Hotel House, i sei portieri
consegnano le chiavi al sindaco:
“Da oggi festa per i delinquenti”
PORTO RECANATI - Da oggi sono ufficiali le dimissioni. "Ci aspettavamo più interesse da parte delle istituzioni. Riceviamo percosse e minacce di morte ogni giorno ma per loro dobbiamo lavorare senza stipendio". Il sindaco Mozzicafreddo: "Non è nostra competenza, la gestione è privata"

Cinque dei sei dipendenti dell’Hotel House che hanno rassegnato le dimissioni

I portieri stamattina a colloquio con il sindaco che rifiuta le chiavi
di Marco Ribechi
Hotel House senza più controlli all’ingresso. Il palazzone multietnico di Porto Recanati, dove risiedono 2600 persone, già al centro di numerosi episodi criminali tra cui un ingente traffico di eroina, resta senza portieri. Come promesso la scorsa settimana (leggi l’articolo) i sei addetti alla pulizia e alla portineria hanno dato le dimissioni perché da febbraio non ricevono lo stipendio nonostante prestino costantemente un servizio che va anche al di là delle loro competenze. La chiave è stata consegnata stamattina al sindaco di Porto Recanati Roberto Mozzicafreddo che però l’ha rifiutata perché gli aspetti amministrativi della struttura non sono di competenza comunale. «Da oggi ci sono sei disoccupati in più ma il vero nodo è la sicurezza – spiega Davide Luca, residente e portiere storico della struttura – sarà una festa per i delinquenti. Siamo andati in Comune, abbiamo lasciato la chiave che però è stata rifiutata. Così abbiamo protocollato una lettera. Hanno detto che la responsabilità è dell’amministratore, non del Comune. Sono d’accordo però il problema ora sarà per i tanti residenti onesti della struttura e per tutti i cittadini di Porto Recanati. E’ destinato a diventare un porto di mare e noi che ci abbiamo lavorato sappiamo cosa significa, non sarà facile senza controlli all’ingresso».

Luca Davide, residente e portiere storico dell’Hotel House da oggi disoccupato
I sei responsabili svolgevano un’azione preventiva di controllo annotando i nomi e il documento di qualunque estraneo entrasse nel palazzo e avvisando le forze dell’ordine per ogni problema. La loro azione è stata spesso oggetto di minacce di morte e percosse fisiche. «Siamo delusi perchè non abbiamo ricevuto neanche una telefonata – continua il portiere – non dico dalla prefettura ma almeno dal sindaco. E’ il mio primo cittadino, gli avevamo chiesto di starci vicino. Non si rendono conto di cosa significa lavorare in portineria, è come amministrare un paese. Caldarola ad esempio ha 1500 abitanti, mille in meno dell’Hotel House. Svolgevamo questo servizio importantissimo per uno stipendio di mille euro al mese circa. E’ difficile andare avanti se non ti aiutano ma abbiamo sempre continuato. Ora però non ci pagavano neanche più lo stipendio. E’ facile prendersela con l’Hotel House a parole ma dove sono le autorità quando servono i fatti?».

L’incontro di questa mattina in comune a Porto Recanati
Diversa la posizione del sindaco Mozzicafreddo che non vede alcuna responsabilità da parte dell’amministrazione: «Il Comune può interessarsi di quello che accade all’esterno ma all’interno è un interesse privato – spiega il primo cittadino – Le forze dell’ordine controllano costantemente il perimetro. E’ importante ripristinare il controllo, l’amministratore del condominio ha detto che stanno già cercando delle soluzioni. E’ stata avvisata anche la prefettura, è un problema da risolvere a breve, anche per tutelare gli abitanti del condominio e i tanti bambini che ci vivono».
Ma abbattere il grattacielo?
Solo in Italia succedono queste cose
Non capisco dove sia il problema in una struttura dove ha regnato sempre la delinquenza e anarchia , cosa cambia avere i portieri ?
Ma non dovevano abbatterlo??
Ma come abbatterlo??? È una delle attrazioni di Porto Recanati…..
Votate Mozzicafreddo dicevano…. Ah beh giusto, le elezioni sono giá finite.
Il sindaco già se n’è lavato le mani….per cui se troverete qualcuno che sta visitando casa vostra non incolpate lui….starà sicuramente lavorando per far funzionare la fontana di piazza Carradori….
Ricordiamoci che non è solo il crocevia dello spaccio di droga ed armi, non si producono e vendono solo abiti contraffatti o rivende merce rubata ma ci si rifugiano anche terroristi… guarda caso però quando si manifestò c’erano tutti gli squatters porto recanatesi a difendere l’illegalità.
ennammisè che camicia trendy che si è messo il sindaco
Forse il senatore Morgoni, può interessarsene, anche se, stavolta, Salvini non c’è, e lo dico da non leghista.
Per Tombesi. Il problema dell’Hotel House è serio e grave, quindi il chiacchiericcio dei politici, di sinistra o di destra, non serve.
bisogna abbatterlo e basta!!!
droni
Senatore Morgoni, esponenti PD presenti insieme i Centri Sociali, eccetera, fatevi vedere all’Hotel House, se ci siete battete un colpo, assumetevi la vostra responsabilità di fare entrare dalle zone di guerre e carestie pure un bel po’ di criminali, che si concentrano poi all’Hotel House e in tutto il territorio nazionale. Se avviene he il crimine furoreggia è perché parte della casta politica è criminale. Quindi: cane non mangia cane.