Paola Turci incanta il Piermarini:
“Ho scoperto una nuova me”
MATELICA - La cantante ha presentato ieri sera in teatro l'autobiografia "Mi amerò lo stesso". Intervistata da Oriana Salvucci, ha poi interpretato i suoi brani più famosi. "La musica mi ha fatto capire che c’è un livello superiore a questa realtà"

Paola Turci

Paola Turci intervistata da Oriana Salvucci
di Monia Orazi
“Mi amerò lo stesso”, dall’autobiografia, alla canzone, al teatro. E’ il messaggio che ieri sera ha lanciato Paola Turci, intervistata da Oriana Salvucci nel teatro Piermarini di Matelica, gremito per la rassegna “Non a voce sola”. L’appuntamento è iniziato con un piacevole antipasto musicale del chitarrista Antonio Del Sordo, che ha deliziato il pubblico con tanti brani noti, vagamente intrisi di bossanova. Con queste parole Oriana Salvucci ha introdotto la cantautrice: «Conoscevo l’artista ma non la persona Paola Turci, l’ammiro perché ha deciso di raccontarsi nelle sue fragilità, dando vita ad un percorso di maggiore conoscenza di sé, ha affrontato la tempesta, come percorso di rinascita e saper vivere». Paola Turci ha iniziato spiegando perché ha voluto narrarsi nella sua autobiografia: «Ne avevo necessità, rendendo pubbliche le mie storie, potevo guarire dalle mie paure croniche, da vent’anni mi nascondevo e facevo finta di non farlo. Ho dovuto fare lo sforzo di confessare i miei limiti, di mostrare le mie debolezze, ma questo mi ha dato un senso di libertà, preziosissima. Raccontarmi mi ha regalato una nuova vita».
La nuova stagione della cantante la vede piena di energia e progetti. Il nuovo disco che uscirà all’inizio del 2017 è in fase avanzata, la sua autobiografia l’ha portata a realizzare il vecchio sogno di fare l’attrice, il 27 settembre debutterà in teatro a Milano con un monologo intitolato come il libro. Una nuova canzone sarà presentata a Carlo Conti per il prossimo San Remo. «Uno dei temi del libro è la bellezza e la sua ricerca – ha proseguito Paola Turci – bellezza che per me coincide con la musica. Non ho mai dato un nome a ciò che ho provato, agli accordi che sentivo, li sentivo e basta. La musica mi ha fatto capire che c’è un livello superiore a questa realtà, con cui si può comunicare. Nessuno mi ha dato in mano nulla, ci sono nata. Mia madre però è stata fondamentale, cantava sempre, ma come una che non vuole sentire il resto del mondo. Io invece ho usato la musica per vivere, per essere la persona che volevo essere». Il ricordo va anche al tragico incidente in cui la cantante è stata coinvolta tanti anni fa. «Per me è stata una svolta fondamentale, prima avevo successo, ero sui giornali, ma non ero felice. Non avevo capito neanche la metà, delle cose che ho capito oggi. I valori li ho appresi dopo questa esperienza dolorosa, mi ha fatto scoprire una Paola che mi sta simpatica, che ha saputo prendere nel giusto verso le cose che le sono capitate. Ci sono possibilità occasioni, non credo nelle disgrazie, il dolore lo gestiamo in modo inconscio, ma ce la possiamo fare». Un lungo percorso individuale il suo, diventato parole, racconto ed inevitabilmente musica ed ora una rappresentazione teatrale. La serata si è concluso con le canzoni più belle suonate dalla cantante, un finale da brivido con “Mi amerò lo stesso”, cantato senza musica, con la voce nuda. Tanti gli applausi del pubblico, al termine Paola Turci non si è sottratta ai flash ed agli autografi.