Sicurezza sul lavoro:
il ruolo del rappresentante territoriale

MACERATA - Accordo di Confesercenti con i sindacati per l'Organismo Paritetico Provinciale per la sicurezza, Gabriele Lorenzetti è il nuovo Rlst
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Gabriele Lorenzetti

Gabriele Lorenzetti

La Confesercenti, cosciente che la sicurezza è un aspetto di indiscutibile importanza non solo aziendale ma anche sociale, collabora con i sindacati dei lavoratori Filcams (Cgil), Fisascat (Cisl), e Uiltucs (Uil) nella costituzione dell’Organismo Paritetico Provinciale per la sicurezza (Opp). In particolare le parti sindacali e datoriali hanno stipulato l’accordo individuando un Rappresentante Territoriale dei Lavoratori per fornire così alle aziende locali gli strumenti necessari e concreti per una corretta applicazione della normativa vigente. Dal 2009 il servizio è regolarmente offerto alle aziende che applicano il Ccnl del Commercio, Servizi e Turismo ed è già stato apprezzato, grazie anche all’economicità, da molteplici realtà lavorative dove il supporto di una figura esterna viene vissuto come un sostegno all’applicazione della normativa di riferimento sia per i datori di lavoro sia per lavoratori. Da poche settimane di sig. Gabriele Lorenzetti si è avvicendato nel ruolo con il suo predecessore Matteo Ferretti.

Quando nasce e come vive il suo impegno per la sicurezza sul lavoro? 

Io sono figlio di gente che ha sempre lavorato con la forza delle proprie braccia e delle proprie gambe, cominciando dai lavori in campagna che vedevo fare dai contadini (ho vissuto l’ultimo periodo di quel mondo), per poi passare alle fabbriche, con i macchinari con scarse protezioni, e tutti sappiamo cosa ha prodotto quel tipo di organizzazione del lavoro: tanti soldi ma anche tante braccia tagliate spezzate tanti infortuni e morti sul lavoro ecc…. il tutto giustificato dal boom economico. Ma anche oggi nel 2016 da ricerche fatte (a campione in tutta Italia) nell’ambito ipermercati supermercati (dove io lavoro) risulta che un 45% di lavoratori e lavoratrici si ammalano di malattie muscoloscheletriche (Dipartimento di medicina del Lavoro del Policlinico Universitario di Milano, istituzione storica ed autorevole in materia a livello nazionale ed internazionale ). La mia attenzione verso questa tematica quindi c’è sempre stata e si è concretizzato nel 2009 quando sono diventato Rls nell’azienda dove lavoro.

Le statistiche parlano di trend positivo ma ancora troppo spesso c’è chi sul lavoro perde la vita o la salute. A suo giudizio quali sono le cause principali?

Io credo che le cause siano diverse: per primo, ancora si continuano ad ignorare le norme basilari della sicurezza, come se nulla fosse stato detto o scritto, secondo, la formazione in certi settori più a rischio viene fatta in modo superficiale, tanto i controlli è raro che vengano fatti da chi è pagato per farli, terzo, la sicurezza costa e non si riesce a capire che costa di più affrontare le conseguenze di un incidente. Poi c’è il problema delle malattie professionali, affinché siano riconosciute c’è un percorso lunghissimo.

Quanto conta la formazione nella sicurezza sul lavoro?

La formazione conta tantissimo, perché ti fa prendere coscienza del modo corretto di fare le cose, di cosa può capitare se si lavora in modo sbagliato, praticamente ti permette la visione a 365 gradi.

Quali dovrebbero essere a Suo avviso le azioni più urgenti e importanti per contrastare in modo efficace gli infortuni, anche mortali, sui luoghi di lavoro? 

Ci sono tre strade che bisognerebbe percorrere nello stesso tempo: la formazione dei lavoratori ben organizzata, gli Rls e Rlst vanno valorizzati, e non bastonati quando fanno il loro lavoro, conosco casi di Rls che dopo aver cercato di coinvolgere l’azienda nel miglioramento dell’organizzazione del lavoro per anni alla fine sono dovuti ricorrere all’Asur (Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) per risolvere il problema. Solo che dopo il rappresentante continua a lavorare nell’azienda e questo genera la “solitudine del Rls”. Secondo, un controllo maggiore da parte dell’Asur e degli organi ispettivi, con sanzioni più severe per chi non rispetta le regole. Terzo, le aziende dovrebbero avere una certificazione di come gestiscono la sicurezza sul lavoro. In modo che questa non sia solo di facciata.

Info: www.confesercentimc.it



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