Lotta alla contraffazione,
il procuratore Giorgio “sale in cattedra”

MACERATA - Il magistrato, da alcuni anni a capo della Procura della Repubblica presso il tribunale di Macerata, ha tenuto un seminario all’Università, su invito della cattedra di Diritto commerciale, parlando di “tutela penale della proprietà industriale”

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vendita in spiaggia

 

di Alessandro Feliziani

I tanti venditori di borse, portafogli, foulard e altri accessori d’abbigliamento “taroccati”, che in estate vanno su e giù per le spiagge affollate di bagnanti e che tutto l’anno espongono la loro merce agli angoli delle strade, magari a pochi metri dai negozi esclusivisti delle grandi “griffe”, sono solo l’ultimo anello di una lunga catena. Sono la punta, la sola che emerge alla luce del sole, di un “iceberg” spesso costituito da ramificate organizzazioni del malaffare che si nascondono quasi sempre in Paesi remoti. E’ quanto ha ricordato il procuratore della Repubblica, Giovanni Giorgio, introducendo un seminario all’università di Macerata. Ospite della cattedra di diritto commerciale, il magistrato è salito per un paio d’ore in cattedra per parlare di “Tutela penale della proprietà industriale” agli studenti di giurisprudenza e agli allievi della scuola di specializzazioni per le professioni legali. Un intervento, il suo, essenzialmente tecnico. Dopo l’introduzione da parte della professoressa Laura Marchegiani, il magistrato maceratese ha tenuto viva l’attenzione della platea di studenti su diversi aspetti dottrinali e giurisprudenziali degli articoli del codice penale che riguardano la contraffazione, l’alterazione e uso illecito di marchi, reati posti dalla legge a tutela sia della pubblica fede, sia dell’interesse economico privato dalle aziende che legittimamente utilizzano i marchi stessi e altri elementi distintivi dei prodotti. La contraffazione, che non colpisce solamente articoli di moda, ma anche opere dell’ingegno (dischi musicali in particolare) e oggetti di design, costituisce oggi un danno rilevante per l’economia dei paesi più avanzati e soprattutto di quelli prevalentemente manifatturieri come l’Italia.

Il procuratore Giovanni Giorgio

Il procuratore Giovanni Giorgio

Benché fenomeno conosciuto in qualche forma anche nell’antichità, la contraffazione negli ultimi decenni è stata favorita da almeno due elementi, un tempo assenti: la crescente globalizzazione del commercio, che ha aperto ai contraffattori nuovi mercati e la tecnologia informatica-digitale che ha reso estremamente facile, oltre che poco costosa, la riproduzione abusiva di marchi, forme e, nel caso di supporti audiovisivi e multimediali, degli stessi contenuti. Un aspetto quest’ultimo, evidenziato anche con l’ausilio di diapositive da Pietro Dal Ben, un esperto perito del settore, consulente della procura della Repubblica di Macerata, cosi come di molti altri uffici giudiziari in tutta Italia. Proprio in relazione al fatto che la contraffazione e la pirateria commerciale sono divenute nel corso degli anni problemi crescenti per la società e per l’economia, difficilmente arginabili con strumenti legislativi “ordinari”, il procuratore Giorgio ha evidenziato come negli anni sia stato costruito un sistema normativo “speciale” che integra il codice penale vigente con altre leggi, come quella che consente in alcuni casi particolari a ufficiali della polizia giudiziaria appositamente autorizzati di svolgere operazioni investigative “sotto copertura” o accentrando le indagini presso le direzioni distrettuali antimafia, poiché a volte dietro a fenomeni di contraffazione si celano vere e propria associazioni criminali, con ramificazioni in vasti stati, da un punto all’altro del mondo. Questo aspetto “internazionale” è favorito soprattutto dal sistema di commercio online. Internet, infatti, separando fisicamente il venditore dall’acquirente moltiplica le possibilità di abusi e il procuratore della Repubblica, Giorgio, ha portato agli studenti due esempi concreti di casi avviati in questi ultimi anni da suo ufficio. Uno, di cui nel 2014 aveva riferito anche Cronache maceratesi, ha riguardato il sequestro preventivo (di fatto un loro “oscuramento” in Italia) di ben 103 siti internet di commercio elettronico (leggi articolo) e l’altro, avviato più recentemente, che ha portato gli inquirenti a scoprire in un paese extra Ue. la base logistica per la contraffazione di prodotti di moda commercializzati anche nel nostro territorio.

Un marchio, come un brevetto o un disegno industriale sono espressioni dell’ingegno e creatività. Come tali costituiscono valori economici che attraverso la contraffazione subiscono rilevanti danni che si ripercuotono direttamente non solo sull’azienda produttrice del bene contraffatto, ma anche sull’economia del paese. Si pensi, per esempio, al danno per lo Stato in termini di minori entrate tributarie. La lotta contro questi reati è finalizzata anche a salvaguardare la società e alcuni suoi valori, quali il lavoro e la sicurezza. Alla contraffazione, infatti, quasi sempre si associano fenomeni di sfruttamento del lavoro nero e a volte anche possibile riciclaggio di denaro sporco. Insomma, dalla contraffazione alla criminalità organizzata il legame può essere più stretto di quanto si possa immaginare. Anche questo o soprattutto questo dovrebbe far riflettere quando si acquista un qualsiasi oggetto “griffato” a un prezzo “sfrontatamente” troppo basso.


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