa ipotesi purché venga ritirata la mobilità. Se non ci sarà l’accordo chiederemo che venga avviata la bonifica dal primo ottobre ed i lavoratori saranno liberi di contestare i licenziamenti, secondo tutte le possibilità concesse dalla legge”. La Regione ha chiesto a Cementir di mettere per iscritte le proprie intenzioni riguardo al sito di Castelraimondo. Qualora l’azienda decidesse di sospendere la mobilità, potrebbero essere richiesti altri due anni di cassa integrazione straordinaria.

 

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