Dimissioni Costamagna:
assessore e presidenti Upc
rimettono le deleghe al sindaco
CIVITANOVA - Nella riunione della lista si è deciso di lasciare a Corvatta l'ultima parola. Pronti a rinunciare Cristiana Cecchetti, Francesco Mantella e Alessandro Brandoni. L'ex presidente del consiglio: "Siamo noi ad aver dato vita alla maggioranza. In atto una strumentalizzazione"
di Laura Boccanera
(foto Federico De Marco)
«Io mi dimetto, ma le accuse nei miei confronti sono strumentali, denuncio che nell’amministrazione c’è chi sta remando contro, mai stato un ostacolo e non voglio esserlo oggi, lascio, ma rimango a disposizione, voglio vedere invece cosa farà il Pd e le altre forze di questa maggioranza». Ultimo atto per Ivo Costamagna che dopo la riunione di ieri sera con la lista Uniti per cambiare questa mattina ha fatto il punto della situazione, sulle sue dimissioni e su quelle dei componenti di Upc che rivestono ruoli di potere in giunta e nelle municipalizzate. L’assessore Cristiana Cecchetti, i presidenti di Atac e Civita.s Francesco Mantella e Alessandro Brandoni e i componenti dei cda Adriano Gaspari e Gianfranco Pagliariccio rimettono il proprio mandato nelle mani del sindaco. Che pare sia intenzionato a rifiutare. C’è amarezza nella riunione di oggi. Upc perde una battaglia importante nel gioco di forze all’interno della maggioranza. A spuntarla sono stati i cinque “golpisti” che hanno minato con la mozione la stabilità e la tenuta del consiglio, fino alla scelta di Costamagna di non confrontarsi in consiglio e mollare poco prima del voto. E’ lo stesso Roberto Garofolo vicepresidente di Upc a spiegare i passaggi: «condividiamo la scelta di Costamagna di presentare le dimissioni – ha detto – sarebbe stato ingiusto per la sua storia politica e per quello che ha dato alla città sottoporsi all’umiliazione di un voto di sfiducia. Upc è tra i soci fondatori di questa maggioranza, c’è in atto un tentativo di creare una maggioranza diversa dall’attuale».

Pier Paolo Rossi, Belinda Emili e Piero Gismondi, tre dei cinque firmatari della sfiducia a Costamagna
Una scelta ritenuta “improduttiva” dall’assessore Cecchetti quella di produrre uno scisma insanabile nella maggioranza a pochi mesi dal voto. «Rimetto, insieme agli altri, le deleghe nelle mani del sindaco per dare un segnale di vicinanza alla lista, ma al contempo dal sindaco mi aspetto un segnale di fiducia per quanto fatto in questi anni e per chi si è speso onestamente nell’esercizio delle proprie funzioni». Più politico l’intervento di Mantella, presidente dell’Atac che ricorda invece alcune incongruenze ai firmatari della sfiducia: «le motivazioni sono insussistenti – afferma Mantella – i bilanci sono sotto gli occhi di tutti. Chi ci critica sono gli stessi che posero al sindaco la questione dell’allargamento dei cda, e, questo, non è previsto nel programma. Noi invece ci siamo attenuti al programma. Non accettiamo lezioni da chi è più interessato ad aumentare i posti di potere, che si sappia chi vuole rispettare il sindaco e chi no». Lascia il ruolo di presidente del consiglio, ma svolgerà la sua funzione di consigliere fino alla fine del mandato Ivo Costamagna che diventa capogruppo di Upc, ma che si toglie qualche sassolino dalla scarpa prima di congedarsi dal suo ruolo: «questa è la lista che ha dato vita alla maggioranza Corvatta – sostiene – la dieta in Upc è cominciata, prima Centioni, poi Rogani, ora io, mi chiedo dove si vorrà arrivare. Alla base solo ragioni politiche, ripicche e vecchi rancori (pare che Piero Gismondi si sia legato al dito l’appoggio che Costamagna ha fornito per le elezioni regionali al maceratese Massimiliano Sport Bianchini anziché sostenere la candidatura di Gismondi) io però ho solo lavorato per la città, i 13 milioni di Nencini per la rotatoria sono qui anche grazie a noi. Pertanto nei miei confronti ci sono sole accuse strumentali, polemiche che fanno gioco a qualcuno e che non voglio cavalcare, il tempo dirà chi aveva ragione».



Chi volete sdemesso: Costamagna o il Museo all’aperto del Cavalier Prati in Via Roma a Macerata?
Non ho dubbi, sdemettemo Costamagna e salviamo il Museo del Cavalier Prato!!!
Osservazioni di un periferico alla politica de nuaddre.
Lo ripeto anche in questa pagina non entro nel merito delle dimissioni di Ivo Costamagna e nei confronti della Mozione che è complicata e in parte non palese.Mi preme però sottolinearla banalità rituale delle “dimissioni virtuali” della componente UpC in Giunta e nelle Partecipate che si collocano all’interno del teatrino della solita e stanca politica.
Le dimissioni non si minacciano si danno. il paradosso politico di questa situazione delle dimissioni sta nella sostanza .Ivo Costamagna è il capo di Upc,il Presidente Ivo Costamagna è il Presilio comunale, Ivo Costamagna è il Capo Gruppo della Gruppo Consigliare di U.pC.,Ivo Costamagna si è dimesso non solo DENUNCIADO la strumentalità della Mozione di Sfiducia .Cosa questa che in politica ci può stare MA il CAMBIO di DNA della MAGGIORANZA ,il FALLIMENTO di un PROGETTO POLITICO .
Questa è la sostanza politica. Davanti a questa grave denuncia politica che fa il Sindaco Corvatta nonchè componente del gruppo consigliare di U.P.C? TACE.
Questa silenzio pilatesco è da tempo la prassi politica e istituzionale del Sindaco Corvatta. Sono recenti le posizioni pilatescheo i vari congelamenti di situazioni relative alla crisi interna del gruppo UpC,la crisi con la Lista Nuova Città di Gismondi, le dimissioni di Carlo Centioni dalla Presidenza delle Farmacie Comunali,le dimissioni poi subito rietrate della Presidente dei Teatri Civitanovesi Rosetta Martellini .
Eppure il Sindaco Corvatta non è stato sempre silenzioso.Ricordo bene quando per ben due volte e pubblicamente è entrato nel dibattito interno alla Sinistra quando questa stava dibattendo se e come costruire la Lista Le Altre Marche per competere nelle elezioni regionali si confrontava sulle alleanze e nel rapporto con il PD. Ricordo bene che il cuore di quelle sue osservazioni politiche auspicavano una “intesa” con il PD.
E’ chiaro che il Sindaco Corvatta che è anche componente del Gruppo Consigliare di Ivo Costamagna con queste posizioni,i tentennamenti al pronunciamento sollecitato se si ri/candida alle prossime elezioni ha messo in un angolo Ivo Costamagna favorendo la posizione attendista del PD di Silenzi che resta sulla sponda del fiume aspettando che passino quelli che venivano considerati metaforicamente “cadaveri” .
Tutto questo mentre altri di area PD e moderata stanno scaldando i motori in vista delle prossime elezioni comunali. Allora che senso hanno le dimissioni “virtuali” della componente UPC nelle Partecipate in segno di solidarietà a Costamagna quando queste vengono rimesse -nelle mani del Sindaco ,un Sindaco pilatesco anche in questa crisi politica? Un Sindaco che non si pronuncia nel merito delle accuse di Ivo Costamagna che coinvolge l’intera maggioranza?
Lo ripeto queste dimissioni virtuali sono politicamente banali, un antico rituale della vecchia politica.
E il Consiglio Comunale,i Gruppi Consigliari davanti a questa situazione che è assomiglia ad una deriva politica che non si esaurirà con le dimissioni di Ivo Costamagna che fa ? TACE,VA AL MARE o a sentire le Canzonette e i più preparati ad alzare la Paletta di gradimento come fanno le giurie dei vari Talent.
PS.In questo dibattito e ” crsi politica” Civitanovese si conoscessero venissero rese note le motivazioni di merito che hanno portato Rifondazione Comunista con il suo Capo Gruppo Belinda Emili a sottoscrivere la Mozione per far dimettere Ivo Costamagna fossero rese pubbliche..