Evasione fiscale,
condannato l’avvocato Castignani

IN AULA - Secondo l'accusa avrebbe ideato una scrittura privata al fine di consentire di non pagare le imposte relativamente ad una compravendita. Oggi la condanna: 8 mesi. Il difensore: "Siamo sorpresi, faremo appello"

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L'avvocato Achille Castignani

L’avvocato Achille Castignani

di Gianluca Ginella

Avrebbe ideato una scrittura privata al fine di consentire l’evasione delle imposte per svariate centinaia di migliaia di euro: condannato a 8 mesi, con rito abbreviato, l’avvocato Achille Castignani, 68 anni, di Morrovalle. La sentenza è stata decisa nel pomeriggio dal giudice Daniela Bellesi che ha aggravato la richiesta di condanna del pm Pietro Moscianese Santori (6 mesi). Il legale di Castignani annuncia che farà appello, intanto il giudice ha rinviato al 27 settembre l’udienza per le altre tre persone che sono imputate nel medesimo procedimento e che hanno deciso di fare il processo con rito ordinario. La vicenda risale al 2014. E tutto nasce da una cessione di quote di una società proprietaria di case e terreni. A vendere le quote la compagna di Castignani, Ludmila Mita, 47 anni, ucraina, che le aveva cedute alla 45enne Yanina Fomenko (entrambe le donne sono imputate). Questo per un valore «di 5-600mila euro.

Poi la Fomenko aveva fatto un prestito di altre centinaia di migliaia di euro, 800mila, a Mita, ricevendo in pegno un quadro che si trova all’estero, un Parmigianino – spiega l’avvocato Giovanni Bora, che assiste Castignani e Mita –. E lo avrebbe fatto con una scrittura privata. Per la procura il prestito era in realtà un ulteriore pagamento per l’acquisto delle quote societarie, nascosto in forma di prestito. Ma per noi quello era stato un semplice prestito». A coinvolgere Castignani era stata Fomenko «che ha detto che la scrittura privata non l’ha firmata lei ma l’ideatore era Castignani – continua l’avvocato Bora –. La scrittura era stata fatta davanti ad un notaio, che noi abbiamo chiesto venisse sentito. E lui ha detto che la scrittura privata l’aveva realizzata lui dopo aver chiesto ad entrambe le parti, che avevano dato il consenso. Non solo, la Guardia di finanza nella sua relazione conclude dicendo che Fomenko non è attendibile. Eppure oggi è arrivata la condanna. Siamo molto molto sorpresi e faremo appello». Al processo è imputato anche un 44enne di Colleferro, Corrado Tofani, guardia carceraria. Gli viene contestata la violazione della legge antiriciclaggio. Secondo l’accusa aveva aperto un libretto di deposito a Civitanova con la giustificazione che era in procinto di trasferirsi nella nostra provincia da Colleferro. Ma non si era mai trasferito. Per l’accusa l’apertura del conto era stata fatta per facilitare la consulenza dell’avvocato Castignani ed evitare spostamenti del legale tra Macerata e Roma. Tofani è assistito dall’avvocato Giancarlo Nascimbeni: «Il mio assistito è un cliente di Castignani, come tanti, e ha aperto un libretto di risparmio. Non si capisce cosa c’entri con quanto viene contestato agli altri imputati».

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Il legale in secondo grado è stato assolto dalla Corte d’appello di Ancona (leggi l’articolo).


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