Scuola Luzio, il sindaco: “E’ sicura”
I genitori chiedono i container
Raccolta fondi per una nuova struttura

SAN SEVERINO - Assemblea infuocata tra genitori e amministrazione. Il primo cittadino, supportata da pareri tecnici, ha spiegato che l'istituto è agibile e le lezioni partiranno il 15 settembre, come previsto. Ha poi annunciato che lunedì aprirà un conto corrente per ricevere offerte per l'edificazione di un nuovo plesso
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san severino assemblea scuola terremoto

Il sindaco Rosa Piermattei nel corso dell’assemblea di oggi pomeriggio

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L’assemblea di oggi per parlare della scuola Luzio. I genitori hanno chiesto i container

 

di Monia Orazi

Braccio di ferro sull’istituto Luzio di San Severino: per l’amministrazione comunale la perizia evidenzia che la scuola è sicura e gli alunni possono rientrare, ma i genitori non si sentono rassicurati e chiedono i container, sono state raccolte oltre 1.400 firme di protesta. «Il 15 settembre riapriremo la Luzio, non possiamo fare diversamente, perché l’indice di vulnerabilità non consente la dichiarazione di inagibilità, altrimenti rischiamo pesanti sanzioni amministrative» dice il sindaco Rosa Piermattei, che ha annunciato la scelta dell’amministrazione comunale  di fronte alla platea di oltre duecento genitori, riuniti questo pomeriggio in assemblea per parlare della sicurezza del plesso scolastico, dopo che due distinte perizie hanno evidenziato un basso indice di resistenza ad un eventuale terremoto.  Il terzo incarico è stato dato dall’attuale amministrazione all’ingegnere Giorgetti il quale ha affermato: «La Luzio tutto sommato è un edificio che è stato progettato bene, presenta un indice di vulnerabilità tra il 24 ed il 200 per cento, adesso abbiamo una maggiore conoscenza dei materiali, come si comporterebbe nel caso di terremoto con epicentro a San Severino, le due precedenti perizie hanno utilizzato parametri più severi, in quanto è stata effettuata una simulazione. Per me la Luzio è un edificio su cui lavorare, senza paura che crolli, soprattutto nella parte centrale. È una scuola che nel complesso vedo molto sicura». Ha proseguito Giorgetti: «L’indice di rischio sismico non ha nulla a che vedere con la possibilità di crollo». Il sindaco Piermattei così ha annunciato un programma di lavoro e la chiusura delle parti dell’edificio risultate meno sicure: «La sicurezza degli alunni è garantita ma per evitare di correre rischi, isoleremo i tre punti considerati critici, chiuderemo il bagno di servizio destinato ai docenti, chiuderemo la mensa che sarà organizzata in spazi più sicuri, ma sempre all’interno dell’edificio, inoltre chiuderemo la palestra e faremo usare agli alunni quella delle medie». Il primo cittadino ha annunciato che l’amministrazione sta lavorando al progetto di una nuova scuola, per cui non ci sono soldi. «Lunedì mattina aprirò un conto corrente per raccogliere i soldi per la nuova scuola, è dal 1997 che la scuola è in condizioni critiche, di cosa stiamo parlando? Dal 20 giugno quando abbiamo saputo di questa situazione abbiamo fatto l’impossibile, l’incarico per la perizia è stato dato nel 2011, poi non è stato fatto nulla. Sappiate che la scuola è dell’obbligo, rischiate a tenere i figli a casa». Il sindaco ha ricostruito la vicenda, spiegando di aver ricevuto indicazioni su come procedere da Cesare Spuri, capo regionale della Protezione civile. Il preside Sandro Luciani ha cercato di calmare gli animi, nelle oltre due ore e mezzo di assemblea infuocata: «Abbiamo avuto conferma da tutti gli organi istituzionali che la situazione è affrontabile e che la Luzio non presenta rischi maggiori di altri plessi, spostare gli alunni in altri istituti comporterebbe maggiori rischi per la sicurezza,  di quanto comporterebbe la frequenza della Luzio, ho compiuto insieme ai tecnici due sopralluoghi,  la Luzio non ha niente a che vedere con la scuola vista in tv. Siamo ragionevoli, siamo sicuri che i nostri figli siano più sicuri nelle case che a scuola? Il 15 riprendono le lezioni, così dobbiamo fare per legge, per la scuola nuova ci vogliono tempo e soldi che non ci sono, sarebbe importante il contributo di qualche benefattore privato, se si chiedono soldi pubblici senza motivazione può intervenire la Corte dei conti». Sono seguiti numerosi interventi. Univoche le richieste dei genitori che non si sono sentiti garantiti per quanto riguarda la sicurezza dei loro figli ed hanno richiesto i container, presentando progetti e preventivi per scuole prefabbricate da costruire in pochi mesi, in molti hanno detto che il 15 settembre, non invieranno i loro figli a scuola.

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